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Riepilogo mensile agrometeorologico di aprile 2003
Nel corso del mese si é assistito alla spigatura dei cereali ed alla fioritura dei principali fruttiferi; le condizioni meteorologiche generali hanno inoltre favorito le semine ed i trapianti delle specie a ciclo primaverile estivo (es. mais, sorgo, pomodoro, altre ortive) Il mese di aprile sotto l'aspetto meteorologico, è stato caratterizzato da generali condizioni di bel tempo, interrotte dal passaggio di rare perturbazioni che hanno determinato precipitazioni raramente significative, nel complesso generalmente sotto la media climatica e concentrate soprattutto nel centro-sud. Dal punto di vista termoigrometrico, invece, nel periodo sono stati registrati valori generalmente nella media.

Precipitazioni
I totali di precipitazione, registrati nel corso del mese, si sono attestati al di sotto dei valori climatici, in alcune aree anche in maniera marcata. Nel settore settentrionale ed in particolare nella Gallura si sono registrati i valori mensili più bassi, spesso inferiori a 10 mm e corrispondenti al 10 - 20% dei dati climatici del periodo (es. stazioni di Aglientu ed Arzachena). L'unico evento significativo registrato in queste località è rappresentato dalla pioggia caduta il giorno 2, mentre nella restante parte del mese si sono verificate unicamente deboli piogge, non superiori a 2 - 3 mm.
Il settore meno deficitario è risultato quello centrale, con valori compresi tra 35 e 55 mm, corrispondenti al 50 - 60% della media climatica (es. stazioni di Gavoi, Atzara, Nuoro e Illorai). In queste località oltre alle piogge significative del giorno 2, che hanno interessato la quasi totalità del territorio regionale, hanno contribuito al totale mensile anche le precipitazioni del giorno 20 (circa 10 - 20 mm). Nella tabella 1, che riporta i valori mensili per alcune stazioni, si può evidenziare la scarsità di precipitazioni del mese in esame, in particolare se raffrontata alle condizioni registrate lo scorso anno.

Come accennato precedentemente, nella maggior parte dei casi si tratta di precipitazioni di entità modesta e spesso insufficienti ad incrementare il livello di umidità dei suoli: il grafico 1 pone in evidenza l'elevata percentuale di valori giornalieri inferiori o uguali a 10 mm. L'analisi dei dati giornalieri mostra anche lunghi periodi di totale assenza di precipitazioni significative, condizione che ha favorito l'esecuzione delle operazioni colturali tipiche del periodo, quali l'ultimazione dei lavori di preparazione dei terreni e la semina e trapianto delle colture primaverili-estive.



Le piogge del primo quadrimestre
Tuttavia, le considerazioni relative ai valori deficitari del mese in esame sono attenuate se si prende in considerazione l'intero quadrimestre gennaio-aprile 2003. Le precipitazioni registrate dalle stazioni del SAR nel quadrimestre appena trascorso, appaiono infatti piuttosto consistenti soprattutto se si considera il regime pluviometrico che ha caratterizzato gli ultimi anni. Gli apporti complessivi, che si sommano a quelli che hanno caratterizzato il finire dell'estate e l'autunno scorsi, hanno finalmente favorito la ricostituzione di importanti scorte nei bacini di raccolta, spesso fino a giungere alle soglie massime consentite; tale situazione ha pertanto scongiurato l'eventualità di restrizioni per il comparto agricolo, il settore più esigente e spesso sacrificato. Di conseguenza, a differenza di quanto si è verificato nel recente passato, i diversi comprensori agricoli dell'isola dovrebbero poter disporre dei volumi idrici necessari a soddisfare le esigenze delle principali colture irrigue. Negli anni recenti, infatti, il susseguirsi di stagioni siccitose dovute ad un deficit pluviometrico rispetto alle medie climatiche, ha comportato notevoli danni agli agricoltori sia per l'impossibilità di mantenere le coltivazioni in condizioni di rifornimento idrico ottimale, sia per la contrazione delle superfici irrigate.

Esaminando i valori totali del quadrimestre, spiccano i 480 mm registrati dalla stazione di Villanova Strisaili, valore superiore del 70% rispetto alla media climatica trentennale. Particolarmente abbondanti risultano anche le piogge registrate da altre stazioni del centro-sud (es. Sadali, Domus de Maria e Siurgus - Donigala) con valori superiori alle medie e compresi tra 350 e 400 mm circa. Di rilievo anche le precipitazioni che hanno interessato il Campidano: le stazioni di Samassi, Sardara, Siliqua e Decimomannu, ad esempio, hanno totalizzato valori compresi tra 250 e 275 mm, sostanzialmente equivalenti o di poco superiori ai valori medi di quelle località. Le aree che hanno ricevuto gli apporti più modesti sono invece localizzate nel settore nord-occidentale dell'isola: nelle stazioni di Sassari, Valledoria, Sorso ed Olmedo, per esempio, si sono registrati valori compresi tra 120 e 150 mm circa, corrispondenti ad una frazione dei valori medi climatici compresa tra il 55 ed 75%. L'analisi della distribuzione della pluviometria all'interno del quadrimestre mostra un comportamento che è in controtendenza rispetto agli anni recenti. Spesso, infatti, le piogge del secondo bimestre superavano quelle dei mesi di gennaio e febbraio e frequentemente nel mese di aprile si registravano i cumulati superiori. Nell'anno in corso, invece, si sono verificate abbondanti precipitazioni nei primi due mesi, ed una progressiva riduzione nel secondo bimestre.

Evapotraspirazione
L'evapotraspirazione (ETo) ha assunto nella generalità dei casi valori medi mensili compresi tra 2.4 e 4 mm, con valori massimi giornalieri attorno a 6 mm, localizzati nel centro-nord. Nel grafico 2 sono raffigurati i valori giornalieri per 4 stazioni rappresentative di diversi areali.

Bilancio idro-meteorologico
In considerazione della scarsità di precipitazioni e della prevalenza delle perdite per evapotraspirazione, il bilancio idro-meteorologico non può che essere caratterizzato da una generale condizione di deficit idrico, come si può evidenziare dalla tabella 1. In particolare sono le stazioni del nord (Nurra, Sassarese, Anglona e Gallura) a raggiungere i valori di deficit più elevati (80 - 100 mm). Nella stessa tabella si possono cogliere le marcate differenze rispetto alle condizioni che caratterizzarono il mese di aprile dello scorso anno: in particolare meritano di essere evidenziate le differenze registrate per le stazioni della Gallura (Luras e Aglientu).

CONSIDERAZIONI AGRO-FENOLOGICHE


Cereali e foraggere
Per quanto riguarda il frumento, anche per il mese di aprile si può riscontrare la presenza di un certo ritardo nello sviluppo fenologico delle piante, rispetto a quanto osservato nello stesso periodo dello scorso anno. Tale situazione sarebbe attribuibile al regime termico del primo quadrimestre di quest'anno, caratterizzato da una disponibilità termica sensibilmente inferiore, come evidenzia la tabella 2 relativa alle sommatorie termiche calcolate per i due anni.

Spiga di frumento in fioritura Nella maggior parte delle aree agricole interessate dalla coltura sono state rilevate la fase di botticella e spigatura. Alcuni campi, tuttavia, come quelli presenti nella Bassa Valle del Coghinas, hanno mostrato la fase di fioritura, che normalmente segue l'emissione della spiga di 5-7 giorni. Le scarse precipitazioni che hanno caratterizzato il mese e il conseguente deficit nel bilancio idro-meteorologico hanno determinato, in generale, gravi problemi di stress nelle piante coltivate su suoli sciolti e poco profondi, a causa della scarsa attitudine di questi terreni a garantire una sufficiente disponibilità idrica in periodi siccitosi.

Nelle aree cerealicole caratterizzate da terreni profondi e tendenzialmente argillosi, in grado perciò, di assicurare un rifornimento idrico e nutritivo superiore (per esempio Medio Campidano e Trexenta), al contrario, l'andamento della coltura non ha evidenziato gravi problemi.

Erbaio di orzo in spigatura Similmente a quanto detto per il frumento, anche per la coltivazione dell'orzo, è stato riscontrato un ritardo nello sviluppo delle piante, che hanno mostrato le fasi di levata e spigatura. La coltura, in diverse aree monitorate (Nurra e Campidano di Oristano), ha presentato evidenti sintomi da stress idrico come per esempio l'emissione laterale della spiga. Nel corso del mese, inoltre, sono iniziate le operazioni di semina per i cereali a ciclo primaverile-estivo come il mais, il sorgo e il riso.

Le graminacee foraggere coltivate in asciutto hanno raggiunto la fase di spigatura: in corrispondenza di questa fase si verifica un brusco decadimento qualitativo del foraggio in seguito alla diminuzione dei contenuti di acqua, proteine, carboidrati solubili e all'aumento della percentuale di fibra, modificazioni che determinano una riduzione sia dell'appetibilità che della digeribilità.

Da osservazioni condotte nella Nurra si è rilevato che molte leguminose, tra cui le specie annuali autoriseminanti (es Medica polimorfa e trifoglio sotterraneo), hanno presentato la piena fioritura mentre altre, per esempio la Sulla, stavano ancora concludendo la fase di accrescimento vegetativo. Anche per le leguminose la differenziazione degli organi fiorali determina una diminuzione dell'appetibilità e del valore nutrizionale del foraggio anche se la qualità totale offerta è maggiore rispetto alle graminacee. L'aumento delle temperature di aprile ha, infine, consentito un buon accrescimento vegetativo dei prati irrigui di erba medica.



Colture ortive
Sono continuate le operazioni di trapianto delle colture primaverili-estive nelle principali aree orticole isolane.

Bietola
Durante il mese sono stati segnalati attacchi di Cassida in tutto il comprensorio. Diversi bietolai risultano ancora infestati da malerbe a causa dell'impossibilità, nel mese di Marzo, di effettuare operazioni di diserbo per le abbondanti precipitazioni. Nel complesso l'andamento delle coltivazioni bieticole appare discreto.

Carciofo
Ultimi capolini di carciofo Il ciclo si avvia alla conclusione ma sono proseguiti i tagli dei capolini che possiedono ancora un calibro interessante per il mercato. L'immagine, scattata in una carciofaia della bassa valle del Coghinas, testimonia l'elevata qualità dei carciofi ancora in campo.





Agrumi
Nelle diverse zone agrumicole dell'isola si è registrata la fase di piena fioritura, intorno alla metà del mese, con differenze di pochi giorni tra la zona del milese e quella di Muravera. Le cultivar più tardive di arancio (Valencia Late) continuano a fornire una abbondante produzione.

Pomacee
Nelle aree di coltivazione della Trexenta, il melo ha presentato la fase di inizio fioritura intorno alla fine della prima decade, mentre la piena fioritura, per le cultivar sui cui sono stati eseguiti i rilievi (Golden Delicious, Starking Delicious, Fuji e Royal Gala), si è presentata intorno al 20 del mese. Nelle stesse località, inoltre, si è notato un ritardo nella fioritura del melo rispetto alle due annate precedenti. Infatti, la fase di piena fioritura è stata raggiunta il 9 aprile nel 2001, il 14 aprile nel 2002 e il 20 aprile, come già detto, nel 2003. Mentre l'accumulo delle unità di freddo, come già descritto nel riepilogo mensile del mese di febbraio, non presenta sostanziali differenze nei tre periodi presi in considerazione, i valori delle sommatorie termiche si discostano notevolmente tra loro, come mostra la tabella 2. Le differenze espresse in percentuale tra i diversi anni mostrano, anche per le stazioni di Siurgus-Donigala e Guasila, dei valori compresi tra l'11% e il 15% in meno tra il quadrimestre 2003 e il quadrimestre 2002. Si può ritenere, pertanto, che le differenti epoche della piena fioritura del melo tra i due anni siano dovute soprattutto all'andamento termico differente e alle ondate di freddo tardive, come accaduto quest'anno nel periodo compreso tra il 7 e il 10 aprile. Alla fine del mese sono stati effettuati gli interventi di diradamento dei frutti sulle cultivar che richiedono questo tipo di tecnica colturale. Problemi di attacchi di afide grigio possono essersi verificati per chi non ha effettuato il trattamento nella fase di prefioritura.

Drupacee
Anche per il mese di aprile si conferma il leggero ritardo delle fasi fenologiche rispetto a quanto avvenuto lo scorso anno. Per quanto riguarda le varietà più precoci di pesco (Early Maycrest, Fayette) e susino, i rilievi relativi alla zona di Serramanna hanno mostrato la fase fenologica di ingrossamento dei frutti. I ritardi osservati, come espresso precedentemente, possono essere messi in relazione all'inferiore accumulo termico registrato nel 2003 rispetto all'anno precedente (tabella 2). Le cultivar a media maturazione (Springtime) hanno presentato la fase di indurimento del nocciolo, mentre quelle a maturazione tardiva (ad esempio Flaminia) presentano la fase di inizio rigonfiamento del frutticino.

Olivo
E' ripresa l'attività vegetativa e tutte le cultivar monitorate si trovano a fine mese in fase di mignolatura. Sono stati effettuati, a calendario, i trattamenti preventivi per le principali infestazioni.

Vite
fase fenologica 'grappoli separati' Le osservazioni fenologiche hanno registrato all'inizio del mese la fase di prima foglia distesa e, successivamente, di allungamento germogli. Sul finire del mese è stata rilevata, in generale, la fase di grappoli visibili. Nelle cultivar più precoci presenti nelle aree più calde si è rilevata, nell'ultima decade, la fase fenologica di grappoli separati, come nel caso dello Chardonnay. L'immagine, relativa ad un vigneto di Chardonnay di Santa Maria la Palma (Alghero), evidenzia la presenza di tale fase verso la metà del mese. Lo sviluppo è apparso invece ritardato per le stesse cultivar coltivate in zone collinari e montane. In alcune aree è stata effettuata la sarchiatura e sono stati somministrati i consueti trattamenti anticrittogamici preventivi. A questo proposito, come verrà meglio specificato più avanti nella sezione relativa alla difesa delle colture, si può considerare come le condizioni termigrometriche non sembrerebbero essere state particolarmente favorevoli all'insorgenza di infestazioni da Peronospora.

Note fitopatologiche
L'incremento delle temperature, con valori medi quasi ovunque intorno a 15 °C, ha determinato le condizioni ottimali sia per lo sviluppo che per la proliferazione degli insetti. L'abbondante copertura vegetale ha inoltre contribuito a favorire le infestazioni dei parassiti come afidi, aleuroididi e cocciniglie, a causa dell'elevata disponibilità alimentare. Osservazioni di campo hanno inoltre mostrato un'elevata presenza di lumache, anche nei vigneti, sempre a causa delle condizioni precedentemente citate. Infine, se si esclude il settore meridionale dell'isola, non si sono verificate condizioni particolarmente favorevoli agli attacchi da crittogame a causa della quasi totale assenza di eventi piovosi. Di seguito sono riportati i risultati e le osservazioni derivanti dall'applicazione di specifici modelli di simulazione.

Modello di simulazione della fenologia di Lobesia botrana (Den. & Schiff.)
(Staz. di riferimento: Sorso, Olmedo, Milis, Arborea, Jerzu, Decimomannu). Il modello ha evidenziato una situazione di estrema variabilità nello sviluppo della prima generazione dell'insetto sul territorio regionale, riflettendo le differenze tra le diverse aree negli accumuli termici. Le stazioni di Milis e Sorso, hanno mostrato un relativo anticipo, rispetto alle altre prese come riferimento per l'applicazione del modello: in queste località, infatti, è stato simulato il completo sfarfallamento degli adulti di prima generazione con regolari ovideposizioni. Nelle altre località, invece, il modello ha indicato i primi sfarfallamenti solo dopo il giorno 20.

Modello EPI per la simulazione delle epidemie da Plasmopara viticola (Berl.)
Su gran parte del territorio regionale il modello non ha indicato alcuna necessità di intervento, sebbene all'inizio del mese avesse simulato un elevato rischio epidemico potenziale. Il Campidano di Cagliari invece rappresenta un'eccezione, avendo mostrato intorno alla fine del mese, e sulla generalità delle stazioni presenti, il superamento delle soglie di rischio epidemico. Nel considerare la reale necessità di un eventuale trattamento, in queste località, occorre tener conto anche delle specifiche condizioni della coltura che, con molta probabilità, non era ancora in una fase fenologica sensibile alla malattia.




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