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Scheda informativa: Peronospora della vite

Plasmopara viticola Berl. et De ToniLa peronospora della vite (Plasmopara viticola) è originaria dell’America e diffusasi in Europa dal 1878 per l’importazione di portainnesti resistenti alla fillossera. Gli attacchi in Sardegna sono variabili da un anno all’altro, e in condizioni meteorologiche favorevoli la malattia può causare danni gravissimi con perdite anche dell’intera produzione. Resta comunque la malattia più diffusa e pericolosa nelle zone di pianura.
Il fungo sverna nelle foglie colpite e cadute a terra, sotto forma di oospore, resistenti anche alle basse temperature. A primavera, al verificarsi di condizioni idonee, in particolare, una pioggia di almeno 10 mm, temperatura non inferiore a 10°C, con germogli della lunghezza media di 10cm (regola del tre dieci) (Baldacci, 1947), le oospore germinano e producono dei piccoli elementi detti macroconidi che, trasportati dal vento, si depositano sulla giovane vegetazione (infezione primaria), invadono il tessuto e, dopo un certo periodo detto periodo di incubazione, la malattia si manifesta con una muffetta biancastra sulle parti infette. Da questa muffetta si staccano i microconidi che rappresentano i germi per ulteriori infezioni (infezioni secondarie) che si verificano ogni volta che pioggia o rugiada bagnino le parti verdi. Alla temperatura di 25°C è sufficiente un tempo di bagnatura fogliare di circa 2 ore. A fine stagione sulle foglie infette si ricreano le oospore che permettono alla malattia di passare l’inverno.
La malattia inizia il suo sviluppo solo se si verificano contemporaneamente le tre condizioni (germogli di 10 cm, pioggia di 10 mm in 24-48 ore, temperatura minima 10°C). Piogge persistenti, elevata umidità e temperature medie superiori a 13-14°C sono elementi favorevoli allo sviluppo del patogeno.
Perché la Plasmopara viticola possa sporulare è necessario che si verifichino almeno quattro ore di buio durante le quali la temperatura deve essere di almeno 13°C e l’umidità relativa sul 98% (Vercesi,1994).
L’infezione interessa tutte le parti verdi della pianta ed il suo manifestarsi è fortemente legato alle piogge del periodo primaverile associate generalmente a valori termici superiori ai 10°C.
In condizioni di laboratorio è stato messo in evidenza che la Plasmopara viticola è in grado di sviluppare il ciclo di infezione in un range di temperature compreso tra 5-22°C (Borgo, 1990). Il limite di 5°C, preso in esame, non risulta critico; esso comunque causa effetti negativi che si riflettono sull’allungamento della durata del ciclo d’incubazione variabile in funzione del perdurare delle condizioni di basse temperature.

Per una corretta difesa dagli attacchi peronosporici è necessaria la conoscenza del periodo di incubazione in modo da poter intervenire tempestivamente prima che questo si concluda. Questo presuppone una precisa conoscenza di parametri meteorologici quali temperatura, piovosità e umidità dell’aria. Con il fine di correlare tali parametri con il ciclo biologico del patogeno, sono stati messi a punto diversi sistemi modellistici previsionali in grado di fornire indicazioni sulle fasi di maturazione delle oospore e sull’evoluzione delle infezioni primarie e secondarie.


Fattori meteorologici che influenzano le epidemie da Peronospora
Tra i molti fattori influenti, quelli che più direttamente interagiscono nell’insorgenza e nell’evoluzione degli stati patologici sono:

  • Temperatura ed umidità dell’aria
  • Quantità di pioggia
  • Durata della bagnatura delle foglie.
Considerando i fattori ambientali che si verificano separatamente per ogni fase fenologica del ciclo si nota:
  1. Germinabilità della oospora: si verifica se le foglie al suolo sono abbondantemente bagnate da piogge persistenti. Si considera sufficiente una pioggia di almeno 10 mm nell’arco di 24-48 ore, 5 mm di pioggia secondo Egger (1988). Per quanto riguarda la temperatura la germinazione può avvenire anche a 3-4°C, ma si ritiene più sicuro un valore di 10°C sino ad un massimo di 32°C, con un ottimo di 23-24°C. Blaeser (1978) ha infatti accertato che a 30°C si verifica una rapida perdita della capacità germinativa. Per quanto riguarda il valore di 10°C, per la germinazione della oospora occorre, secondo Vercesi (1994), fare riferimento alla temperatura media e non quella minima. Per la sporulazione sono adottate le condizioni fissate da Blaeser (1978), abbassando la soglia sia dell’umidità (82% in concomitanza della pioggia) sia della temperatura (12,5°C all’inizio dalla sporulazione e 11°C in seguito).

  2. Periodo d’incubazione: compreso tra l’instaurarsi dell’infezione e l’emissione dei conidiofori, è calcolato secondo quanto osservato da Mueller e Sleumer (1934) ed è influenzato dai valori medi giornalieri di temperatura e umidità relativa dell’aria (con ottimo di 21-24°C e 100% di UR.). E’ stato accertato che il periodo di incubazione varia da un minimo di 4 giorni ( U.R. elevata a temperatura sui 23-24°C) ad oltre 14 giorni (con clima asciutto e freddo) (Salvò).

  3. Differenziazione dei conidiofori: necessitano una temperatura minima di 13°C e umidità superiore al 70-80%, con un ottimo di 21-24°C e 75% di UR.

  4. Maturazione dei conidi: avviene con temperature tra 6-30°C.

  5. Germinazione dei conidi: occorre contemporaneamente presenza d’acqua e una temperatura minima di 2-3°C (sono necessarie diverse ore per la germinazione), con un ottimo di 18-24°C (circa 40-45 minuti). Con temperature superiori a 30-35°C si arresta la germinazione.

  6. Germinazione delle zoospore: anche in questo caso occorre la presenza dell’acqua e una temperatura di 18-24°C.

In conclusione si può dire, in termini molto generali, che le località tipiche per lo sviluppo della peronospora sono caratterizzate da frequenti piogge estive, umidità relativa su valori molto alti e temperatura compresa tra i 15 e i 35°C.

Bibliografia

  • C. Casarini, Renato Barbieri, 1990 – Le avversità e la difesa della vite – Terra e vita – N. 14, 1990.
  • A. Vercesi, 1994 – Strumenti innovativi per la gestione della difesa contro la peronospora della vite – Informatore patologico 5/1995.
  • M. Borgo, 1990 – Influenza delle temperature su inoculazioni ed incubazioni di Plasmopara viticola (B. et C.) Berl. Et De Toni.
  • V. Rossi, G. Fogliani, L. Lanuasco – Impiego di dati meteorologici nei modelli di previsione delle malattie delle piante.
  • R. Salvò – Quando il vigneto è protetto dall’agrometeorologia.


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