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Riepilogo mensile agrometeorologico di dicembre 2006

INTRODUZIONE
Dal punto di vista agrometeorologico il mese di dicembre è stato caratterizzato dal perdurare di anomale condizioni termiche, con valori superiorialle medie del periodo, e dalle frequenti e abbondanti precipitazioni che hanno determinato un'inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti.

Evapotraspirazione potenziale
Nella generalità delle aree monitorate, i valori mensili dell'evapotraspirazione sono variati da un minimo di 20 mm/mese per le aree più fredde, poste alle quote più elevate,fino a quasi 40 mm/mese per le aree più fredde (figura 1). Le temperature superiori alla norma hanno determinato un incremento rispetto all'anno precedente e rispetto alle medie climatiche, sebbene in maniera meno marcata.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di dicembre 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di dicembre 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Considerando le abbondanti piogge, ben superiori alle perdite per evapotraspirazione, il bilancio idro-meteorologico (figura 2) mostra una generale condizione di surplus idrico che riflette sostanzialmente la distribuzione spaziale delle piogge esposta nella sezione meteorologica. Analogamente al precedente mese di ottobre le condizioni di surplus idrico, stavolta ben più marcate, hanno interessato le località delle Baronie, della Barbagia, e soprattutto dell'Ogliastra e del Sarrabus, con i valori più elevati nelle aree prossime alla costa, dove maggiori sono stati gli apporti pluviometrici. In particolare, nella regione montuosa dell'Ogliastra si sono avuti quasi 400 mm di surplus. Rispetto alle condizioni medie climatiche i valori del bilancio calcolati per il mese appaiono sensibilmente superiori nelle aree orientali, mentre sono sostanzialmente in linea o di poco inferiori nel settore centro-occidentale; come si evidenzia dalla figura 2 le differenze rispetto allo scorso anno sono sostanzialmente simili alle anomalie climatiche.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di dicembre 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di dicembre 2006 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Temperature minime e massime per decade
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di dicembre 2006.
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di dicembre 2006.

Minime assolute e permanenza dei valori estremi
Tabella 2 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - dicembre 2006.
Tabella 2 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - dicembre 2006.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Le sommatorie termiche in base 0 °C hanno mostrato un sensibile anticipo termico rispetto a quanto osservato lo scorso anno. Rispetto al clima le differenze sono risultate meno marcate, mostrando valori negativi in alcune aree del settore Nord-orientale (figura 3). Anche gli accumuli termici in base 10 °C, come mostra la figura 4, sono risultati generalmente superiori allo scorso anno e alla media del trentennio, ad eccezione delle aree montuose del Goceano e della Barbagia in cui i valori sono state leggermente inferiori.
In generale, gli accumuli più elevati sono stati registrati lungo le aree costiere, con valori superiori a 350 GDD in base 0 °C e 50 GDD in base 10 °C, mentre nelle zone di montagna si è andati oltre i 200 GDD in base 0 °C e i 10 GDD in base 10 °C.

Figura 3 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di dicembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 3 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di dicembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 4 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di dicembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali
Figura 4 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di dicembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali

Nelle tabelle 3 e 4 sono, invece, riportate le sommatorie termiche relative ai periodi gennaio-dicembre 2006 e ottobre-dicembre 2006, rapportate rispettivamente con i valori dello scorso anno e della climatologia.

In generale, l'accumulo termico complessivo di quest'anno è risultato decisamente elevato, con valori superiori soprattutto rispetto allo stesso periodo del 2005 (tabella 3). Rispetto alla climatologia si è verificato un generale anticipo termico sia per le sommatorie in base 0 °C che per quelle in base 10, ad eccezione di alcune stazioni come Valledoria, Giave, Gonnosfanadiga, Decimonnu e soprattutto Villanova Strisaili che hanno mostrato decine di GDD in meno rispetto al 2006. In generale, i maggiori cumulati registrati sono derivati dalle elevate temperature che hanno caratterizzato l'intero periodo primaverile-autunnale. In termini assoluti, i valori maggiori sono stati accumulati lungo la costa orientale (stazioni di Orosei, Siniscola e Dorgali Filitta), nel settore meridionale (Decimomannu, Gonnosfanadiga e Dolianova) e in alcune aree circoscritte come Milis e Ottana con più di 6000 GDD in base 0 °C e 2500 GDD in base 10 °C. Le stazioni più fredde sono risultate, invece, Bitti, Illorai e Villanova Strisaili con meno di 4700 GDD in base 0 °C e di 1700 GDD in base 10 °C.

Tabella 3 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo gennaio-dicembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 3 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo gennaio-dicembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Anche il trimestre ottobre-dicembre 2006 ha mostrato valori particolarmente elevati se confrontati soprattutto con lo stesso periodo dell'anno precedente (tabella 4). I maggiori accumuli si sono avuti principalmente nelle stazioni costiere, che hanno mostrato valori superiori a 1300 GDD in base 0 °C e oltre 400 GDD in base 10 °C. Nelle stazioni a maggior quota, come Villanova Strisaili, Sadali, Orgosolo Montes e Illorai, non sono stati raggiunti i 1000 GDD sopra 0 °C e i 200 GDD in base 10 °C.

Tabella 4 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo ottobre-dicembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 4 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo ottobre-dicembre 2006 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Wind Chill Index
L'analisi dei dati medi di Wind Chill Index calcolati per il mese di dicembre mostra una situazione potenzialmente meno pericolosa per il bestiame, rispetto alla media decennale 1995-2004 (Figura 5). Le maggiori differenze hanno riguardato, in particolare, i territori localizzati nel versante occidentale dell'Isola, alcune aree della Gallura, della Barbagia e del Sarrabus-Gerrei. In generale, nella maggior parte delle aree pianeggianti non sono state riscontrate condizioni di disagio (WCI>10), mentre nella restante parte dell'Isola i valori medi di WCI sono risultati all'interno della soglia di lieve disagio (10WCI>-1). Solo in alcune aree circoscritte di alta montagna sono state riscontrate condizioni più critiche (-1WCI>-10).

Figura 5 - Mappe di Wind Chill Index per il mese di dicembre 2006 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.
Figura 5 - Mappe di Wind Chill Index per il mese di dicembre 2006 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.

Relativamente al numero di ore mensili all'interno delle diversi intervalli di stress, nella tabella 5 è possibile osservare come le stazioni di montagna situate nell'area Meilogu-Planargia e nella Barbagia abbiano fatto registrare la situazione potenzialmente più critica, con circa 500 ore di lieve disagio e oltre 50 di disagio. Nella stazione di Orgosolo Montes si sono verificate anche 5 ore mensili di elevato disagio. In generale, le aree a minor rischio sono state quelle più meridionali (Villacidro, Decimomannu e Villa San Pietro) e alcuni territori localizzati nell'oristanese (Palmas Arborea) e in provincia di Nuoro (Oliena) che hanno totalizzato esclusivamente alcune ore nell'intervallo di lieve disagio.
Il periodo più critico è risultato dal 20 al 24 di dicembre, quando in diverse stazioni sono state accumulate oltre 20 ore giornaliere nell'intervallo di disagio.

Tabella 5 - Persistenza dei valori di Wind Chill Index all'interno delle diverse soglie di disagio per il mese di dicembre 2006.
Tabella 5 - Persistenza dei valori di Wind Chill Index all'interno delle diverse soglie di disagio per il mese di dicembre 2006.

Indice di vegetazione NDVI
Le condizioni termico-pluviometriche di dicembre hanno fatto sì che la vegetazione risulti particolarmente vigorosa. Ciò si riflette anche sui valori NDVI, che risultano superiori alla media. L'NDVI medio del mese è 0.434, valore molto simile a quello calcolato per novembre (0.436). Ciò è evidente anche dal confronto delle mappe in figura 6, che mostra come a dicembre vi sia stata una sensibile riduzione dell'Indice nella Planargia ma allo stesso tempo, un incremento dello stesso nel medio Campidano.
I valori NDVI nel dicembre 2005 risultano nettamente inferiori e più tipicamente riferibili al periodo autunno - invernale, come è evidente dal confronto delle mappe riportate nella figura 6.

Figura 6 - Mappe di NDVI elaborate per il mese di dicembre 2006 e raffronto rispetto ai valori del mese precedente e del mese di dicembre 2005.
Figura 6 - Mappe di NDVI elaborate per il mese di dicembre 2006 e raffronto rispetto ai valori del mese precedente e del mese di dicembre 2005.

Il grafico successivo (figura 7) è complementare alle mappe e mostra la distribuzione dei valori NDVI in Sardegna (che è rappresentata nelle immagini da oltre 19.000 pixel di 1.21 Km2, a cui corrispondono altrettanti valori NDVI calcolati punto per punto) suddivisi per classi di valori. Il periodo di riferimento è ottobre - dicembre 2005 e 2006.

Figura 7 - Confronto tra classi NDVI dei mesi ottobre - dicembre 2005-2006.
Figura 7 - Confronto tra classi NDVI dei mesi ottobre - dicembre 2005-2006.

Nel 2006 si evidenzia come, da ottobre a dicembre, la classe di valori NDVI preponderante è quella denominata "vigorosa". Nel 2005 tale classe era percentualmente più contenuta, a favore di valori NDVI definiti come "scarsi". Nel novembre 2006, la classe "molto vigorosa", ovvero valori NDVI maggiori di 0.6, raggiunge una diffusione sul territorio paragonabile a quella tipica del periodo primaverile.


CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Figura 8 - Erbaio di loglio e trifoglio.
Figura 8 - Erbaio di loglio e trifoglio.
Le abbondanti precipitazioni che hanno contraddistinto il mese di dicembre hanno consentito la ripresa delle specie foraggere, che nel corso dei mesi precedenti avevano sofferto per la limitata disponibilità idrica dei terreni. L'attività vegetativa è stata favorita, inoltre, dalla presenza di temperature non particolarmente basse. In molte aree di interesse, infatti, si sono verificate diverse giornate, soprattutto nel corso nella prime due decadi del mese, in cui le minime sono risultate al di sopra di 5 °C e 8 °C, considerate come temperature in cui si ha l'arresto di sviluppo rispettivamente delle graminacee e delle leguminose.
Nel corso del mese dicembre sono anche proseguite le semine dei cereali autunno-vernini, che nelle prime fasi di sviluppo hanno potuto usufruire delle ottimali condizioni meteorologiche.



Ortive
Le temperature decisamente elevate del periodo hanno determinato ripercussioni anche nel comparto orticolo. Per quanto riguarda il carciofo, infatti, si è verificata una forte accelerazione dell'accrescimento del complesso infiorescenziale, con un notevole anticipo delle produzioni. Tale situazione ha determinato, pertanto, una elevata concentrazione di capolini e una conseguente saturazione dei mercati. Le alte temperature hanno comportato, inoltre, un rapido decadimento della qualità delle produzioni e aumentato l'incidenza della malformazione o atrofia dei capolini. Si è inoltre verificata una recrudescenza degli attacchi di alcuni patogeni, particolarmente botrite, peronospora e oidio, e di alcuni insetti come i lepidotteri. Problematiche molto simili legate all'anticipo colturale e all'incidenza dei parassiti hanno riguardato anche altre colture del periodo.
Fortunatamente le precipitazioni che hanno caratterizzato dicembre hanno permesso di soddisfare le esigenze idriche delle colture evitando conseguenze legate allo stress idrico, ed i maggiori costi per interventi irrigui di soccorso.

Vite
La vite si trova in fase di riposo vegetativo, tuttavia il regime termico registrato nel corso dell'autunno ha fatto si che già alla fine del mese di dicembre soprattutto nei vigneti delle aree costiere le gemme risultino ingrossate.

Olivo
Sono perdurate per tutto il mese le operazioni di raccolta delle olive giunte a completa maturazione.

Agrumi
Il mese di dicembre non ha presentato un andamento meteorologico tale da provocare danni alle piante in piena fruttificazione. La produzione di Naveline nell'areale agrumicolo del Medio Campidano ha fatto registrare valori quantitativi e qualitativi piuttosto buoni. Per le arance Washington Navel si è verificata la piena maturazione e la raccolta è iniziata intorno alla prima decade del mese. Buona anche la produzione di mandarini, soprattutto della cultivar Avana.

Drupacee
Le specie considerate si trovano nella fase di riposo vegetativo.



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