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Riepilogo mensile agrometeorologico di aprile 2002


Fenologia delle colture
Nell'ambito dell'attività di monitoraggio della Rete Agrofenologica Regionale, nei diversi comprensori agricoli, sono state rilevate le seguenti fasi fenologiche per le diverse colture:

Olivo
Per tutte le CV sottoposte a monitoraggio le fasi rilevate sono state, in successione temporale, quelle di ripresa vegetativa, inizio mignolatura e mignolatura.

Agrumi
Nella seconda metà del mese sono state rilevate le fasi di inizio fioritura-fioritura.

Drupacee
Nella seconda metà del mese, per la maggioranza delle specie è stata rilevata la fase di scamiciatura.

Vite
In generale, in tutte le aree monitorate nell'ultima decade del mese sono state segnalate le fasi di grappoli separati.

Colture ortive
Nella maggior parte dei casi, sono iniziate le operazioni di trapianto delle ortive primaverili-estive.

Precipitazioni
A differenza di quanto si è verificato nei mesi precedenti, gli apporti di pioggia sono stati piuttosto abbondanti se raffrontati coi valori medi climatologici e con i valori misurati in anni recenti. Tutto il territorio regionale è stato interessato, seppur in maniera differente, da precipitazioni consistenti. I maggiori apporti sono stati concentrati nella Gallura, nel Sarrabus e nell'Iglesiente, in cui sono stati misurati valori totali generalmente compresi tra 120 e 150 mm; i cumulati inferiori, se si eccettua la stazione di Orosei (22 mm), si sono avuti nel nord-ovest dell'isola (Nurra, Logudoro), dove si sono registrati valori compresi tra 50 ed 80 mm circa, mentre su valori intermedi (70-100 mm) si attestano le aree del campidano di Cagliari e dell'oristanese. Nella tabella allegata sono riportati i valori totali mensili per alcune stazioni ed i rispettivi valori registrati lo scorso anno.

Considerando la distribuzione delle piogge nell'arco del mese, l'analisi dei dati giornalieri delle precipitazioni evidenzia come queste abbiano interessato un numero di giorni elevato che varia generalmente tra 6 e 10, distribuiti in tre differenti e distanti periodi. Anche nelle aree caratterizzate dagli apporti più contenuti, le singole registrazioni giornaliere frequentemente hanno raggiunto valori compresi tra 10 e 30 mm (il 40 % dei valori giornalieri).

Pertanto si può ipotizzare una buona efficacia dal punto di vista agronomico, in quanto possono aver garantito il ripristino ed il mantenimento di soddisfacenti livelli di umidità nei suoli a vantaggio delle foraggere e dei cereali in genere e delle arboree in fase di fioritura ed ingrossamento dei frutti. Tuttavia le stesse condizioni pluviometriche hanno favorito le infezioni crittogamiche e lo sviluppo di insetti dannosi per le specie coltivate, come evidenziato nell'apposita sezione.

Non sono mancate le precipitazioni particolarmente intense, che hanno interessato principalmente alcune località della Gallura e della Sardegna centrale (Ghilarza, Nuoro), come si evidenzia nei grafici allegati. Gli effetti possono essere stati contenuti a causa della copertura del suolo da parte della vegetazione, il cui sviluppo è stato fortemente favorito proprio dalle precipitazioni di questo periodo.

Evapotraspirazione
L'evapotraspirazione di riferimento (ETo) ha assunto nella generalità dei casi valori medi mensili compresi tra 2.5 e 3.5 mm, con i valori più elevati concentrati lungo le aree costiere orientali e meridionali; nelle stesse aree sono stati registrati anche i massimi valori giornalieri (compresi tra 5 e 6 mm).

Somme termiche
L'analisi delle sommatorie termiche relative al periodo 1 gennaio-30 aprile, calcolate attraverso la somma dei gradi utili di temperatura (GDD) con soglia minima pari a 10°C, confermano l'andamento osservato per il mese di marzo. Infatti, anche ad aprile (grafico 1), la maggioranza delle stazioni agrometeorologiche (oltre il 75%) mostra valori di sommatorie termiche superiori rispetto alla media del periodo 1995-2001 con conseguente possibilità di un anticipo nell'evoluzione fenologica delle colture. In particolare tale situazione si può osservare per le stazioni di Orani, Ozieri, Sorso, Chiaramonti, Atzara e Nuoro, che hanno evidenziato valori superiori alla media tra 30% e 60 % circa e persino presso la stazione di Siniscola (+7.09%) che fino a marzo aveva accumulato meno rispetto al dato medio.

Le poche stazioni che invece hanno mostrato accumulo di gradi giorno inferiori alla media sono dislocate principalmente nella Sardegna centro-settentrionale. Tra queste di particolare rilievo è la situazione delle stazioni di Nurallao, Arzachena, Arborea e Olmedo che hanno fatto rilevare scarti dalla media rispettivamente del 14,25%, 11.24%, 8.56% e 4.53%. Infine, dall'analisi del grafico allegato si può osservare come per le stazioni di Allai e Putifigari i valori relativi al parametro considerato si siano attestati nella media degli ultimi 7 anni.

Note fitopatologiche
Il mese è stato favorevole alla attività primaverile degli insetti che hanno trovato nell'elevato regime termico, nella quasi totale assenza di gelate (se non sporadicamente nei primi giorni) e nella piovosità, condizioni ottimali di sviluppo con effetti quasi nulli dei fattori ambientali sul controllo delle popolazioni sia degli artropodi (in particolare lepidotteri e ditteri) ma anche delle crittogame (es. peronospora della vite, ticchiolatura del melo e bolla del pesco) che quindi hanno avuto un'inizio stagione positivo per il loro sviluppo.



Modello di simulazione della fenologia di Lobesia botrana (Den. & Schiff.)
(Staz. di riferimento: Sorso, Olmedo, Milis, Arborea, Jerzu, Decimomannu). Durante il mese è stato simulato il volo della prima generazione della Tignoletta. Confrontando le date di raggiungimento dei gradi giorno necessari al verificarsi del picco di volo con i rispettivi valori medi trentennali è emerso come questo sia risultato anticipato nell'anno in corso, anche di 30 giorni su quasi tutte le stazioni, ad eccezione di Olmedo. In questa stazione infatti le temperature registrate sin dall'inizio dell'anno sono sempre risultate molto basse con minime spesso inferiori allo zero.



Simulazione delle epidemie da Plasmopara viticola (Bern.)
Modello EPI:
Il modello ha individuato un elevato rischio circa il verificarsi di scoppi epidemici intorno al 9-12 del mese. Le aree maggiormente interessate sono state il centro ed il nord-est dell'isola.

Regola dei 3 dieci - Goidanich:
Le piogge di inizio mese hanno determinato l'avvio delle infezioni primarie secondo la regola dei 3 dieci. Tuttavia ciò non è da considerare realistico su tutta l'isola in quanto nel periodo in oggetto la pianta non si trovava ovunque in uno stato vegetativo recettivo per la malattia, in quanto gli stomi risultano aperti solo su foglie di germogli lunghi almeno 8-10 cm. Successivamente sono state simulate quasi ovunque e intorno alla metà del mese infezioni secondarie che però, sulla base di quanto appena detto, sono spesso da considerare come infezioni primarie.



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