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Riepilogo mensile agrometeorologico di marzo 2003
Il periodo in esame si è caratterizzato per la scarsità di piogge a differenza di quanto registrato nei mesi precedenti e per un decorso termico con sensibili escursioni giornaliere e frequenti gelate nelle aree interne.

Precipitazioni
Le precipitazioni registrate durante il mese risultano generalmente inferiori ai valori climatici medi, ed in alcuni casi particolarmente deficitarie. Analizzando i valori totali mensili si può evidenziare una differente ripartizione nelle diverse aree: il Campidano di Cagliari (es. stazioni di Siliqua, Decimomannu e Sardara) è tra le aree in cui si sono totalizzati i maggiori apporti mensili, con valori di circa 40-45 mm, corrispondenti a 70-90 % della media climatica trentennale; anche le località centro-orientali in generale sono state interessate da precipitazioni significative, con valori complessivi variabili tra 30 e 45 mm (40-65 % della media), come nel caso delle stazioni di Milis, Gonnosfanadiga, Scano di Montiferro e Villacidro.
Le aree in cui si sono registrati i valori inferiori sono localizzate nel Sassarese, Anglona e Logudoro con totali di 10-15 mm, pari al 15-30 % delle medie. I rimanenti settori dell'isola hanno totalizzato cumulati intermedi.

Il numero di giorni piovosi è variato da un massimo di 5-7 nel caso delle aree con i maggiori apporti fino a 2-4 giorni nelle aree più carenti. L'esame dei singoli dati giornalieri pone in evidenza un'elevata frequenza di valori inferiori a 10 mm (88 % dei valori registrati dall'intera rete) nonché dei valori al di sotto di 5 mm (61 %), come si può osservare nel grafico 1 relativo alla frequenza. Nella maggior parte dei casi si è perciò trattato di piogge di scarsa consistenza e di limitata efficacia ai fini del rifornimento idrico dei suoli.

Confrontando i dati in esame con quelli dello stesso periodo del 2002, (tabella 1) anch'esso caratterizzato da condizioni pluviometrico deficitarie, si può evidenziare come nel complesso i valori medi per l'intero territorio regionale siano dello stesso ordine, anche se con significative differenze tra le diverse località.



Evapotraspirazione
L'evapotraspirazione di riferimento stimata durante il periodo in esame ha mostrato valori medi mensili compresi tra 2 e 2.7 mm circa nella generalità delle stazioni monitorate, con massimi giornalieri di poco superiori ai 4 mm, registrati in alcune stazioni localizzate nella fascia centrale della Sardegna (es. stazioni di Ottana, Milis).



Bilancio idro-meteorologico
Considerando entrambi gli elementi del bilancio idro-meteorologico, la scarsità delle piogge ha determinato condizioni di deficit per tutte le stazioni considerate, indicando quindi un impoverimento generalizzato di disponibilità idriche (tabella 1).



Temperature
Il decorso termico è stato caratterizzato da notevoli escursioni giornaliere con minime spesso inferiori alla media climatica. Tale situazione da un lato ha comportato un ritardo nell'evoluzione fenologica delle colture, come è stato osservato in campo, e dall'altro al verificarsi di gelate un po' su tutta l'isola, come mostrato nella tabella 2.

CONSIDERAZIONI AGRO-FENOLOGICHE


Cereali e foraggere
Per i cereali autunno-vernini ed in particolare il frumento, nel corso del mese è stata osservata la fase di levata in corrispondenza della quale si verificano l'allungamento degli internodi del culmo e l'accrescimento e distensione delle lamine fogliari.
I rilievi fenologici effettuati in diverse aree della Sardegna, analogamente a quanto riscontrato anche nel mese di febbraio, hanno evidenziato la presenza di un marcato ritardo nello sviluppo delle piante rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questa situazione può essere messa in relazione con le sommatorie termiche in base 0 °C, relative al periodo gennaio-marzo, che mostra come nel primo trimestre di quest'anno vi sia stato un accumulo di "gradi giorno" inferiore rispetto al 2002 e conseguentemente una minore disponibilità termica per le colture tabella 3.
Tuttavia, tale ritardo è apparso meno evidente nelle zone cerealicole del Campidano in cui, grazie al favorevole regime pluviometrico autunnale, è stato possibile seminare in anticipo rispetto ad altre aree (es. Nurra). Per tale ragione le coltivazioni presenti nel sud dell'isola appaiono avvantaggiate perché, avendo sviluppato maggiormente l'apparato radicale, possono sopportare meglio la minore disponibilità idrica che normalmente caratterizza i mesi primaverili.
Relativamente ai minimi termici, nel corso del mese non sono stati registrati danni alle colture: nelle principali aree cerealicole i valori si sono generalmente mantenuti al di sopra della soglia critica che caratterizza questa fase (-4, -5 °C). Infatti, nelle stazioni di Olmedo ed Arborea le temperature più basse sono state registrate il giorno 18 con valori rispettivamente di -1.1 °C e -2.1 °C mentre nelle località di Samassi e Villacidro non si sono mai avuti estremi termici inferiori a 0 °C.
Un aspetto che non deve essere trascurato è invece rappresentato dalla scarsità di precipitazioni che ha caratterizzato la maggior parte del mese. Dall'analisi dei dati registrati emerge che fino al giorno 27 raramente si sono verificate precipitazioni significative, salvo qualche eccezione (es. Sardara e Siliqua), ed i totali si sono attestati su valori generalmente inferiori a 10 mm.

Effetti del deficit idrico nei suoli Questa situazione ha determinato uno stato di stress nella vegetazione a causa dell'elevato fabbisogno sia in termini di disponibilità idrica che di nutrizione minerale, che caratterizza la fase di levata. I danni hanno interessato particolarmente le piantine più giovani, cioè quelle seminate molto in ritardo, mentre minori problemi invece sono stati riscontrati per le coltivazioni seminate nello scorso autunno. Queste ultime hanno sopportato meglio il periodo di scarsa disponibilità idrica, beneficiando in seguito delle piogge che hanno caratterizzato gli ultimi giorni del mese. Nelle coltivazioni in condizioni di stress idrico si è verificato il conseguente rallentamento delle operazioni di diserbo.

Anche negli erbai autunno-primaverili di leguminose (favino, pisello, veccia), come detto precedente per le graminacee, si è potuto ugualmente osservare la presenza di un ritardo nello sviluppo vegetativo.
Per quanto riguarda la coltivazione degli erbai primaverili-estivi (mais e sorgo) e dei prati di erba medica e trifogli, sono proseguiti in tutta l'isola i lavori di preparazione e affinamento del letto di semina.

Le essenze foraggere tipiche dei prati in asciutto e dei pascoli naturali, con l'aumentare delle temperature hanno ripreso l'attività vegetativa presentando un buon ritmo di accrescimento. In particolare, questo ha riguardato le leguminose che essendo caratterizzate da maggiori esigenze termiche rispetto alle graminacee si sviluppano meglio durante tutto il periodo primaverile.

E' importante, infine, sottolineare come le graminacee presenti in campo (es. loiessa, dactylis glomerata, festuca arundinacea) si siano trovate nel momento ottimale per il pascolamento del bestiame (fase di levata). In corrispondenza di questa fase fenologica, infatti, si realizza il miglior equilibrio in termini qualitativi e quantitativi nella produzione foraggera.



Agrumi
Nella seconda metà del mese sono state rilevate le fasi di ripresa vegetativa-prefioritura per tutte le specie. Contemporaneamente, le cultivar più tardive di arancio e mandarini hanno continuato a fornire buone produzioni in tutte le regioni agrumicole dell'isola.



Drupacee
Le varietà più precoci di pesco e susino hanno evidenziato la fase fenologica dei bottoni rosa avanzati, mostrando così un leggero ritardo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando le varietà precocissime presentavano già la fase di piena fioritura. Tale ritardo può essere giustificato dai valori delle sommatorie termiche inferiori a quelli dello scorso anno (vedi tabella 3).
Nelle aree frutticole della Sardegna meridionale (Serramanna-Villacidro) le varietà di pesco più precoci (Maycrest e simili) hanno raggiunto la fase di bottoni rosa avanzati, mentre le cultivar a media maturazione (Redhaven) e quelle a maturazione tardiva (ad esempio Flaminia) presentavano ancora la fase di rigonfiamento della gemma.



Pomacee
Il melo ha mostrato, durante il mese di marzo, la rapida successione di diverse fasi fenologiche. I rilievi su alcune delle principali cultivar presenti in Sardegna (Golden Delicious, Starking Delicious, Fuji e Royal Gala) hanno evidenziato la ripresa dell'attività vegetativa con il rigonfiamento delle gemme intorno alla metà del mese; in seguito, a metà della terza decade (precisamente il giorno 26 nelle aree melicole della Trexenta, una delle più importanti dell'isola), si è assistito allo stadio delle "punte verdi".
Alla fine del mese, le gemme si sono progressivamente aperte, portando alla fase delle "orecchiette di topo", in cui le punte delle foglioline si presentano nettamente divaricate.

Le precipitazioni verificatesi nella terza decade del mese (circa 20-25 mm in un solo giorno) possono aver favorito l'insorgenza di alcune infestazioni fungine, tra cui la Venturia inaequalis, agente della ticchiolatura.



Olivo
Le osservazioni fenologiche effettuate nelle aree sottoposte a monitoraggio, hanno mostrato solo per alcune cultivar l'inizio della fase di ripresa vegetativa.
Sono apparsi ancora evidenti in fase di ripresa vegetativa i danni arrecati lo scorso anno dall'occhio di Pavone (Cycloconium oleaginum), laddove non furono eseguiti i trattamenti opportuni; in certi casi è stato paradossalmente difficile anche compiere le operazioni di potatura, per la rada chioma.



vite
Fase fenologica punte verdi In generale, in tutte le aree monitorate, si è verificata la ripresa vegetativa. Nel basso Campidano e nelle zone di Berchidda, Mores, Ozieri, si è osservata la fase di rigonfiamento delle gemme. Per il Cannonau di Jerzu si è rilevata la fase di punte verdi, con inizio della fase di apertura gemme. Il Moscato gallurese risulta invece in fase di gemma cotonosa, con la singolare caratteristica di avere i ceppi più vigorosi, più indietro rispetto a quelli più deboli. Nella zona di Alghero i rilievi fenologici hanno registrato, mediamente per le varie cultivar, la fase di punte verdi.
Da segnalare, inoltre, che nelle zone collinari e montane, sono state ritardate le operazioni di potatura, in modo da attenuare il rischio danni da gelate.





Colture ortive
Durante il mese sono iniziate, seppure a rilento, le operazioni di preparazione dei terreni per il trapianto delle colture ortive primaverili-estive.



Carciofo
ripresa vegetativa delle piante danneggiate Le abbondanti piogge invernali hanno ridotto l'efficacia dei trattamenti contro le infestanti effettuati nel periodo autunnale, determinando una vasta copertura di malerbe nelle principali aree carcioficole. Molte delle piante gravemente danneggiate dalle gelate invernali, hanno ripreso la loro attività vegetativa. Nell'immagine relativa al rilievo del 6 marzo si può osservare la presenza di nuovi capolini in una pianta precedentemente danneggiata dalle gelate.
Per quanto concerne la produzione, il calibro dei tagli di marzo non è risultato inferiore a quello dei mesi precedenti, contribuendo a mantenere il prezzo interessante; l'annata non si è ancora chiusa e continuano i tagli.





Bietola
Nelle prime due decadi del mese, diversi bietolai dell'Oristanese, anche se non più allagati, denotavano, in diversi punti, forti ingiallimenti fogliari con rachitismo radicale. Nel Campidano di Cagliari, a fine mese, diversi bietolai soffrivano il deficit idrico. Lo strato superficiale del terreno, asciutto e tenace, non permetteva di effettuare le operazioni colturali del momento: sarchiature, concimazioni di copertura.
Successivamente si è riscontrata una certa ripresa a seguito delle precipitazioni verificatesi sul finire del mese.
Sul fronte degli attacchi parassitari, vi è da segnalare la comparsa della Cassida, mentre su bietole seminate più tardivamente, la peronospora.



Note fitopatologiche
Con l'inizio della primavera, oltre al germogliamento di numerose specie vegetali che concludono il periodo di dormienza invernale, si verifica anche la fine della stasi invernale di molte specie di insetti, con conseguente avvio della loro attività parassita. Sotto questo aspetto al termine del mese di marzo è possibile esprimere delle valutazioni sul decorso meteorologico invernale, la cui evoluzione, in termini di piovosità, umidità dell'aria e andamento termico, si riflette sul "potenziale dannoso" delle crittogame e degli insetti di interesse agrario.
Dall'analisi dei dati meteorologici degli ultimi mesi e dalle simulazioni realizzate con i nostri modelli matematici, appare particolarmente grave la situazione della vite, olivo e fruttiferi (es. pesco), in quanto le condizioni ambientali sono risultate molto favorevoli allo sviluppo delle crittogame per essi dannose. La Peronospora della Vite ha trovato, per esempio, condizioni ottimali per la germinabilità delle oospore svernanti, risultando pertanto potenzialmente molto pericolosa nel caso si verifichino eventi piovosi nel prosieguo della primavera. Le ottimali condizioni invernali di umidità dell'aria, legate alle frequenti perturbazioni, hanno prodotto anche una forte infestazione dell'agente del Cicloconio dell'Olivo (occhio di pavone), costringendo molti olivicoltori ad intervenire con anticrittogamici a fine inverno. Stesse considerazioni si possono fare per la Bolla del Pesco il cui agente dannoso risulta particolarmente pericoloso proprio a seguito di inverni umidi che si protraggono anche ad inizio primavera.
Per quanto riguarda gli insetti, le simulazioni eseguite attraverso l'impiego dei nostri modelli hanno mostrato un certo ritardo nello sviluppo delle generazioni: ad esempio, per la Tignoletta della Vite, al 31 di marzo risultavano ancora assenti gli farfallamenti degli adulti, situazione in controtendenza rispetto agli anni precedenti.
Altro aspetto da evidenziare riguarda la rigogliosa vegetazione presente in campo, a causa sia delle piogge che dell'elevata umidità dell'aria che ha caratterizzato il periodo scorso: in tali condizioni le piante risultano particolarmente appetibili, favorendo in tal modo attacchi un po' su tutte le colture, soprattutto da parte di cocciniglie acari e afidi.





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