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Riepilogo mensile agrometeorologico di luglio 2000


Fenologia delle colture
Nell’ambito dell’attività di monitoraggio della Rete Agrofenologica Regionale, nei diversi comprensori agricoli, sono state rilevate le seguenti fasi fenologiche per le diverse colture.

Olivo
Nell'ultima decade del mese è stata registrata la fase di inizio indurimento nocciolo per la CV Bosana (Nurra, Logudoro), CV Semidana (Oristanese), CV Pizz'e Carroga (Ogliastra).

Vite
Nell'ultima parte del periodo considerato sono state segnalate le fasi di chiusura grappolo e invaiatura (Nurra, Logudoro, Oristanese e Ogliastra).

Agrumi
Nelle zone monitorate sono state rilevate le fasi di ingrossamento frutti e attività vegetativa di inizio estate.

Drupacee
Durante il mese sono proseguite le operazioni di raccolta delle CV a maturazione estiva.

Carciofo
Nelle diverse zone monitorate, durante il mese sono state svolte le operazioni di impianto per le nuove carciofaie e di risveglio per le poliennali.

Colture ortive
In considerazione delle diverse epoche di semina e/o trapianto le fasi fenologiche si sono presentate variabili dall'ingrossamento bacche alla invaiatura e inizio maturazione dei primi palchi per il pomodoro da industria.

Bilancio idro-meteorologico e consumi idrici colturali
I valori dell'evapotraspirazione di riferimento espressi come valori medi mensili sono variati tra 4.8 e 6.4 mm, nelle diverse località. L'analisi dei dati giornalieri (vedere il grafico allegato) mostra picchi superiori a 10 mm per le stazioni di Masainas (12.6 mm), Scano di Montiferro (11.8 mm), Giave (10.7 mm) e Putifigari (10.3 mm), nei giorni in cui alle elevate temperature si sono associati bassi valori di umidità relativa media (minore al 30%) e condizioni di vento moderato. Nel grafico sono raffigurati i valori giornalieri per 5 stazioni rappresentative di diversi areali.
Il calcolo dei consumi idrici colturali mensili per le principali colture presenti in Sardegna, ottenuto considerando le fasi fenologiche del periodo, ha prodotto i seguenti valori: per il pomodoro da industria dall'ingrossamento bacche dei palchi superiori fino all'inizio della maturazione si possono quantificare consumi complessivi variabili tra 150 e 200 mm, in relazione alla località; per il mais nelle fasi tra fine levata - emissione pennacchio fino alla maturazione lattea si ottengono valori ugualmente compresi tra 160 e 200 mm; per il carciofo in coltura forzata con impianto o risveglio dopo la prima decade di luglio si possono stimare consumi compresi tra 50 e 65 mm circa; per la vite allevata a controspalliera si stimano consumi di circa 110 - 150 mm per le fasi di chiusura grappolo ed invaiatura; valori di 75 - 100 mm per l'olivo in fase di accrescimento frutti e di 100 - 130 mm per l'arancio in fase di ingrossamento frutti.
L'elevata domanda evapotraspirativa ed in particolare gli elevati picchi giornalieri che hanno interessato alcune località, possono aver rappresentato condizioni critiche per le colture in relazione alle fasi di sviluppo tipiche del periodo, ed aver richiesto pertanto una particolare attenzione da parte degli operatori nella scelta dei momenti di intervento irriguo e dei volumi da somministrare. La coltura del mais, per esempio, durante la fase di fioritura è particolarmente sensibile alla carenza idrica, che può determinare nelle condizioni più deficitarie, il disseccamento delle infiorescenze e delle foglie più alte, con la conseguente compromissione della produzione. Un'altra coltura che può facilmente subire danni in condizioni di stress idrico è il pomodoro in particolare nelle fasi di fioritura, allegagione ed ingrossamento delle bacche.
Considerando l'esiguo apporto delle rare piogge registrate nel corso del mese, tali esigenze colturali possono essere state soddisfatte quasi esclusivamente mediante il ricorso all'irrigazione.
Inoltre, in considerazione delle scarse precipitazioni e dei consumi idrici mediamente superiori rispetto allo scorso anno, le disponibilità idriche espresse in termini di bilancio idro-meteorologico evidenziano in generale una situazione di deficit superiore rispetto al mese di luglio 1999, pur con differenze tra le diverse località (vedere la tabella allegata).


Note fitopatologiche
Analizzando il decorso del mese, si possono notare due periodi in cui si sono verificate particolari condizioni meteorologiche; nella prima decade, quando su gran parte delle stazioni meteorologiche sono state registrate temperature massime superiori ai 40°C (es. stazione di Siniscola: 45.3°C) ed intorno al 15 del mese quando il passaggio di una perturbazione ha portato ad un crollo delle temperature minime che si sono portate addirittura su valori inferiori allo zero sulle stazioni poste a quote più elevate. In termini generali, il verificarsi di temperature così "estreme", sia nei valori massimi sia nei minimi, può aver provocato con molta probabilità un elevato calo demografico sulle popolazioni di ditteri (in particolare Mosca della frutta e Mosca delle Olive) e di lepidotteri (in particolare le Tignole). A valori così anomali per il periodo, infatti, studi di laboratorio hanno confermato un'elevata mortalità in particolare degli stadi preimmaginali di questi insetti. Anche per quanto concerne le crittogame, le condizioni ambientali suddette, accompagnate dalla scarsità d'eventi piovosi, non sono state favorevoli a scoppi epidemici di particolare rilevanza.

Modello di simulazione della fenologia di Lobesia botrana (Den. & Schiff.)

(Stazioni di riferimento: Sorso, Olmedo, Milis, Arborea, Jerzu, Decimomannu)

Ad eccezione del periodo in cui sono stare registrate temperature massime molto elevate (ovviamente sfavorevoli allo sviluppo del lepidottero), le condizioni meteorologiche del mese sono risultate ottimali per lo sviluppo, con temperature miti che hanno provocato un rallentamento nello sviluppo delle generazioni della Tignoletta arrivando a causare un ritardo anche di una settimana rispetto all'andamento medio. Questo su tutte le stazioni di riferimento ad eccezione di Sorso ed Olmedo, dove invece il fenomeno è risultato anticipato anche di una settimana.

Modello EPI per la valutazione del rischio di epidemie da Plasmopara viticola (Bern.)

(Stazioni di riferimento: Sorso, Olmedo, Berchidda, Milis, Allai, Oliena, Orosei, Jerzu, Villacidro, Dolianova)

Come già detto precedentemente il mese non ha mostrato condizioni termoigrometriche favorevoli alla malattia. Gli unici scoppi epidemici sono stati simulati tra il 12 e il 15 del mese, nelle sole stazioni di Olmedo e Sardara, in concomitanza con gli unici eventi piovosi verificatesi. Anche il calcolo dei cicli di infezione secondo la metodologia Goidanich ha confermato l'assenza di condizioni favorevoli agli attacchi del fungo.






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