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Riepilogo mensile agrometeorologico di marzo 2006

INTRODUZIONE
Analogamente al mese precedente anche nel mese di marzo si è registrato un deficit pluviometrico rispetto alle condizioni medie climatiche, in particolare nel settore meridionale dell'isola; il regime termico è risultato sostanzialmente in linea con la climatologia.

Evapotraspirazione potenziale
L'evapotraspirazione di riferimento ha registrato valori medi mensili variabili tra 40 ed 80 mm circa nelle diverse aree dell'isola (figura 1); i valori medi più elevati hanno interessato soprattutto le aree meridionali ed in particolare il Campidano. Rispetto allo scorso anno nel meridione si ottengono valori sostanzialmente simili, mentre nel settore settentrionale i valori del 2006 risultano mediamente inferiori. Rispetto ai valori medi climatici i dati del mese in esame appaiono invece leggermente più elevati, ad eccezione del settore centro-occidentale.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di marzo 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di marzo 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Considerando congiuntamente sia le perdite per evapotraspirazione che gli apporti di pioggia si può tracciare la mappa del bilancio idro-meteorologico del mese (figura 2). Analizzando la distribuzione dei valori si può evidenziare una spiccata eterogeneità tra le diverse aree dell'isola: in particolare nel settore montuoso centrale ed in buona parte del settore nord-occidentale i valori risultano positivi ed indicano un incremento di disponibilità idrica, in virtù delle precipitazioni relativamente abbondanti, in linea con le medie climatiche. Per contro nel settore meridionale e nel Campidano in particolare si è registrato un sensibile deficit a causa della penuria di precipitazioni (tra circa 20 e 40 mm complessivi) e dei valori più elevati di evapotraspirazione.
Le condizioni descritte per il mese in esame si discostano sensibilmente rispetto a quelle medie climatiche evidenziando anomalie di segno opposto nelle diverse aree dell'isola: in particolare si evidenzia una minore disponibilità idrica rispetto alla norma nel settore orientale, mentre si hanno anomalie positive nella parte occidentale e soprattutto al nord.
Le differenze appaiono piuttosto marcate se si raffrontano i valori del mese in esame rispetto allo stesso periodo del 2005, quando gli apporti meteorici furono generalmente più contenuti.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di marzo 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di marzo 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Temperature massime e minime per decade
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di marzo 2006.
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di marzo 2006.

Minime assolute e permanenza dei valori estremi
Tabella 2 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - marzo 2006.
Tabella 2 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - marzo 2006.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie termiche
Le sommatorie termiche per il mese di marzo (tabella 3) hanno mostrato valori in genere più bassi rispetto alla climatologia per gli accumuli in base 0 °C, mentre per quelli in base 10 °C i valori di sommatoria sono risultati decisamente al di sopra della media, ad eccezione delle stazioni di Valledoria e Villanova Strisaili. Rispetto a quanto osservato lo scorso anno, gli accumuli del 2006 sono stati decisamente superiori, con l'eccezione di alcune stazioni in particolare di montagna come Bitti, Illorai e Macomer. In termini assoluti nelle stazioni di Dorgali Filitta, Muravera, Orosei, Sorso e Villa San Pietro sono stati superati i 370 GDD in base 0 °C e i 70 GDD in base 10 °C, mentre a Bitti, Illorai, Macomer, Sadali e Villanova Strisaili non sono stati raggiunti i 250 GDD sopra 0 °C e i 20 GDD sopra 10 °C.

Tabella 3 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il mese di marzo 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 3 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il mese di marzo 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Anche per il trimestre gennaio-marzo, è stato osservato un netto anticipo termico rispetto allo scorso anno mentre in relazione alla climatologia tale anticipo ha riguardato esclusivamente le sommatorie termiche in base 10 °C (tabella 4). Nelle stazioni costiere sono stati superati i 900 GDD in base 0 °C e i 100 GDD in base 10 °C, a Sadali e Villanova Strisaili sono stati accumulati meno di 450 GDD in base 0 °C e meno di 20 GDD in base 10 °C.

Tabella 4 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo gennaio-marzo 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 4 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo gennaio-marzo 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Infine, le sommatorie termiche calcolate per il periodo ottobre-marzo hanno mostrato un generale ritardo termico rispetto alla climatologia e soprattutto rispetto agli accumuli dello scorso anno (tabella 5). Le somme maggiori sono state registrate in diverse stazioni costiere dell'Isola con oltre 2200 GDD in base 0 °C e oltre 500 GDD in base 10 °C, mentre Villanova Strisaili ha fatto rilevare gli accumuli minori in tutto il periodo.

Tabella 5 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo ottobre-marzo 2006 e raffronto con l'annata precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 5 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo ottobre-marzo 2006 e raffronto con l'annata precedente e con i valori medi trentennali.

Wind chill index
In base all'elaborazione del Wind Chill Index per il mese di marzo è possibile osservare come le aree potenzialmente più rischiose per il bestiame siano risultate principalmente nei territori della Barbagia. Nelle stazioni di Orgosolo Montes, Bitti, Aritzo e Orgosolo Olai sono, infatti, state accumulate oltre 200 ore di disagio e oltre 30 ore di elevato disagio (tabella 6). In particolare, il giorno 12, nella stazione di Orgosolo Montes è stata anche registrata 1 ora nell'intervallo di possibile congelamento per esposizione prolungata. L'indice ha, invece, mostrato i valori meno critici nelle stazioni di Villa San Pietro e Orosei con accumuli esclusivamente nell'intervallo di lieve disagio.
Nel dettaglio, le giornate che hanno fatto registrare maggior disagio sono risultate l'11 e il 12 con diverse stazioni che hanno avuto l'intera giornata con valori del WCI all'interno degli intervalli di disagio ed elevato disagio. In particolare, il giorno 12 nelle stazioni di Bitti e Orgosolo Montes sono state accumulate rispettivamente 19 ore e 20 ore di elevato disagio.

Tabella 6 - Valori di Wind Chill Index calcolati per il mese di marzo 2006.
Tabella 6 - Valori di Wind Chill Index calcolati per il mese di marzo 2006.

Temperature humidity index
Niente da segnalare.

Indice di vegetazione ndvi
La mappa di Marzo 2006 (figura 3) mostra, in generale per tutta la Sardegna, valori NDVI superiori rispetto ai precedenti mesi di Gennaio e Febbraio, a seguito del prosieguo della stagione delle piogge e in conseguenza del risveglio vegetativo primaverile.

Figura 3 - Mappe di NDVI elaborate per il mese di marzo 2006 e raffronto rispetto ai valori del mese precedente e del mese di marzo 2005.
Figura 3 - Mappe di NDVI elaborate per il mese di marzo 2006 e raffronto rispetto ai valori del mese precedente e del mese di marzo 2005.
Tabella 7 - Valori medi di NDVI per mese.
Tabella 7 - Valori medi di NDVI per mese.

La tabella 7 mostra il confronto dei valori NDVI del periodo gennaio, febbraio, marzo, dal 2004 al 2006. L'NDVI medio, per il mese oggetto di analisi, è pari a 0,541. Nel 2005 è risultato 0,525, nel 2004 0,542. Tale debole differenza è apprezzabile anche macroscopicamente consultando le mappe. Appare dunque sostanzialmente identico il trend di andamento NDVI. Il valore di NDVI medio è ottenuto calcolando la media matematica semplice dei valori di NDVI relativi a ciascun pixel dell'immagine acquisita dal NOAA; il numero di pixel complessivi terrestri è pari a 19901 e la superficie di ogni singolo pixel è pari a 1,21 Km2.


CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Il graduale aumento delle temperature ha determinato un progressivo incremento dell'attività vegetativa e dello sviluppo delle specie cerealicole in campo. E' stata osservata, in generale, la fase fenologica della levata con un certo anticipo rispetto allo scorso anno, sia per il maggior accumulo termico che per i minori problemi e ritardi riscontrati nelle operazioni di semina. Nel corso del mese le condizioni termiche sono state più che ottimali per la coltivazione delle diverse specie. Nelle principali aree di interesse, infatti, non sono mai stati raggiunti minimi termici al di sotto della soglia limite per queste fase (-4 °C/-5 °C). Al contrario, alcuni problemi possono essersi verificati a causa delle scarse precipitazioni del mese, considerando che nel corso della fase di levata si registrano elevate esigenze idriche per la pianta. Nonostante i cereali autunno-vernini siano molto resistenti alle condizioni di carenza idrica, le piante tendono a rispondere alle condizioni di stress con la formazione di cellule più piccole, con una conseguente minore altezza del culmo e superficie delle guaine fogliari e pertanto minore superficie fotosintetizzante.

Nel corso del mese le condizioni meteorologiche hanno consentito una ripresa delle specie foraggere e un progressivo incremento del loro accrescimento e sviluppo. Anche in questo caso la limitata disponibilità idrica, che ha colpito in particolare le aree del Campidano e l'intera provincia di Cagliari, ha determinato una minore attività vegetativa e una limitata disponibilità alimentare per il bestiame rispetto allo scorso anno.
Infine, si registra l'inizio delle operazioni di preparazione dei terreni per la semina delle specie a ciclo primaverile-estivo.

Vite
Figura 4 - Fase di apertura gemme nella varietà Chardonnay.
Figura 4 - Fase di apertura gemme nella varietà Chardonnay.
Il risveglio vegetativo ha contraddistinto il mese di marzo 2006. Nel corso della prima decade si è rilevata la fase di gemma cotonosa per le cultivar precoci francesi nei principali comprensori vitivinicoli costieri. Nel corso della seconda decade le perule si sono aperte, mostrando la punta del futuro germoglio. Nella figura 4, relativa al rilievo fenologico del 23 marzo a Santa Maria la Palma, si evince l'inizio della fase di apertura gemme per la varietà Chardonnay, ovvero iniziano a distinguersi le prime foglie riunite in rosette.















Olivo
Anche per le varietà di olivo sottoposte a monitoraggio fenologico, nel corso del mese si è rilevato l'inizio della ripresa vegetativa e la formazione dei primi germogli.

Agrumi
Le specie di agrumi dell'areale di coltivazione di Villacidro e del Medio Campidano hanno presentato la fase di ripresa vegetativa. Le varietà di arancio hanno completato inoltre la fase di differenziazione delle gemme fiorali, mentre verso la fine del mese si è verificate la fase di fioritura delle cultivar di clementine, per le quali si è dato inoltre inizio alle pratiche di potatura.

Drupacee
Nel mese di marzo si è avuto la fase di ripresa vegetativa, alla fine del mese le piante hanno iniziato la fase di fioritura, che ha presentato una certa scalarità dalle cultivar più precoci a quelle più tardive. A causa delle basse temperature registrate all'inizio del mese, e alla contemporanea presenza di forti venti da nord-ovest ricchi di aerosol marino, che potrebbero portare alla bruciatura e alla necrosi dei tessuti.



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