Ritorna all'homepage del dipartimento MC
 homepage > pubblicazioni > miscellanea > CERU (Corretta Esposizione alla Radiazione Ultravioletta)

CERU (Corretta Esposizione alla Radiazione Ultravioletta)
Pagina precedente Indice Pagina successiva


3.4. L’abbronzatura artificiale

L’opinione corrente che l’abbronzatura sia un simbolo di attrazione e di buona salute ha a diffuso nella popolazione occidentale l’utilizzo di lampade e lettini abbronzanti per ottenere una “abbronzatura artificiale” attraverso l’esposizione a radiazioni UVA per tempi limitati.
Per quanto riguarda l’azione, gli UVA, pigmentano la melanina già presente nella pelle (cioè scuriscono la melanina che si trova normalmente nelle cellule epidermiche), ma nell’immediato non sollecitano la produzione di nuova melanina, come fanno invece i raggi solari grazie all’UVB. Il colorito acceso che producono nell’immediato non può dunque essere considerato una vera abbronzatura.
A differenza di quanto succede sotto il sole:

  • i raggi della lampada non ispessiscono la parte più superficiale della pelle, cioè lo strato chiamato corneo (un’ulteriore difesa naturale che, unita alla vera abbronzatura, permette alla pelle di proteggersi dal sole). Non garantiscono quindi la protezione della pelle.
  • l’abbronzatura ottenuta artificialmente non garantisce una buona protezione in caso di successive esposizioni al sole. Questo spiega perché è possibile scottarsi anche quando ci si mette al sole con la pelle già scurita delle lampade. Anzi, il rischio può essere addirittura maggiore, perché dopo aver affrontato svariate sedute in un solarium si tende ad esporsi al sole senza adottare le dovute precauzioni, cioè con poca gradualità e senza utilizzare le creme protettive che invece non vanno mai dimenticate.
  • i raggi della lampada non permettono la produzione di vitamina D. Di conseguenza, le lampade a UVA non producono il grande beneficio del sole, che è quello di stimolare la produzione della vitamina D, preziosa in particolare per la salute delle ossa.

L’esposizione alle lampade UVA può realmente rivelarsi pericolosa per alcune categorie di persone, che dunque dovrebbero evitare di ricorrervi. Ecco quali sono:

  • ragazzi e ragazze con meno di 18 anni, perché fino alla fine dell’adolescenza le cellule che danno luogo alla formazione di nei hanno ancora un’attività molto accelerata, che gli UVA possono stimolare ulteriormente.
  • tutte le persone appartenenti ai fototipi 1 e 2, in quanto destinate a scottarsi anche in seguito a un’esposizione minima, e per l’impossibilità di sviluppare un’abbronzatura protettiva.
  • tutte le persone che durante l’infanzia e l’adolescenza sono andati incontro a ripetute scottature in seguito all’esposizione al sole.
  • tutte le persone che hanno sul corpo numerosi nei, in particolare se di dimensioni superiori al centimetro, e di forma irregolare.
  • tutte le persone con segni già evidenti di danno solare, come per esempio cute raggrinzita, rugosa, disidratata.
  • chi ha parenti stretti che sono stati colpiti da tumori della pelle (familiarità).
Pagina precedente Indice Pagina successiva




dipartimento.imc@arpa.sardegna.it © 2020 Arpa Sardegna
note legali e privacy | SardegnaArpa | statistiche