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Riepilogo mensile agrometeorologico di febbraio 2006

INTRODUZIONE
Il mese di febbraio si è caratterizzato per un regime pluviometrico deficitario, in particolare nel settore meridionale ed orientale dell'isola, e per i valori di temperatura massima sostanzialmente in linea con la climatologia e di minime leggermente inferiori, soprattutto nel settore nord-orientale.

Evapotraspirazione potenziale
L'evapotraspirazione di riferimento, calcolata col metodo di Hargreaves-Samani ed interpolata sull'intero territorio regionale (figura 1), mostra valori variabili totali mensili compresi tra 10 e poco oltre 40 mm. Come mostrano le mappe di anomalia tali valori sono inferiori rispetto a quelli dello stesso periodo dello scorso anno e lo sono ancor di più se raffrontati ai valori medi climatologici.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di febbraio 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di febbraio 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Il bilancio idro-meteorologico del mese (figura 2) riflette sostanzialmente la scarsità di precipitazioni delle aree orientali e meridionali dove pertanto si registrano valori moderati di deficit. Nei settori settentrionali e soprattutto centrali, gli apporti di pioggia superiori alle perdite per evapotraspirazione hanno generato condizioni di surplus con valori positivi superiori a 50 mm. Le condizioni registrate risultano deficitarie rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e rispetto alle condizioni medie climatiche di riferimento (valori medi del trentennio 1961-90), sebbene in misura minore, come mostrano le due mappe di anomalia.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di febbraio 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di febbraio 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Temperature massime e minime per decade
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di febbraio 2006.
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di febbraio 2006.

Minime assolute e permanenza dei valori estremi
Nel corso del mese i valori di temperatura minima assoluta (tabella 2) più critici sono stati raggiunti nelle stazioni di Giave e Villanova Strisaili pari rispettivamente a -7,9 °C e -7,1 °C. Anche in altre stazioni dell'interno come Illorai, Ozieri e Sadali sono stati registrati valori molto bassi prossimi a -5 °C, mentre nelle aree costiere in genere le temperature minime non sono scese al di sotto di 0 °C. Per quanto riguarda la permanenza dei valori negativi, nella stazione di Villanova Strisaili sono state registrate un massimo di 14 ore giornaliere con temperatura inferiori a 0 °C.

Tabella 2 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - febbraio 2006.
Tabella 2 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - febbraio 2006.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie termiche
L'analisi delle sommatorie per il mese di febbraio ha mostrato un netto ritardo termico rispetto alla climatologia, in particolare per gli accumuli in base 0 °C (tabella 3). Per quanto riguarda il confronto con lo scorso anno, invece, si sono verificati valori decisamente superiori sia in base 0 °C che in base 10 °C nella quasi totalità delle stazioni esaminate. In termini generali, gli accumuli maggiori sono stati registrati nelle aree costiere, dove si sono superati i 250 GDD in base 0 °C e i 10 GDD in base 10 °C mentre le sommatorie minori si sono verificate nelle stazioni di Bitti, Sadali, Villanova Strisaili e Illorai con meno di 150 GDD in base 10 °C e nessun accumulo in base 10 °C.

Tabella 3 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il mese di febbraio 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 3 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il mese di febbraio 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Anche il bimestre gennaio-febbraio ha mostrato valori di sommatoria termica, in generale, inferiori alla media climatica, mentre rispetto allo scorso anno gli accumuli sono risultati decisamente superiori (tabella 4). Lungo le aree costiere sono stati superati i 500 GDD con soglia 0 °C, mentre nelle stazioni di Sadali, Illorai e Villanova Strisaili non sono stati raggiunti i 250 GDD in base 0 °C e non è stato registrato alcun accumulo al di sopra di 10 °C.

Tabella 4 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo gennaio-febbraio 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 4 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo gennaio-febbraio 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Infine, per quanto riguarda il periodo ottobre-febbraio è possibile affermare la presenza di un certo ritardo termico sia rispetto alla climatologia che allo stesso periodo dello scorso anno (tabella 5). Tale discorso non sembra, però riguardare una buona parte delle stazioni poste ad alta quota e situate nelle aree interne dell'Isola in cui gli scarti rispetto alla climatologia per le sommatorie termiche in base 10 °C sono risultati decisamente positivi. In termini assoluti, i valori maggiori intorno a 1900 GDD in base 0 °C e 500 in base 10 °C hanno riguardato le stazioni costiere come Sorso e Villa San Pietro, mentre ad Illorai e Sadali sono stati registrati gli accumuli minori.

Tabella 5 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo ottobre-febbraio 2006 e raffronto con l'annata precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 5 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo ottobre-febbraio 2006 e raffronto con l'annata precedente e con i valori medi trentennali.

Fabbisogno di freddo per le colture arboree
Per la stima del fabbisogno di freddo si è adottato il metodo di calcolo delle "unità di freddo" (chilling units). Tale metodo, ritenuto più valido in quanto "pesa" il contributo dell'esposizione alle diverse temperature, si basa sull'accumulo di "unità di freddo", definite mediante una funzione dei valori orari di temperatura. Tale funzione assume il valore massimo (uno) per temperature prossime a 6 °C, decresce fino a zero per temperature superiori od inferiori, oltre 15 °C diviene negativa.
Nel caso specifico sono calcolati col metodo Utah impiegato dal Pomology Weather Services dell'Università Californiana di Davis, per il quadrimestre novembre - febbraio.

Analizzando i dati riportati in tabella 6, non si evincono particolari differenze tra il periodo novembre 2005-febbraio 2006 (la colonna "2006" in tabella) e lo stesso periodo del 2004-2005 ("2005" in tabella). Le differenze riscontrabili sono mediamente del 10-12% e pertanto di scarso rilievo. Notevoli differenze emergono dal confronto, espresso in termini di differenze percentuali, tra l'annata in corso ed il quadrimestre 2003-2004, in cui i valori assoluti erano nettamente inferiori, raggiungendo differenze anche del 50% e oltre, con uno scarto medio di circa il 20% in meno di ore di freddo.

Tabella 6 - di chilling units calcolati per il periodo novembre 2005-febbraio 2006 e raffronto con le annate precedenti.
Tabella 6 - Valori di chilling units calcolati per il periodo novembre 2005-febbraio 2006 e raffronto con le annate precedenti.

Wind chill index
L'elaborazione del Wind Chill Index per il mese di febbraio (tabella 7) ha fatto riscontrare una maggiore situazione di pericolo nei territori montuosi della Barbagia (es. stazioni di Orgosolo Montes, Orgosolo Olai, Aritzo e Sadali) e in alcune aree del Marghine (Macomer) e del Goceano (Illorai). In queste zone, infatti, sono state accumulate oltre 200 ore con WCI nell'intervallo di disagio e diverse ore in quello di elevato disagio. Rispetto a quanto osservato nel precedente mese di gennaio non si sono verificate situazioni all'interno dell'intervallo di possibile congelamento. Le aree potenzialmente meno rischiose per il bestiame sono risultate, invece, nei pressi delle stazioni costiere di Orosei e Villa San Pietro in cui si sono registrati esclusivamente accumuli nell'intervallo di lieve disagio.
Analizzando i dati dell'indice nel dettaglio, è possibile osservare come le giornate più fredde siano risultate nella prima e nella terza decade del mese. Nei giorni 8, 9, 10 e 28 febbraio, infatti, in alcune stazioni sono state registrate intere giornate nella soglia di disagio (es. Luras, Macomer e Villasalto) mentre ad Orgosolo Montes e Orgosolo Olai sono state accumulate anche ore nell'intervallo di elevato disagio.

Tabella 7 - Valori di Wind Chill Index calcolati per il mese di febbraio 2006.
Tabella 7 - Valori di Wind Chill Index calcolati per il mese di febbraio 2006.

Temperature humidity index
Niente da segnalare.

Indice di vegetazione ndvi
La mappa di febbraio 2006 mostra, in generale per tutta la Sardegna, valori NDVI superiori rispetto al mese precedente (figura 3). Si è dunque interrotto il trend di decremento dei valori NDVI tipico del periodo invernale. L'NDVI medio, per il mese oggetto di analisi, è pari a 0.475.
Nel febbraio 2005, in linea con i dati relativi agli apporti pluviometrici dei mesi invernali, il valore di NDVI medio è risultato pari a 0.488.

Figura 3 - Mappe di NDVI elaborate per il mese di febbraio 2006 e raffronto rispetto ai valori del mese precedente e del mese di febbraio 2005.
Figura 3 - Mappe di NDVI elaborate per il mese di febbraio 2006 e raffronto rispetto ai valori del mese precedente e del mese di febbraio 2005.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Le temperature rigide del mese di febbraio hanno generalmente determinato un arresto o un rallentamento dell'accrescimento delle specie cerealicole in fase di accestimento. In molte aree di coltivazione, infatti, come si evince anche dalla tabella 2 si sono registrate per diversi giorni consecutivi temperature prossime o inferiori a 0 °C, soglia normalmente considerata lo zero di vegetazione per i cereali. Non sono stati segnalati problemi particolari alle colture, non essendosi verificate temperature prossime alla soglia critica minima in questa fase di sviluppo (-8 °C/-10 °C).
Le condizioni meteorologiche del periodo possono avere determinato l'arresto vegetativo di numerose specie foraggere sia spontanee che coltivate, in particolare quelle presenti nelle aree in cui le temperature sono state più rigide, comportando una minore disponibilità alimentare per gli animali al pascolo. In particolare nelle aree costiere, le specie hanno continuato a vegetare, seppur in maniera molto lenta, e in alcuni casi, specie per le leguminose, sono stati osservati ingiallimenti e necrosi che hanno interessato la parte aerea della pianta. Inoltre, le scarse precipitazioni sia in termini di cumulato che di frequenza degli eventi piovosi registrate nel corso del mese non hanno certo agevolato l'accrescimento, seppur lento, dei prati, degli erbai e delle essenze spontanee dei pascoli.

Vite
La coltura è in fase di riposo vegetativo. I minimi termini registrati nel corso del mese non hanno arrecato danni alla coltura.

Olivo
La coltura è in fase di riposo vegetativo. Sono state regolarmente compiute le operazioni di pre-potatura e potatura senza particolari disagi dovuti alle condizioni meteorologiche.

Agrumi
Nelle aree agrumicole del Medio Campidano, le clementine hanno presentato la differenziazione degli organi fiorali, leggermente in anticipo rispetto a quanto avviene generalmente per le varietà di arancio che sono sempre leggermente tardive. Per quest'ultima specie, è continuata la raccolta dei frutti delle varietà Tarocco, Washington Navel, mentre le varietà tardive (Valencia Late) hanno presentato la fase di invaiatura.

Drupacee
Nel mese di febbraio si è avuto l'ingrossamento delle gemme e si è provveduto ad effettuare gli ultimi interventi fitoiatrici.



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