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Riepilogo mensile agrometeorologico di settembre 2006

INTRODUZIONE
Il mese di settembre è stato caratterizzato da frequenti condizioni di maltempo accompagnato da abbondanti ed intense precipitazioni su gran parte dell'Isola, condizioni che hanno determinato un'inversione del bilancio idro-meterologico rispetto ai mesi precedenti. Nelle località maggiormente colpite dagli eventi temporaleschi si sono avute conseguenze negative, con danni di una certa entità sia nei campi che nei centri abitati.

Evapotraspirazione potenziale
I valori dell'evapotraspirazione di riferimento stimati per l'intero territorio regionale variano tra circa 80 mm per le aree a quote più elevate e 120 mm per le aree pianeggianti interne. Rispetto ai dati medi trentennali, i valori del periodo mostrano un comportamento differente nei diversi settori dell'Isola, come conseguenza del differente andamento meteorologico che ha caratterizzato le diverse aree: in particolare, i valori risultano mediamente più elevati nel nord-est mentre nei restanti settori ed in particolare nel meridione si collocano al di sotto delle corrispondenti medie climatiche. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno le differenze risultano invece più contenute, come mostra la mappa centrale della figura 1.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di settembre 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di settembre 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Grazie alle abbondanti e frequenti precipitazioni cadute nelle due ultime decadi del mese, generalmente superiori alle medie climatiche ad eccezione di alcune località soprattutto del settore centro-orientale, nel mese di settembre vi è stata una netta inversione di tendenza in termini di disponibilità idrica: la mappa del bilancio idro-meteorologico mostra infatti condizioni di surplus diffuso sull'intero territorio, ma con situazioni piuttosto differenti tra i diversi settori dell'Isola in relazione al diverso regime pluviometrico (figura 2). In particolare nel meridione e nel Marghine-Planargia, dove le piogge sono state superiori e l'evapotraspirazione più contenuta, i valori del surplus sono risultati più marcati. Nel sud, in particolare, le variazioni rispetto al precedente mese di agosto sono state particolarmente marcate. La fascia più meridionale ed il settore nord-orientale hanno continuato a registrare condizioni di deficit, soprattutto nelle località del Nuorese.
Le condizioni registrate quest'anno sono indubbiamente più favorevoli in termini di disponibilità idrica rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e rispetto alle condizioni medie climatiche del trentennio 1961-90.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di settembre 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di settembre 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

L'analisi dei singoli dati giornalieri pone in risalto come alcuni eventi siano stati siano stati quantitativamente abbondanti e caratterizzati da elevati cumulati orari: è il caso soprattutto delle piogge verificatesi nei giorni 14 e 25 che hanno visto superare i 20 mm/ora in diverse località (es. stazioni di Jerzu, Scano di Montiferro e Sadali) fino a raggiungere il picco di 41,0 mm/ora nella stazione di Berchidda.
Tali eventi temporaleschi possono avere determinato rilevanti conseguenze sulle colture agrarie presenti nelle località più colpite.
Oltre all'azione meccanica esercitata sui suoli e sulle specie vegetali dall'azione battente dell'acqua piovana, vanno considerati anche gli effetti di più lunga durata derivanti sia dall'erosione dei suoli privi di copertura vegetale che dall'eccesso di acqua nei terreni.
Gli allagamenti e le connesse perduranti condizioni di asfissia radicale causate dalla saturazione dei terreni coltivati, inoltre, possono aver determinato nelle aree più colpite una diffusa moria di piante, in particolare sulle specie orticole di pieno campo. La presenza di un "microclima" particolarmente umido nei vigneti in prossimità della vendemmia può, inoltre, avere favorito la repentina diffusione di malattie crittogamiche con ripercussioni anche gravi sulle produzioni.
Le condizioni di saturazione dei suoli, particolarmente nelle aree caratterizzate da terreni più pesanti (argillosi) possono inoltre aver impedito l'ingresso in campo delle macchine agricole per l'esecuzione delle operazioni di campo tipiche del periodo.

Temperature minime e massime per decade
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di settembre 2006.
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di settembre 2006.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
L'elaborazione spaziale delle sommatorie termiche per il mese di settembre (Figure 3 e 4) ha evidenziato un modesto anticipo termico rispetto al 2005 in quasi tutta l'Isola, ad eccezione delle zone costiere orientali in cui gli accumuli sono invece risultati minori. Rispetto alla climatologia di riferimento, le sommatorie di quest'anno sono state decisamente più basse salvo qualche caso osservabile nel centro e nel nord Sardegna. Gli scarti maggiori sono stati registrati in corrispondenza del massiccio del Gennargentu e in alcune aree circoscritte meridionali. Le sommatorie termiche più elevate sono state raggiunte lungo le zone costiere del sud Sardegna e nei territori del Campidano di Cagliari e Oristano con valori superiori a 650 GDD in base 0 °C e 350 GDD in base 10 °C. Le aree più fredde sono, invece, risultate quelle poste in corrispondenza dei rilievi montuosi più elevati.

Figura 3 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di settembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 3 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di settembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 4 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di settembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali
Figura 4 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di settembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali

Nelle tabelle 2 e 3 sono riportati, invece, gli accumuli termici relativi ai periodi gennaio-settembre 2006 e aprile-settembre 2006 e i rispettivi confronti con l'anno precedente e la media climatica.

Nello specifico, il periodo gennaio-settembre ha mostrato un maggior accumulo rispetto al 2005 e alla climatologia, ad eccezione di alcune stazioni come Sassari, Gonnosfanadiga, Valledoria, Illorai e soprattutto Villanova Strisaili che hanno presentato un netto ritardo termico. Nelle stazioni di Ottana, Milis, Gonnasfanadiga, Decimomannu e Dorgali Filitta sono stati raggiunti gli accumuli maggiori pari ad oltre 4700 GDD in base 0 °C e oltre 2200 GDD in base 10 °C, mentre le somme termiche più basse hanno riguardato le stazioni di Illorai e Villanova Strisaili.

Tabella 2 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo gennaio- settembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 2 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo gennaio- settembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Anche le sommatorie termiche calcolate per il periodo aprile-settembre hanno mostrato un anticipo termico rispetto ai corrispondenti mesi dell'anno scorso e alla climatologia di riferimento. Tale anticipo risulta più netto rispetto al precedente periodo analizzato e riguarda la quasi totalità delle stazioni ad eccezione di alcune come Illorai, Sassari, Valledoria e Villanova Strisaili. Gli accumuli maggiori hanno riguardato le stazioni di Gonnosfanadiga, Dorgali Filitta, Milis, Monastir e Ottana con oltre 4000 GDD in base 0 °C e 2000 GDD in base 10 °C.

Tabella 3 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo aprile- settembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 3 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo aprile- settembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Temperature Humidity Index
L'interpolazione spaziale del THI medio mensile (Figura 5) ha mostrato una condizione potenzialmente più disagevole, seppur non critica come negli altri mesi estivi, rispetto al decennio 1995-2004. Le differenze maggiori sono state riscontrate generalmente lungo i rilievi montuosi più importanti come il massiccio del Gennargentu e la catena del Marghine-Goceano. In generale, comunque, nel corso del mese è stata osservata una situazione di lieve disagio (68-72) che ha interessato le aree costiere e i territori del Campidano, mentre in buona parte della Barbagia e della Sardegna centro-settentrionale l'indice medio non ha mostrato alcun disagio (THI<65).

Figura 5 - Mappe di Temperature Humidity Index per il mese di settembre 2006 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.
Figura 5 - Mappe di Temperature Humidity Index per il mese di settembre 2006 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.

Nella tabella 4 è, invece, riportato il numero di ore mensili in cui l'indice ha assunto valori all'interno dei diversi intervalli di disagio. La situazione più disagevole si è verificata nelle stazioni di Dorgali Lanaitto e Ottana che hanno fatto registrare rispettivamente 141 ore e 65 ore di allerta e oltre 50 ore di pericolo. Nella stazione di Ottana, inoltre, sono state registrate ben 37 ore di emergenza concentrate nella prima decade del mese. In generale, nei territori centro-orientali dell'Isola sono state riscontrate le condizioni meno critiche del mese con poche ore nell'intervallo di disagio e nessuna in quelli potenzialmente più dannosi.
Le giornate più disagevoli si sono verificate nella prima decade del mese con alcune stazioni, localizzate in particolare nei territori della Nurra, della Gallura, del Logudoro, del Basso Campidano e del Sarrabus-Gerrei, che hanno totalizzato oltre 5 ore giornaliere nell'intervallo di allerta.

Tabella 4 - Persistenza dei valori di Temperature Humidity Index all'interno delle diverse soglie di disagio per il mese di settembre 2006.
Tabella 4 - Persistenza dei valori di Temperature Humidity Index all'interno delle diverse soglie di disagio per il mese di settembre 2006.

Indice di vegetazione NDVI
Nella figura 6 sono raffigurati da sinistra a destra i valori dell'Indice di Vegetazione NDVI per il mese di settembre 2006, agosto 2006, settembre 2005.

Figura 6 - Mappe di NDVI elaborate per il mese di settembre 2006 e raffronto rispetto ai valori del mese precedente e del mese di settembre 2005.
Figura 6 - Mappe di NDVI elaborate per il mese di settembre 2006 e raffronto rispetto ai valori del mese precedente e del mese di settembre 2005.

Le mappe mostrano per settembre 2006 valori di molto simili a quelli del mese precedente.
Le precipitazioni registrate nel corso del mese e la conseguente disponibilità idrica, infatti, hanno fatto sì che si sia interrotto il trend di riduzione dell'NDVI. La mappa del mese in esame ha valori sostanzialmente simili anche a quella del corrispondente periodo dello scorso anno: l'NDVI medio per l'intero territorio regionale è risultato pari a 0.390, 0.385 e 0.383, rispettivamente per i mesi di settembre 2006, agosto 2006 e settembre 2005.

Esaminando attentamente la mappa di settembre 2006 si nota, inoltre, come il settore nord-occidentale abbia registrato un incremento rispetto al mese precedente, mentre si assiste in generale ad una riduzione dei valori di NDVI in corrispondenza delle aree sempreverdi forestali, che appaiono meno "verdi" rispetto al mese precedente.


CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Figura 7 - Prato di erba medica.
Figura 7 - Prato di erba medica.
Durante il mese sono state completate le operazioni di raccolta del mais e sono stati effettuati gli ultimi tagli di erba medica e sorgo. In generale, non ci sono stati problemi ad eccezione delle aree in cui le precipitazioni sono state talmente intense da impedire l'ingresso delle macchine operatrici.
Le abbondanti precipitazioni del mese, inoltre, hanno consentito la ripresa delle essenze spontanee dei pascoli naturali e delle specie poliennali coltivate. Tuttavia, nelle aree in cui le piogge sono state più consistenti possono essersi verificati dei danni anche gravi alle piantine appena germogliate, come conseguenza sia dell'azione meccanica della pioggia che delle condizioni di saturazione dei terreni.

Per quanto riguarda la coltivazione del riso sono stati registrati fenomeni di allettamento nella varietà prossime alla raccolta (Lunghi a) a seguito delle intense piogge che hanno caratterizzato il mese. Le difficoltà di ingresso in campo per le macchine operatrici hanno determinato un evidente ritardo nelle operazioni di mietitrebbiatura con una conseguente eccessiva disidratazione delle cariossidi e problemi successivi nella lavorazione delle stesse, soprattutto se caratterizzate da elevate dimensioni (es. varietà Arborio e Volano).

Ortive
Figura 8 - Carciofaia nella fase di 9a-10a foglia.
Figura 8 - Carciofaia nella fase di 9a-10a foglia.
Le condizioni meteorologiche del mese sono state generalmente favorevoli per lo svolgimento del ciclo colturale delle diverse specie, ad eccezione delle aree in cui gli eventi piovosi sono stati particolarmente intensi. Per quanto riguarda il carciofo, nelle coltivazioni impiantate a luglio, è stata osservata la fase di 9a-10a foglia.
Sono proseguite, inoltre, le semine delle specie ortive a ciclo invernale. Anche in questo caso in alcune aree possono essersi verificati dei danni per le piogge intense.







Vite
Figura 9 - Grappolo di Cagnulari pronto per la vendemmia (Usini - SS)
Figura 9 - Grappolo di Cagnulari pronto
per la vendemmia (Usini - SS)
In tutti i comprensori vitivinicoli sono state registrate le operazioni di vendemmia delle principali varietà. Da una prima analisi le uve rosse e il vermentino risultano essere in generale sane, ad alto grado zuccherino.

Si è concluso, in concomitanza con la vendemmia dello Chardonnay ad Alghero avutasi nella seconda decade del mese, il monitoraggio fenologico del progetto "Mappe Fenologiche Nazionali", a cura dell'UCEA in collaborazione con il SAR, che ha permesso di realizzare le mappa fenologiche di Cabernet e Chardonnay nel corso di tutta la stagione viticola. Nella figura 10 la mappa di simulazione fenologica in Scala BBCH del 20 settembre 2006.





Figura 10 - Mappa di simulazione della fenologia in scala BBCH.
Figura 10 - Mappa di simulazione della fenologia in scala BBCH.

Per quanto riguarda la disponibilità termica nei diversi comprensori viticoli, la riduzione delle temperature che ha caratterizzato il precedente mese di agosto ed il successivo riallineamento ai valori medi climatici del mese di settembre, non sono stati sufficienti ad annullare il surplus termico accumulato nei mesi precedenti. Pertanto anche al termine del mese in esame le sommatorie termiche in base 10 °C ("zero di vegetazione per la vite") del periodo aprile-settembre sono risultate nella maggior parte dei casi superiori al 2005 e alla climatologia, come nel caso di Ozieri, Orosei, Orani, Nurallao, Dorgali, Arzachena, Aglientu. Il divario fra il 2006 e la climatologia non è particolarmente elevato, e si può quantificare mediamente in poco più di 100 GDD, corrispondenti all'incirca a 4 -5 giorni di anticipo fenologico.

Nella tabella 5 si riportano i valori relativi alle escursioni termiche fra giorno e notte del mese di settembre, aspetto fondamentale per la maturazione delle componenti aromatiche degli acini, più che i cumulati termici, in quanto ad ottobre si potranno confrontare i valori dei relativi agli indici bioclimatici per il 2006 con gli anni precedenti.
Nei principali comprensori vitivinicoli le escursioni termiche giornaliere sono risultate significative. Ad esempio la Stazione di Dorgali ha registrato una escursione termica media mensile nel corso del mese di 12,7 °C, Berchidda 11,9 °C, Olmeto 11,1 °C Jerzu 11 °C, Luras 9,3 °C. L'escursione termica massima giornaliera si è registrata, nelle aree viticole, ad Arzachena con 20,1 °C, ad Oliena con 20,6 °C, a Dolianova 16,3 °C.

Tabella 5 - Valori medi e massimi mensili di escursione termica - settembre 2006.
Tabella 5 - Valori medi e massimi mensili di escursione termica - settembre 2006.

Olivo
Nel corso del mese è proseguito l'accrescimento delle drupe. Le piante hanno mostrato un buono stato vegetativo. In alcuni casi, dove è prevista la raccolta anticipata delle drupe sono iniziate le lavorazioni dei terreni e le operazioni di pulizia degli oliveti, allo scopo di favorire il transito dei mezzi durante la raccolta e la stesura dei teloni.

Agrumi
A partire dalla terza decade del mese le varietà più precoci di Naveline e clementine (SRA 63) hanno presentato la fase di inizio invaiatura nell'areale di coltivazione del Medio Campidano. Le altre varietà precoci, insieme a quelle a media maturazione e a maturazione tardiva si trovavano nella fase di ingrossamento frutti.

Drupacee
Nell'arco del mese si è conclusa la raccolta delle varietà di pesco più tardive (in ordine cronologico Guglielmina, Fairtime, Babygold 9). In generale, la produzione di quest'annata è risultata abbastanza scarsa e questo ha fatto spuntare prezzi più alti sul mercato. In generale in questo periodo si è verificata la fase di differenziazione a fiore delle gemme ed in campo sono state effettuate le operazioni di potatura verde.

Note fitopatologiche
Anche se le temperature medie del mese sono risultate in linea con la media climatica, si sono verificate situazioni estreme soprattutto nei primi giorni del mese, quando ad Ottana e Dorgali, in particolare, il termometro ha addirittura superato i 36 °C. A questa situazione si è contrapposto quanto verificato alla fine del mese sempre nel Nuorese, dove, rispetto ai valori precedenti, la temperatura massima è scesa di quasi 25°C. Il mese è stato anche caratterizzato da abbondanti precipitazioni, da scarsa ventosità e da un alto tenore di umidità dell'aria.
Questa situazione, facilmente generalizzabile sull'intero territorio regionale, può aver causato spaccature dei frutti sugli agrumi e un notevole rigoglio vegetativo con conseguenti maggiori attacchi da parte degli insetti come la Mosca Mediterranea della Frutta, la Mosca delle Olive e i lepidotteri in genere. Oltre agli insetti il regime termopluviometrico è stato favorevole alle infestazioni di crittogame, in particolare su carciofo ad opera del Mal Bianco.



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