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Scheda informativa: Mosca delle olive

Bactrocera oleae GmelinLa Mosca delle olive rappresenta senz'altro il fitofago chiave della coltura dell'olivo, provocando, spesso, elevate perdite di prodotto. Si tratta di un Dittero che arriva a compiere nelle aree costiere dell'isola 3 generazioni tra Luglio e Novembre e 1-2 tra Aprile e Giugno, in totale può fare anche 6 generazioni (Tremblay, 1990). Il ciclo biologico ha inizio con la deposizione di un uovo all'interno dell'oliva, da cui ha origine una larva che scava una galleria nella polpa fino a impuparsi all'interno dell’oliva stessa o nel terreno nel caso sia già avvenuta l'invaiatura del frutto.
Il ciclo generazionale è chiaramente funzione sia dei parametri meteorologici sia delle condizioni del frutto e varia da circa 40 giorni d'estate fino a 4 mesi d'inverno e lo svernamento avviene principalmente nel terreno allo stadio di pupa.


Fattori meteorologici che influenzano la dinamica di popolazione della mosca delle olive
La Bactrocera oleae è particolarmente sensibile anche a piccole variazioni di temperatura e benché tutte le variabili climatiche interagiscano nell’influenzare le attività vitali dell’insetto, particolarmente importante risulta la temperatura dell’aria.
Limitatamente agli aspetti salienti, secondo V. Girolami è possibile notare:

  • Al di sotto di 6°C gli adulti rimangono pressoché immobili e non si alimentano. Tra i 7-15°C l’insetto è in grado di camminare e di alimentarsi ma non di volare. Cominciano a ovideporre (anche in dicembre-gennaio) a 16-17°C. Sono necessari 17°C perché il volo diventi spontaneo e abbastanza frequente, (anche se compiono qualche volo a 13-14°C secondo Tremblay); a tale temperatura (17°C) inoltre possono avvenire accoppiamenti ed ovideposizioni (anche secondo il Tremblay), anche se occorrono 19-20°C perché siano interessati tutti gli adulti.

  • I voli spontanei risultano più frequenti all’aumentare della temperatura dai 17 ai 25°C circa. Tuttavia, quando si raggiungono temperature che consentono il volo, si osserva una prima fase di eccitazione della durata di un’ora. A temperature di circa 35°C il volo permane per lunghi periodi. La frequenza dei voli diminuisce in presenza di vento, cielo coperto e pioggia, mentre aumenta se cibo ed acqua sono scarsi.

  • La durata degli stadi preimmaginali è minima a 25°C (rispettivamente 2-3, 10, 11 giorni per lo sviluppo embrionale, larvale e delle pupe) e si allunga progressivamente a temperature inferiori sino a raggiungere valori di circa sei volte maggiori con 10°C. In laboratorio, a temperature costanti, la durata di sviluppo larvale non scende sotto i 7-8 giorni a 25-29°C e ai 12-16 giorni a 18°C (Tremblay, 1990). Al di sotto di 6°C lo sviluppo si arresta.

  • La mortalità abiotica della Bactrocera è crescente a valori superiori ai 25°C e risulta particolarmente elevata oltre i 37°C sino a divenire totale nel volgere di pochi minuti al di sopra di 43°C. Per ciò che riguarda le basse temperature la sopravvivenza diminuisce rapidamente per valori inferiori ai 6°C sino a divenire totale nel volgere di pochi minuti attorno a -9, -10°C). Limitatamente agli adulti si è osservato che, per temperature comprese tra 38-43°C, la disponibilità di acqua aumenta le possibilità di sopravvivenza, mentre secondo Tremblay già a temperature attorno ai 35°C gli adulti restano immobili a contatto di superfici umide; ad esempio, a 40°C gli adulti che altrimenti morirebbero entro due ore, possono sopravvivere sino a tre giorni se hanno acqua a disposizione. Valori di umidità relativa molto bassi (anche del 20% in agosto) in concomitanza a temperature estive elevate conducono a bruschi picchi di mortalità ovo-larvale (Delrio & Prota 1976, Pucci et al., 1985). La percentuale di mortalità larvale aumenta con la temperatura e con il diminuire dell’umidità relativa, infatti a 38°C e umidità del 22% si hanno valori di mortalità larvale del 90% circa. In tali condizioni di aridità è elevata anche la mortalità delle pupe e degli adulti.

  • La fecondità della specie risulta elevata tra i 23-26°C con minimi di 16-17°C. Tale ambito di temperatura può considerarsi ottimale ai fini della moltiplicazione della specie.

In estrema sintesi l'insetto si sviluppa in maniera ottimale a temperature comprese, per i diversi stadi di sviluppo, tra gli 8°C ed i 32 °C secondo V. Girolami (1979) e tra i 9,5-31,5°C secondo Crovetti, Loi, Quaglia e Raspi (1982). Secondo altri autori, come limite inferiore, si considerano i 7°C (Sigwalt, 1977).
Secondo J.A. Tsitsipis i valori riscontrati sono di 10-32,5°C. Sono letali temperature superiori ai 43°C (42°C secondo Tremblay, 1990) ed inferiori ai -9°C. L'accoppiamento avviene al crepuscolo a temperature superiori ai 16°C.
Inoltre è stato osservato che una scarsa piovosità nel periodo estivo e la lignificazione del nocciolo determinano una minore turgidità delle drupe che ospitano gli stadi pre-immaginali, provocando elevate mortalità sugli stessi.
Sulla base delle considerazioni riportate è possibile intravedere l’azione preponderante che la temperatura dell’aria esercita sulla dinamica delle popolazioni di Bactrocera, sia direttamente, limitando le possibilità di sopravvivenza dei vari stadi e di moltiplicazione degli adulti, sia indirettamente influenzando lo stato fisiologico della pianta ospite.



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