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Riepilogo mensile agrometeorologico di giugno 2003
Dal punto di vista agrometeorologico il mese di giugno è stato caratterizzato principalmente dalle alte temperature, registrate in particolare nell'ultima decade, e da sporadici eventi piovosi che hanno interessato aree circoscritte soprattutto del centro e del sud dell'isola. Nell'ambito delle considerazioni agro-fenologiche verrà dato particolare risalto all'ondata di caldo, per le molteplici conseguenze causate sulle colture in campo.

Temperature
Come evidenziato nella sezione meteorologica, il mese di giugno è stato caratterizzato da un regime termico con valori ben al di sopra della norma. Nel corso del mese infatti, ed in particolare nell'ultima decade, sono stati registrati frequenti valori di temperature massime superiori ai 35 °C fino ad interessare, in alcuni, casi oltre la metà dei giorni del mese. Nella tabella 1 si possono evidenziare i picchi termici registrati nel Campidano di Cagliari (es. stazioni di Siliqua 42 °C, Samassi 40.7 °C e Decimomannu 40.2 °C) e nel Nuorese (es. stazioni di Oliena 41.8 , Dorgali 40.3 °C ed Orgosolo 40°C).

Oltre agli estremi termici registrati va sottolineata anche la persistenza, in diverse località, di temperature superiori a certe soglie critiche, per le ripercussioni negative che tali condizioni hanno sulle colture. Le diverse specie per le varie fasi fenologiche, presentano infatti delle soglie termiche in corrispondenza delle quali manifestano un certo grado di sofferenza.

Per quanto riguarda la soglia dei 30 °C, per esempio, sono state misurati valori termici superiori anche per 12-14 ore al giorno, fino a giungere ad un massimo di 16 ore consecutive registrate nella stazione di Jerzu l'ultimo giorno del mese.

Nelle giornate più calde, le temperature si sono spesso mantenute al di sopra dei 35 °C per diverse ore, fino a raggiungere, il giorno 26, la durata massima di 10 ore nella stazione di Orgosolo. In un numero limitato di casi si è avuta anche la persistenza di temperature superiori a 40 °C: è il caso della stazione di Siliqua dove il giorno 26 i valori sono rimasti sopra questa soglia per ben 4 ore consecutive.

I valori totali mensili delle ore in cui sono state registrate temperature superiori alle soglie 30, 35 e 40 °C, riportati nella tabella 1 unitamente ai valori estremi delle temperature massime, danno una chiara misura dell'intensità del caldo che ha interessato l'isola nel mese in esame.

Precipitazioni
Le precipitazione del mese sono state decisamente scarse e si sono verificate soprattutto nella prima decade, interessando di volta in volta aree diverse e circoscritte. Gli eventi piovosi si sono verificati in numero limitato: infatti, mentre in alcune aree non si è registrato alcun evento significativo, in altre si sono verificati sporadiche precipitazioni fino ad interessare un massimo di cinque giorni piovosi (es. stazione di Atzara).

La distribuzione dei totali mensili appare piuttosto eterogenea: i valori più elevati sono stati registrati in aree del Barigadu, Mandrolisai, Sarcidano, Nuorese e Goceano, dove complessivamente sono stati totalizzati tra 30 e 50 mm circa.

La consultazione della tabella 2 pone in evidenza sia l'eterogeneità della distribuzione delle precipitazioni, sia la sostanziale assenza di piogge in certi settori dell'isola, nonché la differente pluviometria che ha caratterizzato il periodo rispetto al mese di giugno dello scorso anno.

In particolare, gli eventi più significativi hanno riguardato il giorno 2, quando sono stati registrati valori giornalieri tra 10 e 20 mm nelle stazioni di Illorai, Sadali, Nurallao, Benetutti ed Orani; in seguito, il giorno 7, sono cadute piogge soprattutto nelle località nord occidentali, anche in questo caso con intensità di 10-20 mm; fa eccezione la stazione di Sorso in cui si è verificato il massimo valore giornaliero del mese (41.4 mm).
Infine, un'altra giornata piovosa di rilievo si è avuta il giorno successivo, ed ha interessato soprattutto il sud, in particolare Marmilla, Parteolla, Trexenta e Campidano di Cagliari, con valori talora superiori a 30 mm (es. stazione di Siliqua 33.4 mm)

Pur trattandosi nella maggior parte dei casi di precipitazioni di entità modesta, appaiono tuttavia relativamente numerosi i valori di pioggia giornalieri di una certa consistenza, utili perciò ad incrementare l'umidità dei suoli e a garantire un minore ricorso all'irrigazione: il grafico 1 pone in evidenza come i valori giornalieri inferiori o uguali a 10 mm rappresentino circa il 70 % (solo il 50% circa è inferiore a 5 mm), mentre appaiono frequenti i valori superiori a 10 mm.

Come si è accennato in precedenza, la stazione di Sorso figura tra quelle che hanno totalizzato i maggiori apporti di pioggia, in virtù dell'unico evento piovoso registrato il giorno 7. Analizzando i dati orari si può evidenziare l'elevata intensità oraria misurata alle ore 13:00, quando in una sola ora sono caduti 34.2 mm, (grafico 2)

Evapotraspirazione
Nelle diverse località monitorate i valori dell'evapotraspirazione di riferimento medi mensili sono variati tra un minimo di 4.5 mm, calcolato per la stazione di Villanova Strisaili, ed un massimo e 6.9 mm per la stazione di Milis; oltre alle località dell'Oristanese, mediamente i valori più elevati risultano concentrati nelle aree centrali interne (es. stazioni di Dorgali, Orgosolo e Ottana) e nella località costiere del Sulcis (es. stazioni di Masainas e Domus de Maria).

L'analisi dei dati giornalieri, pone in risalto i valori piuttosto elevati (da 9 fino ad oltre 10 mm) ottenuti nelle medesime aree, ed in particolare nel Sulcis, nell'ultima decade: Domus de Maria 9.6 mm, Dorgali 10 mm e Masainas 10.2 mm.

Nel grafico 3, in cui è raffigurato l'andamento dell'ETo per alcune stazioni rappresentative di diversi areali.

Bilancio idro-meteorologico
L'elevata domanda evapotraspirativa atmosferica ed i limitati e circoscritti eventi piovosi hanno determinato una sensibile riduzione delle disponibilità idriche, come mostrano i valori del bilancio idro-meteorologico mensile (tabella 2). Particolarmente deficitarie (da -185 a -200 mm) risultano le stesse aree caratterizzate dai valori medi di ETo più elevati, a causa della contestuale assenza di precipitazioni significative (complessivamente inferiori a 5 mm).
Più contenuto appare invece il deficit che ha interessato le aree della Barbagia, Mandrolisai, Barigadu e le località montane dell'Ogliastra in cui il bilancio ha totalizzato valori variabili tra -115 e -130 mm.

Inoltre, nella stessa tabella 2 si può evidenziare una situazione di deficit decisamente superiore rispetto al mese di giugno 2002, a causa delle maggiori perdite per ETo e degli apporti di precipitazione mediamente inferiori rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno.

Consumi idrici colturali
I consumi idrici colturali calcolati per le principali colture del periodo, risultano generalmente elevati a causa dell'elevata domanda evapotraspirativa atmosferica. L'applicazione dei coefficienti colturali medi mensili alle fasi fenologiche del periodo, consente di quantificare i consumi, secondo la località, in:

  • 95-145 mm per la vite (controspalliere)
  • 135-200 mm per il mais seminato nell'ultima decade di aprile,
  • 65-100 mm per l'olivo,
  • 145-220 mm per il pomodoro da industria con trapianti effettuati alla fine di aprile,
  • 90-130 mm nel caso degli agrumi,
  • 130-200 mm nel caso della medica e prati polititi,
  • 135-200 mm per la barbabietola con semina autunnale.


CONSIDERAZIONI AGRO-FENOLOGICHE


Cereali e foraggere
Durante il mese sono iniziate le operazioni di raccolta dei cereali autunno-vernini. Nonostante la scarsa disponibilità idrica che ha contraddistinto i mesi primaverili, la resa in granella è risultata generalmente soddisfacente nelle aree caratterizzate da suoli profondi (es. Oristanese) e laddove le semine non sono state eseguite troppo in ritardo, mentre in altre zone (es. Nurra) le produzioni registrate sono state inferiori rispetto alla media.
Per quanto riguarda le colture irrigue a ciclo primaverile-estivo, in particolare il riso, nell'ultima decade di giugno è stata registrata la fase di fine levata-inizio botticella. I rilievi fenologici effettuati hanno evidenziato la presenza di un marcato anticipo nello sviluppo della coltura, quantificabile in circa 10 giorni, come conseguenza delle elevate temperature verificatesi nei mesi di maggio e giugno. In generale, le coltivazioni si presentano in condizioni ottimali grazie all'efficacia dei trattamenti diserbanti, all'assenza di attacchi fitopatologici di rilievo e al buon indice di accestimento raggiunto.

Le coltivazioni di mais presenti nelle aree monitorate hanno mostrato il raggiungimento della fase di levata. Lo stato di benessere delle piante è risultato generalmente buono anche se in alcune aree, caratterizzate da suoli con bassa capacità di ritenzione idrica, sono stati riscontrati alcuni sintomi da stress legati agli elevati tassi di evapotraspirazione che hanno caratterizzati il periodo. Questo aspetto, peraltro piuttosto limitato, ha riguardato in particolare le piante con un apparato radicale non ben sviluppato.

trinciatura del sorgo Per il sorgo, invece, non si sono osservate condizioni di stress nelle medesime aree monitorate: le differenze di comportamento derivano del fatto che, rispetto al mais, il sorgo presenta foglie più strette e più corte, con un sottile strato ceroso che ne ricopre l'epidermide, nonché stomi più piccoli e numerosi, che lo rendono meno esigente e più adattabile alle condizioni difficili. Nel corso del mese sono iniziate le operazioni di sfalcio per la produzione di foraggio verde da destinare all'alimentazione zootecnica.

Campo di medica Le condizioni di elevato regime termico non hanno determinato problemi per i prati irrigui di erba medica, essendo la specie resistente anche a temperature massime di 35-40 °C. Nelle diverse aree interessate dalla coltura sono stati eseguiti i secondi sfalci, che in molti casi hanno dato produzioni interessanti, con rese anche dell'ordine di 40 q/ha. Le scarse precipitazioni del mese hanno inoltre favorito il processo di essiccazione in campo del foraggio e conseguentemente la qualità finale del fieno prodotto.
Dal punto di vista fitosanitario, per le specie trattate, non sono state riscontrati problemi di particolare rilievo.





Ortive
Per il pomodoro da industria le osservazioni fenologiche condotte nel corso del mese hanno mostrato fasi variabili dall'attecchimento alla fioritura dei primi palchi, in relazione alle diverse epoche di semina e/o trapianto.
anguria Per quanto riguarda le Cucurbitacee (anguria e melone) trapiantate precocemente o sotto tunnel, le operazioni di raccolta sono iniziate intorno alla seconda decade del mese. Nella terza decade, sono iniziati i lavori preparatori per le nuove carciofaie e le operazioni di trapianto per le coltivazioni tardive delle cucurbitacee.
Le elevate temperature che hanno caratterizzato il periodo, con estremi anche superiori a 40 °C, e soprattutto la permanenza di valori elevati per diverse ore al giorno possono aver determinato stress termici per il pomodoro: nella fase di fioritura, infatti, le temperature superiori a 27 °C possono determinare una riduzione della fertilità dei fiori, specialmente su piante con apparato fogliare ridotto e quindi con una insufficiente protezione dalla radiazione solare diretta.

Bietola
Nelle tre province di coltivazione della bietola (Cagliari, Oristano e Sassari), le condizioni di sviluppo sono pressocchè identiche dal momento che le semine sono state effettuate quasi contemporaneamente. Inoltre, l'analisi dei campioni di bietola prelevati rilevano una situazione sostanzialmente analoga a quella del periodo corrispondente dello scorso anno. Pertanto, l'inizio della raccolta, già concordata con le Associazioni Bieticole (ANB e ABS), avverrà come nel 2002 entro la prima decade di luglio.

Anche per questa coltura l'andamento termico del mese può aver determinato condizioni sfavorevoli sull'accumulo di zucchero nella radice e di conseguenza sull'esito produttivo: le elevate temperature (in particolare se maggiori di 35 °C), infatti, aumentano l'attività respiratoria delle piante causando un incremento nel consumo degli elaborati determinando come conseguenza la diminuzione dell'incremento ponderale della radice.

Inoltre, le alte temperature accelerano i processi di senescenza delle foglie; anche le irrigazioni effettuate durante il giorno possono danneggiare le foglie, poiché le goccioline d'acqua che si depositano sulla superficie fogliare, determinando l'effetto "lente", danno luogo a "bruciature".

Olivo
I rilievi fenologici effettuati nel corso del mese hanno mostrato la fase di piena allegagione seguita da quella di ingrossamento drupe. Verso la metà di giugno si è potuto osservare il fenomeno della cascola fisiologica dei frutti o "cascola di giugno".
Questo fenomeno interessa particolarmente l'olivo e si manifesta con un distacco dei frutticini dalla pianta, normalmente preceduto dal raggrinzimento e dal progressivo annerimento delle drupe a partire dalla zona apicale. Molteplici sono i fattori che possono causare questo fenomeno tra cui una insufficiente fecondazione delle ovocellule, una carente disponibilità di elementi nutritivi per la pianta nonché condizioni agro-climatiche sfavorevoli.
Le condizioni termiche del periodo hanno influito enormemente su questo fenomeno, al punto da far registrare elevate perdite di prodotto in parecchie aree olivicole del territorio isolano. Le elevate temperature hanno inoltre provocato il disseccamento dei frutticini posti sui rami più bassi, a causa del calore emanato dal terreno. Gli oliveti maggiormente danneggiati sono risultati quelli dell'entroterra, in particolare quelli maggiormente esposti al sole, con chioma ancora non eccessivamente folta a seguito di eccessiva potatura. L'attuazione di irrigazioni di soccorso, dove possibile, ha limitato sensibilmente i danni negli oliveti in cui le condizioni termiche sono apparse più sfavorevoli.

Vite
Nei rilievi fenologici effettuati nelle aree monitorate si è registrato il succedersi di quattro fasi tipiche dello sviluppo della Vite. In particolare, per le cv Vermentino, Cannonau e Sauvignon è stata osservata la fase di piena allegagione nella prima decade di giugno, seguita da un inizio di accrescimento grappoli, mentre la cv Chardonnay, più precoce, si presentava già in prechiusura grappoli.
Alla fine del mese nelle cv Vermentino, Cannonau e Sauvignon si rilevava la prechiusura-inizio chiusura grappolo, al contrario dello Chardonnay nel quale il grappolo, nello stesso periodo aveva quasi raggiunto le dimensioni definitive (chiusura grappolo).
Dal punto di vista fenologico i vigneti della provincia di Oristano risultano avanti di circa una decina di giorni rispetto alle altre aree monitorate.

Le elevate temperature di Giugno hanno determinato l'esigenza di effettuare irrigazioni di soccorso, visto l'evidente stato di sofferenza delle piante in certi vigneti.
Questo non è stato, comunque, un fenomeno generalizzabile a tutte le aree viticole; nella zona di Lanusei, ad esempio, non sono state effettuate irrigazioni di soccorso in quanto non necessarie.
grappolo di cannonau

La foto scattata a Santa Maria la Palma il 16 giugno mostra un vigoroso grappolo di Cannonau.







Agrumi
Gli agrumeti monitorati hanno presentato la fase fenologica di accrescimento frutti, anche se in alcune aree e soprattutto per la varietà di arancio Tarocco e per i clementine si è assistito a casi di rifioritura e di stentata attività vegetativa, sintomi di probabile sofferenza per condizioni di estremo deficit idrico.
Le elevate temperature dell'ultima decade del mese mostreranno gli effetti sulla produzione nei mesi successivi.

Drupacee
Le operazioni di raccolta per le varietà molto precoci e precoci di pesco e susino sono state ultimate durante il mese, mentre per quelle a media maturazione (Springtime, Redhaven) hanno avuto inizio tra la metà e la fine di giugno. Le cultivar medio tardive (la cui raccolta è programmata per la fine di luglio) hanno presentato la fase di invaiatura, mentre le varietà tardive hanno presentato la fase di ingrossamento frutti.

Pomacee
Finito il diradamento manuale dei frutti all'inizio del mese, nel melo continua la fase di accrescimento frutti negli areali di coltivazione della Trexenta. Le elevate temperature, in particolare dell'ultima decade hanno portato ad un estremo rallentamento dell'accrescimento diametrale dei frutti, che potrebbe avere conseguenze sull'esito finale della produzione.

Note fitopatologiche
Le elevate temperature del mese si sono assestate spesso al di sopra delle soglie letali degli insetti presenti in campo. E' il caso , per esempio, delle larve di lepidotteri quali la Carpocapsa pomonella che ha nei 35 °C di temperatura dell'aria il limite per lo sviluppo, e del Prays oleae il cui limite termico superiore, valido per tutti gli stadi, è di 36 °C.
Anche per le crittogame è stato un mese sfavorevole; solo la perturbazione verificatasi intorno al giorno 6 ha causato, seppur limitatamente a certe aree del centro Sardegna, condizioni utili allo sviluppo epidemico, ma si è trattato di casi isolati con scarsa diffusione.




Modello di simulazione della fenologia di Lobesia botrana (Den. & Schiff.)
(Staz. di riferimento: Sorso, Olmedo, Milis, Arborea, Jerzu, Decimomannu).
Nel corso del mese l'applicazione del modello ha simulato lo sviluppo della seconda generazione con un picco di sfarfallamento degli adulti nella seconda quindicina del mese. Le simulazioni per le diverse aree mostrano una certa variabilità riflettendo le differenti condizioni meteorologiche registrate: lo sfarfallamento ha avuto inizio il 9 giugno per la stazione di Milis, mentre per quella di Olmedo, tendenzialmente più "fredda" il picco è stato simulato il giorno 24.

Modello EPI per la simulazione delle epidemie da Plasmopara viticola (Berl.)
Durante il mese gli unici eventi meteorologici che possono avere in qualche modo provocato scoppi epidemici sono state le precipitazioni verificatesi sul finire della prima decade. Le piogge sono state tuttavia concentrate nel centro dell'isola e con una diffusione a macchia di leopardo.
Le indicazioni derivante dalle simulazioni del modello EPI riflettono sostanzialmente tali condizioni, fornendo solo per alcune stazioni in particolare del medio Campidano la segnalazione circa il superamento delle soglie di intervento.




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