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I fabbisogni idrici colturali determinati nel settennio 1995-2001 secondo la metodologia FAO
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1.2. Evapotraspirazione di riferimento

Preliminare è quindi il calcolo dell’evapotraspirazione di riferimento, indicata come ETo, vale a dire le perdite idriche di un’ipotetica coltura standard(2) , che variano perciò esclusivamente in funzione delle condizioni meteorologiche. Considerando costanti le caratteristiche dell’ipotetica vegetazione, il valore così stimato può essere considerato come il potere evaporante dell’atmosfera.

I valori di evapotraspirazione di riferimento sono stati calcolati applicando il metodo di Penman-Monteith. Tale metodo, a seguito di una considerevole mole di studi condotti in anni recenti nelle più diverse condizioni ambientali, è considerato attualmente il più valido per la stima dell’ETo. La stessa FAO, così come riportato in una sua recente pubblicazione (quaderno 56), lo considera il modello di riferimento per il calcolo dell’evapotraspirazione.
Il modello può essere applicato per “intervalli giornalieri” e, con opportune correzioni, per “intervalli orari“, e necessita delle seguenti grandezze meteorologiche: temperatura dell’aria, umidità relativa, velocità del vento e radiazione solare globale.
Il suo impiego operativo, così come quello degli altri metodi “climatici”, ugualmente complessi, richiede una disponibilità aggiornata di dati meteorologici e di strumenti di calcolo adeguati, elementi che fino ad alcuni anni fa ne hanno impedito l’impiego ai fini dell’assistenza all’irrigazione.
Una breve descrizione del metodo Penman-Monteith è riportata nell’allegato A.

(2) La coltura di riferimento, schematicamente, ha le seguenti caratteristiche: una copertura completa del suolo, un’altezza uniforme di 0.12 cm, un albedo (rapporto tra l’energia solare riflessa e quella incidente) di 0.23 ed una resistenza al flusso di vapore di 70 s m-1. In pratica essa è assimilabile ad un prato di ampia estensione di una specie autunno-vernina, con caratteristiche geometriche ed ecofisiologiche simili al loietto (Lolium perenne L.) o alla festuca (Festuca arundinacea Schrab).
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