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Riepilogo mensile agrometeorologico di aprile 2004
Dal punto di vista agrometeorologico il mese di aprile è stato caratterizzato dalle consistenti e frequenti precipitazioni che hanno interessato l'intero territorio regionale, superando in alcune aree anche largamente i valori medi climatici mensili.

Evapotraspirazione
I valori di evapotraspirazione hanno risentito delle condizioni termopluviometriche del periodo e risultano perciò piuttosto bassi rispetto a quelli che normalmente si registrano in aprile: mediamente sono compresi tra 1.8 e 2.9 mm. I valori massimi risultano anch'essi contenuti e non raggiungono in nessuna stazione i 5 mm.
In particolare i valori più elevati hanno riguardato le stazioni del settore centro-settentrionale (es. stazioni di Sassari 4.4 mm, Modolo e Dorgali 4.6 mm, Aglientu 4.7 mm). Nel grafico 1 sono raffigurati i valori giornalieri per 4 stazioni rappresentative di diversi areali e risulta evidente l'andamento altalenante con le brusche riduzioni, in concomitanza degli eventi di pioggia più significativi.

Precipitazioni
Le piogge del mese sono state piuttosto frequenti e sotto l'aspetto quantitativo particolarmente abbondanti se raffrontate con i valori medi climatologici e con i valori misurati negli anni recenti: in un gran numero di stazioni si sono superati complessivamente i 100 mm ed in alcuni casi anche largamente.

I valori mensili più elevati, come per il mese precedente, sono stati misurati nelle aree meridionali del Sarrabus-Gerrei (es. stazioni di Muravera con 173.4 mm, Villasalto 156.6 mm) e del Sulcis-Iglesiente (es. stazioni di Iglesias 186.8 mm, Villa S. Pietro 158.0 mm). Quantitativi piuttosto elevati, compresi tra 135 e 155 mm, sono stati registrati, inoltre, nelle aree montuose centrali dell'isola (es. stazioni di Atzara 153.0 mm, Gavoi 138.8 mm e Nurallao 142.2 mm). Anche le stazioni localizzate nell'Oristanese e nel Campidano di Cagliari in generale hanno totalizzato valori mensili maggiori di 100 mm. Le aree che hanno ricevuto gli apporti di pioggia più contenuti sono quelle settentrionali del Sassarese, Logudoro, Anglona e Gallura dove sono stati registrati valori cumulati compresi tra 60 e 90 mm.

Considerando la distribuzione delle precipitazioni nell'arco del mese, l'analisi dei dati giornalieri evidenzia come queste abbiano interessato un numero elevato di giorni, variabile secondo la località tra 8 e 15 e concentrati soprattutto nella seconda e terza decade. Esaminando i singoli valori giornalieri, inoltre, non si evidenziano picchi particolarmente elevati e raramente vengono superati i 50 mm (in particolare nelle stazioni di Domus de Maria, Muravera, Illorai e Villa S. Pietro, nei giorni 16 e 29); risultano invece piuttosto frequenti le precipitazioni moderate, tra 10 e 40 mm (circa il 40% del totale), mentre non sono state particolarmente abbondanti le piogge di minore entità (inferiori a 5 mm), a differenza di quanto si è verificato nei mesi precedenti. Il grafico 2 raffigura la frequenza dei valori misurati in classi dell'ampiezza di 5 mm.

Le piogge di buona consistenza hanno avuto una buona efficacia dal punto di vista agronomico, ed hanno garantito il ripristino ed il mantenimento di soddisfacenti livelli di umidità nei suoli a vantaggio delle foraggere e dei cereali in genere e delle coltivazioni arboree. Di conseguenza non è stato necessario il ricorso all'irrigazione e si è potuto rimandare l'inizio della stagione irrigua.
In alcune aree, tuttavia, il regime pluviometrico ha causato sia conseguenze dirette sulle piante, sia difficoltà nella pianificazione delle operazioni di campo, come si dirà nell'apposita sezione dedicata agli effetti sulle colture. Inoltre, le condizioni termo-pluviometriche ed igrometriche hanno favorito le infezioni crittogamiche e lo sviluppo di insetti dannosi per le specie coltivate.

Bilancio idro-meteorologico
Il bilancio idro-meteorologico mensile, a causa dei bassi valori di evapotraspirazione e delle abbondanti precipitazioni, evidenzia una condizione generalizzata di surplus idrico, ad eccezione delle aree settentrionali.
Tale situazione ha garantito un buon deflusso verso bacini di raccolta, favorendo l'accumulo di scorte idriche (tabella 1). La stessa tabella mostra una netta differenza del bilancio tra il mese in esame ed il corrispondente periodo dello scorso, sia per la minore evapotraspirazione e soprattutto per l'abbondanza delle precipitazioni.

Temperature e sommatorie termiche
Il mese di aprile sotto l'aspetto del regime termico è stato decisamente più freddo rispetto ai valori medi climatici.
La temperatura massima assoluta, 24.4°C, è stata registrata il giorno 22 ad Ottana mentre il valore minimo mensile, -3.7 °C, si è misurato a Gavoi il giorno 15. Altri valori negativi si sono avuti anche il giorno 8 a Sadali (-0.3 °C); nella stessa giornata a Villanova Strisaili si è registrato -3.2 °C. La media delle minime, nel corso della II decade per la stessa stazione, è stata pari a -0.7 °C.

Dall'analisi dei dati di sommatoria termica relativi al primo quadrimestre, riportati nella tabella 2, si evince come nel primo quadrimestre 2004 ci sia stato, per quanto riguarda la soglia di 0 °C, un accumulo termico lievemente superiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tuttavia, nel confronto tra il 2004 e la climatologia si riscontra un notevole deficit di gradi giorno per l'anno in corso.
Per quanto riguarda le temperature utili per lo sviluppo delle principali colture (sommatorie in base 10 °C), rispetto allo scorso anno si è avuto un notevole riduzione, a causa delle elevate temperature registrate nel 2003; risultano poco significative, invece, le variazioni rispetto alla climatologia. Per esempio la stazione di Allai ha registrato in base 0 °C, un decremento di 184 GDD rispetto alla climatologia. Considerando la soglia termica di 10 °C, la stessa stazione ha registrato una differenza inferiore, pari a -11 GDD.
Gli accumuli termici superiori, come si evince dalla tabella, si sono avuti per le stazioni di Sorso, con 1418 GDD, Stintino con 1374 GDD e Siniscola, con 1362 GDD. Le stazioni che hanno registrato gli accumuli termici inferiori sono risultate Villasalto, Illorai, Bitti e Sadali rispettivamente con 644, 731, 737 e 775 GDD.

CONSIDERAZIONI AGRO-FENOLOGICHE


Indice di vegetazione
Indice di vegetazione (NDVI) - Aprile 2004 Nonostante la sommatoria delle temperature utili rispetto alla climatologia non risulti elevata il fatto che si siano registrate elevate precipitazioni, ha determinato un notevole sviluppo vegetativo generale: in particolar modo prati e pascoli hanno prodotto una maggiore biomassa, come evidenziato anche nella mappa dell'Indice di Vegetazione NDVI del mese in esame. L'Indice di Vegetazione da satellite, NDVI (Normalized Difference Vegetation Index), stima la biomassa fotosinteticamente attiva sfruttando la diversa risposta della copertura vegetale alle bande spettrali del visibile (rosso) e dell'infrarosso vicino. Rispetto allo scorso anno, il 2004 risulta molto più verde, con vaste superfici che raggiungono i valori massimi dell'indice (NDVI >0.6). Su 19900 pixel complessivi, rappresentanti la superficie della Sardegna, nel 2003 1479 (7.4%) superavano il valore di NDVI di 0.6; nel 2004 questa soglia è stata superata da 6080 pixel (30.5%). Conseguentemente, dal confronto con l'anno 2003 si deduce la disponibilità sull'intero territorio regionale di una quantità superiore di biomassa.





Cereali e foraggere
Le abbondanti e frequenti piogge unite alle condizioni di forte vento hanno determinato diversi problemi per le aree cerealicole dell'isola. I danni maggiori hanno riguardato la coltivazione dell'orzo da granella, in piena fase di spigatura, la quale ha mostrato gravi problemi di allettamento, in numerosi appezzamenti. In particolare ad essere maggiormente colpite sono state le varietà a taglia più alta, le coltivazioni seminate in anticipo e quelle presenti in terreni con buona concimazione azotata: queste hanno potuto usufruire delle favorevoli condizioni termo-pluviometriche e nutrizionali sviluppando una vegetazione particolarmente lussureggiante e quindi più suscettibile all'allettamento.
Per il frumento, invece, essendo notoriamente più resistente dell'orzo all'allettamento, in virtù della minore altezza e della maggiore robustezza del culmo, le osservazioni di campo evidenziano in generale minori problemi. Le coltivazioni di frumento che hanno subito qualche danno sono state anche in questo caso quelle a taglia più alta e quelle eccessivamente concimate mentre le altre hanno proseguito nello sviluppo in maniera ottimale.

Le condizioni umide del terreni hanno inoltre favorito la diffusione di alcuni patogeni vegetali e la sviluppo di parassiti animali per i quali è stato necessario effettuare gli opportuni trattamenti.
E' stato, infine, osservato un generale ritardo nello sviluppo fenologico delle colture rispetto allo stesso periodo del 2003 imputabile al regime termico del mese, e alla conseguente minore disponibilità energetica per le specie in campo. Pecore al pascolo - Aprile 2004

Per quanto concerne le specie foraggere, da una parte le precipitazioni hanno favorito un buon accrescimento vegetativo e un prolungamento del ciclo colturale garantendo in questo modo un'elevata disponibilità alimentare per il bestiame al pascolo ma dall'altra possono avere determinato dei problemi per le operazioni di taglio e fienagione. L'elevata umidità del foraggio, infatti determina un prolungamento dei tempi per la fienagione con perdite di elementi nutritivi sia per dilavamento e azione meccanica della pioggia che per l'innescarsi di processi fermentativi a carico degli idrati di carbonio, delle proteine e dei grassi. Molti agricoltori per questo motivo hanno preferito ritardare l'esecuzione dei tagli in attesa del bel tempo con il conseguente peggioramento della qualità del foraggio in quanto man mano che la pianta procede nel suo sviluppo aumenta progressivamente il contenuto in fibra dei tessuti e diminuisce la percentuale di elementi dall'alto valore nutrizionale come gli zuccheri e le proteine.

Bietola
Le precipitazioni del mese, se da una parte hanno ritardato gli interventi irrigui sui bietolai dall'altra hanno determinato, specie nei terreni compatti e non razionalmente sistemati, situazioni di saturazione dei terreni con problemi di ristagno idrico.

Colture ortive
Le operazioni di trapianto, sia per il pomodoro da industria che per le altre ortive di pieno campo, hanno subito un certo ritardo rispetto alla normalità a causa delle precipitazioni che hanno caratterizzato il mese.
L'impraticabilità dei campi da parte delle macchine operatrici, infatti, ha determinato ritardi sia nella preparazione dei terreni che nelle operazioni di trapianto.

Olivo
Le piante risultano ben vegetate grazie alle abbondanti precipitazioni e alle condizioni climatiche favorevoli. Durante la terza decade, al raggiungimento del 4° verticillo fogliare, sono stati effettuati i trattamenti preventivi per le principali infestazioni.

Vite
Grappoli visibili in un vigneto di Chardonnay a Santa Maria la Palma (Alghero) - Aprile 2004 I rilievi fenologici effettuati durante la prima decade del mese hanno riscontrato la fase di allungamento germogli; nelle cultivar più tardive, nello stesso periodo, è stata verificata la fase di prima foglia distesa. Nel corso della terza decade si è avuta, in generale, la fase di grappoli visibili. La foto del 26 Aprile evidenzia la suddetta fase fenologica in un vigneto di Chardonnay a Santa Maria la Palma (Alghero).
In alcune aree con terreni argillosi le abbondanti precipitazioni hanno generato uno stato di temporanea asfissia radicale, ed anche visivamente le piante hanno mostrato un'evidente sofferenza. Sono stati effettuati i trattamenti preventivi per le principali infestazioni. Le anomalie termoigrometriche hanno, infatti, generato condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo delle principali patologie della vite, come verrà specificato nella sezione di difesa fitopatologica.

Agrumi
Le specie monitorate nell'area del basso Campidano presentano la fase di inizio fioritura (10% dei fiori sbocciati) per le cultivar a media maturazione (Naveline) e anche per le Clementine.
Si è inoltre notata una abbondante filloptosi, da ricondurre più all'azione di patogeni (ad es. Pseudomonas spp.) che alle avverse condizioni atmosferiche.

Drupacee
Le varietà a media maturazione di pesco, albicocco e susino si trovano nella fase di avanzata allegagione. Nonostante una abbondante fioritura, nella maggior parte delle aree monitorate (Villacidro e Serramanna) si è in presenza di una scarsa allegagione. Le abbondanti piogge del mese di aprile, ma soprattutto le basse temperature e le condizioni di cielo nuvoloso per gran parte del periodo considerato, hanno limitato fortemente l'azione degli insetti pronubi, portando così ad una bassa percentuale di fiori impollinati e di ovuli fecondati, conseguentemente caduti al suolo (colatura).

Pomacee
I meleti della Trexenta si trovavano nel mese di aprile nella fase di fioritura, che ha avuto una durata veriabile tra i 7 e i 10 giorni. La fioritura si è presentata molto scalare e quantitavamente scarsa; i fenomeni di colatura sono stati abbastanza frequenti.

NOTE FITOPATOLOGICHE
Il decorso meteorologico del mese è stato molto favorevole all'attività primaverile degli insetti che hanno trovato nel mite regime termico, ma anche nell'eccezionale pluviometria, condizioni ottimali sia per lo sviluppo che per la loro proliferazione. Un altro fattore che ha favorito le infestazioni di parassiti, come afidi, aleuroididi e cocciniglie, è stata l'abbondante copertura vegetale e quindi l'elevata disponibilità alimentare, garantita sia dalle specie spontanee che da quelle coltivate
Osservazioni di campo hanno inoltre mostrato un'elevata presenza di lumache, anche nei vigneti, sempre a causa delle condizioni meteorologiche. Inoltre, le stesse condizioni termoigrometriche sono state favorevoli alle infezioni crittogamiche, un po' su tutte le colture, ma di particolare interesse sulla vite.

Modello di simulazione della fenologia di Lobesia botrana (Den. & Schiff.)
(Staz. di riferimento: Sorso, Olmedo, Milis, Arborea, Jerzu, Decimomannu).
Le simulazioni modellistiche confermano un'evoluzione dei primi sfarfallamenti generalmente in linea con il normale sviluppo dell'insetto. I voli dei primi adulti sono stati simulati inizialmente per la stazione di Sorso, già dal giorno 6, successivamente per Jerzu (11 aprile), Milis e Decimomannu (15-16 aprile) ed infine Olmedo, il 28 del mese. L'anticipo dei voli simulati a Sorso, tuttavia, non ha portato ad un reale anticipo del decorso generazionale, in quanto non si sono verificate condizioni termiche favorevoli alle ovideposizioni: queste hanno avuto luogo almeno una settimana dopo l'avvio degli sfarfallamenti, quando le temperature medie si sono assestate al di sopra dei 15°C, valore che rappresenta la soglia di fecondità di questa specie.

Modello EPI per la simulazione delle epidemie da Plasmopara viticola (Berl.)
Le elevate e frequenti precipitazioni hanno creato condizioni particolarmente a rischio per la coltivazione della vite in merito alla difesa fitosanitaria da Peronospora. Ovunque e in maniera spesso continuativa il modello ha infatti segnalato il superamento delle soglie di intervento. In realtà la coltura non si è trovata in uno stadio fenologico sensibile, avendo appena iniziato il germogliamento, ma soprattutto negli ultimi giorni del mese può essere stato necessario un tempestivo intervento.
Le condizioni meteorologiche sono risultate inoltre favorevoli agli attacchi di Botrite e per questo è stato spesso programmato un intervento antibotritico associato ad un antiperonosporico.





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