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Riepilogo mensile agrometeorologico di settembre 2002


Osservazioni fenologiche
L'indagine fenologica effettuata durante il mese di settembre in diversi comprensori agricoli del territorio regionale, rivela per la maggior parte delle colture monitorate un comportamento simile a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno. In alcuni casi, tuttavia, il particolare andamento meteorologico che ha caratterizzato l'annata 2001-2002 e principalmente le modeste temperature che si sono verificate nella stagione estiva possono aver determinato ritardi nel processo di sviluppo delle colture. Per quanto riguarda la coltivazione della Vite è stato registrato il raggiungimento della fase di " maturazione grappolo" praticamente in tutti i siti osservati e per tutte le cultivar ancora presenti in campo.
Sono proseguite le operazioni di vendemmia che in molti casi, tuttavia, sono state ostacolate dalle abbondanti precipitazioni, anche a carattere di rovescio, che hanno creato problemi di impraticabilità dei terreni, costringendo pertanto gli agricoltori a rimandare o interrompere la raccolta. Le piogge e le modeste temperature di settembre hanno inoltre aggravato lo stato fitosanitario dei grappoli, che già ad agosto presentavano lacerazioni, con forti riprese delle infezioni da Peronospora e Botrite. Inoltre, in alcuni vigneti sono stati rilevati danni piuttosto significativi da marciume acido, una delle più gravi patologie che colpisce la vite e che provoca un peggioramento in termini qualitativi del vino prodotto. Per evitare perdite elevate nella resa e impedire una ulteriore diffusione dei patogeni si è cercato per quanto possibile di anticipare le operazioni di raccolta rispetto a quanto preventivato.
Le uve raccolte quest'anno hanno mostrato nella generalità dei casi, un ritardo nel processo di maturazione delle bacche, un minore grado zuccherino e una maggiore acidità a causa delle condizioni di stress idrico subite dalla pianta nel periodo autunno-invernale e dell'abbassamento delle temperature nel periodo estivo, che hanno determinato una limitazione del flusso traspirativo e dell'attività fotosintetica.

Le precipitazioni di settembre hanno garantito un buon rifornimento idrico del terreno che ha consentito la germinazione e il ricaccio delle essenze foraggere tipiche del pascolo creando perciò i presupposti per il prolungamento della stagione pascoliva e producendo indubbi benefici per il settore zootecnico di tutta la regione.
Il ripristino delle riserve idriche dei suoli, inoltre, ha permesso il raggiungimento del livello di umidità del terreno necessario per l'esecuzione delle lavorazioni di preparazione del letto di semina per gli erbai autunno-vernini. E' importante sottolineare come lo scorso anno, a causa delle scarse precipitazioni che hanno caratterizzato il periodo estivo-autunnale, le stesse operazioni siano state riinviate ed effettuate nei mesi di ottobre e novembre.

Nel corso del mese è stata avviata anche la semina dei nuovi prati permanenti di erba medica che, essendo piuttosto in anticipo, potrà consentire alla pianta di raggiungere uno sviluppo tale da poter superare senza danni i mesi invernali.
Se da un lato le precipitazioni del mese possono aver garantito la buona disponibilità idrica dei terreni e l'accumulo dei bacini di raccolta, dall'altro possono aver ostacolato le operazioni di taglio ma soprattutto il processo essiccazione del foraggio. Le piogge, infatti, causano la riumidificazione del foraggio che, a sua volta, può favorire i processi fermentativi in seguito alla diffusione di batteri e muffe sulle strutture morte del vegetale e determinano un aumento delle perdite di sostanza nutritiva per lisciviazione dei componenti solubili della pianta come zuccheri, sali e composti azotati. Tali perdite si verificano maggiormente nei foraggi di leguminose data la notevole differenza nei tempi di essiccamento tra gli steli e le foglie e la facilità di distacco e sbriciolamento di quest'ultime.

Precipitazioni
Le precipitazioni verificatesi durante il mese hanno interessato, in periodi diversi, tutto il territorio regionale e si sono caratterizzate, oltre che per la distribuzione spaziale alquanto irregolare, per la forte intensità di taluni eventi temporaleschi. I valori complessivi registrati abbracciano un intervallo piuttosto ampio, da circa 15 mm nelle aree più deficitarie a valori prossimi a 100 mm, con i picchi più elevati concentrati nell'area settentrionale. L'analisi dei dati giornalieri evidenzia una distribuzione alquanto disomogenea che rende difficoltosa una descrizione delle aree e dei periodi, tuttavia, a grandi linee si può fare la seguente schematizzazione.

  • Nelle aree agricole del nord-est le precipitazioni registrate hanno raggiunto valori generalmente compresi tra i 50 e 100 mm, fino a raggiungere il valore massimo di 116.6 mm registrati nella stazione di San Teodoro. Hanno permesso il mantenimento di buoni livelli di umidità dei suoli a vantaggio delle coltivazioni e dei pascoli naturali. Nel caso delle aree irrigue, le disponibilità idriche hanno reso superflua il ricorso all'irrigazione.
  • Nelle aree agricole del nord-ovest le precipitazioni registrate hanno totalizzato valori mediamente inferiori rispetto al settore orientale, anche se è evidente una marcata variabilità spaziale, legata al verificarsi di consistenti eventi isolati piuttosto localizzati: così si va dai 60-90 mm registrati nel Logudoro, minimi di 15-25 Nurra e Anglona e valori intermedi di 45-60 mm nelle fasce collinari retrostanti (es. stazioni di Putifigari, Sassari)
  • Molto variegato si presenta il quadro delle precipitazioni nel centro dell'isola, in cui si passa da circa 20 mm complessivi nella piana di Ottana, in cui l'unico evento significativo si è verificato il giorno 22 (11.6 mm), a valori di 30-45 nel Mandrolisai, Barbagia e Sarcidano (stazioni di Atzara, Nuralla e Sadali), circa 50 mm nel Marghine, Goceano e Nuorese (stazioni di Bitti, Illorai e Nuoro), fino ai valori di 50-60 mm in Ogliastra (stazioni di Villanova e Jerzu),.In generale perciò, se si escludono le località caratterizzate da apporti ridotti e sporadici, i suoli hanno beneficiato di una buona disponibilità idrica.
  • Nell'oristanese le piogge totali manifestano invece una certa uniformità attestandosi sui 30-40 mm, con i primi eventi significativi (sopra i 4-5 mm) registrati solo il giorno 22. Per tali condizioni, in particolare nei suoli tendenzialmente sciolti, dotati di minore capacità di immagazzinamento idrico, le colture possono aver necessitato di interventi irrigui.
  • Nelle località di pianura del Campidano di Cagliari gli apporti complessivi risultano alquanto modesti, ammontando a circa 15-25 mm, distribuiti in 5-7 giorni piovosi, con frequenti eventi di scarsa consistenza (1-3 mm) 30-35 nell'area collinare (stazioni di Guasila, e Dolianova)., fino a giungere al valore di 67.2 mm registrati, sul versante opposto, dalla stazione di Villacidro.
  • Nelle aree costiere del Sulcis-Iglesiente, mediamente si sono registrati apporti complessivi di 20-25 mm, con l'eccezione della stazione di Domus de Maria, il cui totale ammonta a 90.6 in virtù dell'intensa pioggia isolata, caduta il primo giorno del mese, e che rappresenta il massimo valore giornaliero registrato.


Evapotraspirazione
Le condizioni meteorologiche registrate nel corso del mese sono state caratterizzate da valori di umidità relativa generalmente al di sopra della media climatologica e temperature tendenzialmente basse, oltre che da condizioni di radiazione solare modesta a causa della frequente copertura nuvolosa.
Tali fattori meteorologici, influenti sulle perdite per evapotraspirazione, hanno dato luogo a valori medi dell'ETo piuttosto contenuti per il periodo in esame, variabili tra i 2.5 ed i 3.8 mm per la maggior parte delle località monitorate, con i valori più elevati calcolati per le stazioni costiere di Domus de Maria, Masainas, Siniscola, Muravera e nel Campidano di Cagliari (stazioni di Sardara e Samassi).
Analizzando i singoli dati giornalieri, si evidenzia come, differentemente dagli ultimi anni, raramente si siano verificati picchi elevati, ed anche i valori superiori a 5 mm appaiono poco frequenti. Nella stazione di Muravera si è raggiunto il valore più elevato del mese di 6.2 mm, il giorno 10.
Nel grafico allegato sono rappresentati i valori giornalieri per 4 stazioni rappresentative di diversi ambienti.

Bilancio idro-meteorologico
Considerando congiuntamente l'evapotraspirazione di riferimento e la pioggia, quali elementi del bilancio idro-meteorologico, risulta che il mese si è chiuso con una condizione di moderato deficit idrico generalmente in tutta l'isola (tabella 1)
Dal confronto con i valori relativi allo stesso mese del 2001, si può rilevare come il periodo trascorso sia stato caratterizzato, nella maggior parte delle località esaminate, da un deficit decisamente inferiore, a causa delle maggiori piogge e dei valori di evapotraspirazione generalmente inferiori, garantendo migliori condizioni di disponibilità idrica per la vegetazione naturale ed un minore ricorso all'intervento irriguo.

Piogge intense
Altro aspetto che merita di essere evidenziato è dato dalla elevata intensità di pioggia che ha caratterizzato alcuni eventi piuttosto circoscritti: tra tutti va segnalata l'area del bosano in cui la stazione di Modolo il giorno 22 tra le ore 10:00 e l 11:00 ha registrato ben 50.6 mm! Altri eventi importanti hanno interessato la costa sud occidentale il primo giorno del mese, quando nella stazione di stazione di Domus de Maria si sono registrati 43.8 mm tra le 15:00 e le 16:00; il giorno 13 nell'area costiera orientale, dove il 13 nella stazione di San Teodoro si sono registrati 35 mm tra le 12:00 e le 13:00; il 14 nella piana di Chilivani (stazione di Ozieri) si sono registrati il giorno 14 tra le 10:00 e le 11:00.

Tali eventi temporaleschi possono aver determinato effetti negativi sia per le quantità complessiva registrate che per l'elevata intensità oraria. Infatti, nei terreni in pendio, in particolare in quelli lavorati di recente, il ruscellamento dell'acqua in eccesso o non infiltrata per l'elevata intensità, può aver provocato fenomeni erosivi con conseguenze più o meno gravi in relazione alle condizioni colturali. Negli appezzamenti sui quali si era appena seminato, queste condizioni possono aver determinato, nei casi più gravi, la rimozione dei semi rendendo così necessaria la risemina.
Tuttavia la buona copertura vegetale dei suoli, assicurata dalle precipitazioni del periodo precedente, come descritto più avanti, può aver in parte limitato l'azione erosiva delle precipitazioni intense. A tali effetti si sommano poi i problemi legati alla transitabilità sui campi delle macchine operatrici.
In conclusione si può quindi affermare che al ruolo positivo che le piogge hanno avuto, in ampie aree del territorio isolano, in termini di rifornimento idrico della flora spontanea e delle colture, si contrappongono le conseguenze negative arrecate dall'intensità dei rovesci verificatesi in alcune aree circoscritte.




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