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Riepilogo mensile agrometeorologico di ottobre 2006

INTRODUZIONE
Dal punto di vista agrometeorologico, il mese di ottobre è stato caratterizzato da condizioni di maltempo in particolare nella parte centrale del mese, accompagnate da abbondanti ed intense precipitazioni concentrate nella fascia sud-orientale dell'Isola, e da condizioni di deficit idro-meteorologico diffuso nei restanti settori. Per quanto riguarda il regime termico, sebbene i valori medi siano stati generalmente superiori a quelli normali del periodo, nel corso del mese si è registrato un sensibile calo che ha interessato la prima quindicina, con valori minimi che nelle stazioni di montagna hanno raggiunto valori prossimi allo zero.

Evapotraspirazione potenziale
I valori dell'evapotraspirazione stimati per il territorio regionale variano tra circa 60 mm per le aree a quote più elevate e nel meridione, e poco meno di 90 mm per le aree centro settentrionali ed orientali, come mostra la figura 1. Rispetto allo stesso mese dello scorso anno i valori appaiono generalmente più contenuti, soprattutto nel settore meridionale, mentre risultano mediamente più elevati se raffrontati con i valori medi trentennali del periodo, ad eccezione di alcune località del centro-sud.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di ottobre 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di ottobre 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
La distribuzione eterogenea delle precipitazioni, con i massimi cumulati mensili registrati soprattutto nella fascia sud-orientale, ha determinato condizioni di bilancio idro-meteorologico mensile molto differenti tra i diversi settori dell'Isola. Si sono avute, infatti, condizioni di surplus idrico anche marcate nelle località delle Baronie, della Barbagia, dell'Ogliastra, del Sarrabus e Gerrei, con i valori più elevati nelle aree prossime alla costa, dove maggiori sono stati gli apporti pluviometrici. Nei restanti settori, invece, i valori risultano negativi mostrando un'estesa condizione di deficit, fino a superare i -40 mm in particolare nella Nurra, Logudoro e Mejlogu al nord e nel Campidano e Marmilla al sud. Ad eccezione delle aree in cui gli apporti sono stati maggiori, nella maggior parte del territorio regionale i valori del bilancio risultano decisamente inferiori a quelli medi del trentennio di riferimento ed indicano perciò una disponibilità idrica generalmente inferiore rispetto alla norma. Infine, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno i valori calcolati risultano in generale più favorevoli, ad eccezione del settore nord-occidentale, a causa della scarsa pluviometria che caratterizzò il mese di ottobre 2005.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di ottobre 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di ottobre 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Temperature minime e massime per decade
Le temperature registrate nel corso del mese sono state sostanzialmente favorevoli alle colture del periodo e non particolarmente critiche per il bestiame. I giorni più caldi, in cui si sono raggiunti valori di poco superiori a 35 °C si sono avuti all'inizio del mese; immediatamente dopo vi è stato un brusco abbassamento delle temperature che si è protratto fino alla seconda decade, mentre nell'ultima parte del mese vi è stato un netta ripresa delle temperature, soprattutto nei valori massimi. Tale andamento è sintetizzato dai valori medi delle minime e delle massime, per le stazioni della rete SAR, riportati nella tabella 1.

Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di ottobre 2006.
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di ottobre 2006.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Il mese di ottobre è stato caratterizzato da un accumulo termico decisamente superiore allo scorso anno, con differenze maggiori che hanno interessato i rilievi montuosi più importanti come i massicci del Gennargentu e del Monte Linas (Figure 3 e 4). Anche rispetto ai dati climatici è possibile osservare un certo anticipo termico, seppur meno netto rispetto al precedente, con maggiori scarti riscontrabili lungo il versante occidentale e nelle zone interne. Le sommatorie termiche in base 10 °C, invece, hanno mostrato valori di poco inferiori alla media nelle aree costiere orientali, nel Golfo di Cagliari e in alcuni territori circoscritti del Nord Sardegna.

Figura 3 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di ottobre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 3 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di ottobre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 4 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di ottobre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 4 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di ottobre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Nelle tabelle 2 e 3 sono riportate le sommatorie termiche calcolate per i periodi gennaio-ottobre e aprile-ottobre 2006 e i relativi confronti con l'anno precedente e la climatologia di riferimento.

Per quanto riguarda il periodo gennaio-ottobre 2006 (tabella 2), in tutte le stazioni monitorate, è stato riscontrato un netto anticipo termico rispetto allo scorso anno sia per le somme in base 0 °C che 10 °C. Rispetto alla climatologia solo alcune stazioni tra cui Gonnosfanadiga, Valledoria, Villanova Strisaili, Sassari e Illorai hanno fatto registrare per l'intero periodo sommatorie termiche decisamente superiori. Gli accumuli maggiori sono stati registrati presso le stazioni di Dorgali Filitta, Milis e Ottana con valori prossimi a 5500 GDD in base 0 °C e 2500 GDD in base 10 °C. Al contrario nelle stazioni di Villanova Strisaili e Illorai sono state riscontrate le sommatorie termiche più basse, inferiori a 4000 GDD in base 0 °C e a 1400 GDD in base 10 °C.

Tabella 2 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo gennaio- ottobre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 2 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo gennaio- ottobre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Le sommatorie termiche sono risultate decisamente superiori allo scorso anno anche per il periodo aprile-ottobre 2006 (tabella 3). La stessa tendenza è stata riscontrata anche rispetto alla climatologia, fatta eccezione per le stazioni di Illorai, Sassari, Valledoria e Villanova Strisaili in cui gli accumuli sono stati più bassi. Le sommatorie termiche maggiori del periodo, superiori a 4500 GDD con soglia 0 °C e 2400 GDD con soglia 10 °C, hanno interessato le stazioni di Gonnosfanadiga, Milis, Monastir mobile, Dorgali Filitta e Ottana, mentre Villanova Strisaili è risultata quella più "fredda".

Tabella 3 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo aprile- ottobre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 3 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo aprile- ottobre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Temperature Humidity Index
La mappa dei valori medi mensili del THI, riportata in figura 5, ha mostrato la quasi totale assenza di disagio per il bestiame al pascolo (THI<65), ad eccezione dei litorali costieri sud-occidentali dell'Isola in cui è stata rilevata una condizione media di possibile disagio (65THI<68). A seguito soprattutto dell'elevato regime termico del mese l'indice ha assunto valori, sebbene non critici, superiori alle medie del decennio 1995-2004, in particolare lungo il versante occidentale e nella catena del Gennargentu.

Per quanto concerne il numero di ore mensili in cui l'indice ha assunto valori all'interno dei diversi intervalli di disagio (tabella 4) è stata registrata una situazione relativamente più critica in alcune stazioni situate in località costiere (es. Siniscola) o in aree con un microclima particolare (Dorgali Lanaitto, Ottana e Berchidda). In tali zone sono state riscontrate più di 20 ore di allerta (75THI<79) e, come nel caso di Ottana e Dorgali Lanaitto, oltre 10 ore di pericolo (79THI<84). Il 25 % circa delle aree monitorate non ha, invece, fatto registrare valori orari di THI nell'intervallo di allerta. Tra queste stazioni, quelle di Aritzo e Atzara hanno mostrato solamente alcune ore di lieve disagio (68THI<72).
Le condizioni relativamente più disagevoli si sono avute il giorno 3, quando in numerose stazioni sono state registrate più di 5 ore di allerta.

Figura 5 - Mappe di Temperature Humidity Index per il mese di ottobre 2006 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.
Figura 5 - Mappe di Temperature Humidity Index per il mese di ottobre 2006 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.
Tabella 4 - Persistenza dei valori di Temperature Humidity Index all'interno delle diverse soglie di disagio per il mese di ottobre 2006.
Tabella 4 - Persistenza dei valori di Temperature Humidity Index all'interno delle diverse soglie di disagio per il mese di ottobre 2006.

Indice di vegetazione NDVI
Ad ottobre è avvenuta una sensibile ripresa vegetativa e i riflessi di questa sono visibili dalla mappa NDVI riportata in figura 6. La mappa della Sardegna appare decisamente verde, ed il valore medio dell'indice di Vegetazione supera 0,48. Gli effetti delle precipitazioni del periodo precedente sono evidenti in particolare nel Montiferru, ai piedi della catena del Marghine e per tutto il Sarcidano.
Interessante il confronto con la mappa relativa al mese di settembre, dove il valore medio NDVI è pari a 0,39 e nella quale Nurra e del Campidano appaiono ricoperte da vaste superfici a con vegetazione scarsa o necrotizzata.
Il valore medio NDVI dell'ottobre 2005 è risultato pari a 0,41 e quindi inferiore al mese in esame come è evidente anche microscopicamente dal confronto delle relative mappe. Lo scorso anno le precipitazioni avevano interessato il nord della Sardegna e la Gallura, mentre il Campidano risultava ancora scarsamente ricoperto da vegetazione.

Figura 6 - Mappe di NDVI elaborate per il mese di ottobre 2006 e raffronto rispetto ai valori del mese precedente e del mese di ottobre 2005.
Figura 6 - Mappe di NDVI elaborate per il mese di ottobre 2006 e raffronto rispetto ai valori del mese precedente e del mese di ottobre 2005.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Nelle aree in cui l'apporto pluviometrico è stato deficitario, si è avuto un rallentamento nel ritmo di accrescimento delle specie da foraggio, sia spontanee che coltivate, che avevano germinato e ricacciato beneficiando delle abbondanti precipitazioni di settembre. Su buona parte del territorio regionale si è, pertanto, assistito ad una limitata presenza di erba per il pascolamento del bestiame (figura 7), ad eccezione di quelle aziende che hanno potuto usufruire di acqua per l'irrigazione di soccorso. In generale, in queste aree le condizioni meteorologiche del periodo sono state idonee per la prosecuzione delle operazioni di semina delle specie a ciclo autunno-vernino e si sono, in generale, concluse tutte le attività legate alla raccolta delle specie in irriguo come il mais, miglio ed erba medica.
Figura 7 - Erbaio autunno-vernino.
Figura 7 - Erbaio autunno-vernino.
Diversa è stata la situazione nelle località comprese tra le Baronie ed il Sarrabus, interessate da abbondanti ed intensi apporti pluviometrici, dove l'elevato grado di umidità dei suoli ha consentito un buon accrescimento delle essenze tipiche dei pascoli naturali e delle specie foraggere sia da erbaio che da prato.
Nelle aree interessate dalle piogge più intense, le foraggere coltivate su suoli pesanti e mal sistemati possono aver manifestato condizioni di stress a causa della saturazione dei terreni e dei fenomeni di ristagno idrico. In queste situazioni possono avere subito danni soprattutto le specie appartenenti alla famiglia delle leguminose, molto più sensibili ai marciumi per l'apparato radicale carnoso e fittonante. Inoltre, nei terreni soggetti a ristagno possono esservi state limitazioni al pascolamento. Infine, le condizioni di saturazione dei terreni possono aver causato difficoltà e ritardi per la semina dei cereali autunno-vernini.

Nel corso del mese sono proseguite senza particolari problemi le operazioni di raccolta delle varietà più tardive di riso (es. Gange e Thaibonnet). Tali varietà hanno mostrato produzioni più che soddisfacenti avendo risentito meno rispetto a quelle più precoci dell'azione allettante dovuta alle precipitazioni di settembre.

Ortive
Figura 8 - Carciofaia.
Figura 8 - Carciofaia.
Nel corso del mese le coltivazioni di carciofo si sono accresciute regolarmente facendo osservare una copertura fogliare quasi totale (figura 8) e, in relazione all'epoca di impianto, fasi fenologiche variabili dalla comparsa del capolino all'inizio della raccolta. Le scarse precipitazioni registrate nelle principali aree di coltivazione non sembrano avere determinato problemi in questa fase potendo le colture beneficiare delle riserve idriche accumulate nei terreni a settembre.








Vite
In tutti i comprensori vitivinicoli sono proseguite le operazioni di vendemmia. Univoco il parere di un'annata di elevata qualità, in quanto generalmente il ciclo colturale è stato completato in condizioni ottimali nei diversi comprensori viticoli. Le previsioni di raccolta complessive per la Sardegna si assestano attorno ai 950.000 ettolitri con livelli qualitativi pari a quelli dello scorso anno.

Si segnalano alcune conseguenze negative causate dalle precipitazioni di fine estate, in particolare nei territori di Barumini, dove le intense precipitazioni del mese di settembre hanno creato danno ai vigneti e impedito il transito delle macchine operatrici, ed a Guasila, dove sono state registrate anche intense grandinate. Infine, le preoccupazioni relative agli effetti delle precipitazioni di fine settembre sulla qualità dell'uva alla raccolta, manifestate dai viticoltori dell'Oristanese, si sono sensibilmente ridimensionate ed i danni riscontrati sono trascurabili.

Olivo
Nel corso del mese le drupe hanno proseguito l'accrescimento. Per le varietà precoci da olio e da mensa si è raggiunta la fase di invaiatura, conseguentemente si è avviata la raccolta anticipata delle varietà da olio, allo scopo di limitare i danni causati dalla nuova generazione di Mosca delle Olive, e si è avuta l'apertura dei primi frantoi. L'intensa attività agricola che ha contraddistinto il mese, allo scopo di consentire la stesura delle reti e il transito dei mezzi durante la raccolta, è stata favorita dalle miti condizioni meteorologiche.

Tuttavia i primi risultati dei conferimenti confermano le previsioni non soddisfacenti in termini quantitativi in tutta la Sardegna.

In alcuni areali si sono verificati danni da colatura del fiore, inoltre, in particolare nell'area di Oliena, si sono registrati intensi focolai di Bactrocera che hanno causato danni alle nuove drupe. L'elevata presenza della mosca è risultata conseguenza della presenza diretta in alcune aree di olive non raccolte dall'anno precedente, a seguito dell'alluvione del 2004 che aveva isolato molti oliveti, determinando l'impossibilità di transito dei mezzi per la raccolta e la raccolta stessa. In pratica nel 2005-2006 la mosca come focolaio di sviluppo invernale non ha avuto, come solito, unicamente gli olivastri, ma anche migliaia di olive a terra, pertanto nel 2006 il numero di mosche presenti è risultato superiore alla normalità.

Agrumi
Nell'areale di coltivazione del Medio Campidano durante il mese in esame si è completata la fase di invaiatura del frutto per clementine e Naveline. Le varietà di arance a media e medio-tardiva maturazione (Washington navel, Tarocco, ecc.) hanno presentato ancora i frutti verdi in fase di ingrossamento frutto. Tra i mandarini, i frutti delle principali varietà coltivate, l'Avana e il Tardivo di Ciaculli, risultavano ancora verdi. I trattamenti con gibberelline su clementine eseguiti in questo periodo, consentono di determinare un ritardo nella maturazione dei frutti fino a febbraio.

Drupacee
Il pesco e il susino hanno mostrato la fase di caduta delle foglie. In alcune aree di coltivazione sono iniziate le operazioni di potatura verde piuttosto leggere. Inoltre, in questo periodo si effettuano trattamenti antiparassitari sia di tipo chimico sia di tipo meccanico.

Note fitopatologiche
Così come descritto nel commento meteorologico, ottobre ha mostrato temperature superiori alla media, con massimi spesso vicini ai 30 °C e minime superiori anche ai 20 °C alla fine del mese.
Queste condizioni risultano ottimali in particolare per lo sviluppo delle popolazioni di insetti che attaccano le colture agrarie in produzione in questo periodo, come gli agrumi e l'olivo. Su queste due colture si sono osservate infatti notevoli abbondanze di ditteri quali Ceratitis capitata Wied. e Bactrocera oleae Gmel., rispettivamente. In particolare per quest'ultima le condizioni meteorologiche hanno portato al verificarsi di eccezionali attacchi, con un accavallamento delle generazioni autunnali più marcato, che ha portato infestazioni larvali sulle drupe in fine accrescimento e inizio invaiatura a seconda delle varietà, spesso vicine al 100%. La piovosità del mese ha ugualmente influito sull'abbondanza di popolazione dei due ditteri, ma in misura diversa secondo il territorio. Infatti le precipitazioni hanno mostrato il gradiente est-ovest tipico del periodo autunnale, con valori superiori ai 100 mm nella zona orientale fino ai 40 mm e anche meno nel Sassarese. Questo fatto ha avuto effetti diversi sulle aree olivicole, in quanto, laddove si sono verificate precipitazioni gli attacchi sono stati decisamente più intensi, ma con una produzione meno compromessa dalle avversità meteoriche, mentre dove le piogge sono state scarse le condizioni di campo sono risultate tali da influenzare meno gli attacchi della mosca ma al contempo di incidere negativamente sia sulla quantità che sulla qualità della produzione.



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