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Riepilogo mensile agrometeorologico di gennaio 2007

INTRODUZIONE
Dal punto di vista agrometeorologico il mese di gennaio è stato caratterizzato principalmente da valori termici elevati per le prime due decadi e dal marcato calo dall'inizio dell'ultima decade, mentre riguardo all'aspetto pluviometrico si è registrata una generale carenza, in particolare nel settore meridionale (es. Campidano) e lungo la fascia orientale.

Evapotraspirazione potenziale
Nella generalità delle aree monitorate, i valori mensili dell'evapotraspirazione sono variati da un minimo di circa 27 mm/mese per le località più fredde, fino ad oltre 43 mm/mese (tabella 1). Come si evidenzia dalla tabella 1 le temperature superiori alla norma hanno determinato un sensibile incremento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Tabella 1 - Bilancio idro-meteorologico del mese di gennaio 2007 e confronto tra i due anni 2007 - 2006.
Tabella 1 - Bilancio idro-meteorologico del mese di gennaio 2007 e confronto tra i due anni 2007 - 2006.

Bilancio idro-meteorologico
Come detto, nonostante siano stati registrati nella maggior parte delle stazioni un numero di giorni piovosi compreso tra 6 e 10, la frequenza di eventi di scarsa entità (il 58% dei valori giornalieri si colloca al di sotto di 5 mm/giorno, percentuale che sale all'85% se si considera la classe 0-10 mm/giorno) ha dato luogo a cumulati mensili generalmente contenuti, fatta eccezione per le località del centro e del settore Nord-occidentale, in cui si sono raggiunti valori superiori a 60 mm. In questi casi tuttavia una quota importante del totale è dovuta alle piogge del 23-24. Buona parte del meridione, in particolare il Campidano e tutta la fascia orientale ha totalizzato valori mensili compresi tra 10 e 25 mm/mese.

Va evidenziata inoltre la distribuzione temporale delle piogge nell'arco del mese: infatti dal 24 dicembre fino al 23 gennaio in molte località, soprattutto nel settore orientale e nel Nord-Ovest (Nurra in particolare) i pochissimi eventi piovosi hanno avuto una limitata consistenza e complessivamente non si sono superati i 6-7 mm.

Combinando i dati pluviometrici con le perdite evapotraspirative si ottengono valori mensili di bilancio idrometeorologico piuttosto eterogenei nei diversi settori dell'Isola (tabella 1). Nelle aree a maggior pluviometria, infatti si è avuta una compensazione delle perdite ed i valori risultano positivi, mentre dove è piovuto di meno il bilancio evidenzia condizioni di deficit relativamente ampio, come ad esempio nelle Baronie, e si può pertanto ipotizzare una riduzione delle disponibilità idriche.

Temperature minime e massime per decade
Tabella 2 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di gennaio 2007.
Tabella 2 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di gennaio 2007.

Minime assolute e permanenza dei valori estremi
Tabella 3 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - gennaio 2007.
Tabella 3 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - gennaio 2007.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Gli accumuli termici del mese di gennaio sono stati decisamente superiori rispetto ai corrispondenti valori dello scorso anno e anche rispetto alla climatologia (tabella 4). Le uniche stazioni che hanno mostrato valori leggermente inferiori al dato medio climatico, per le somme su base 0 °C, sono state Dorgali Filitta, Dorgali Lanaitto, Giave e Ozieri.
In generale, gli accumuli più elevati sono stati registrati nelle stazioni di Sorso, Orosei, Domus de Maria e Muravera che hanno totalizzato oltre 350 GDD in base 0 e 60 GDD in base 10 °C, mentre quelle più fredde sono risultate Sadali, Orgosolo Olai e Orgosolo Montes.

Tabella 4 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il mese di gennaio 2007 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 4 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il mese di gennaio 2007
e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Anche gli accumuli registrati durante il periodo ottobre 2006-gennaio 2007 sono stati superiori rispetto a quelli dell'anno precedente e ai valori medi climatici (tabella 5). Rispetto ai dati medi solo alcune stazioni come Giave, Decimomannu e Ozieri hanno presentato valori in contro tendenza e quindi minori per entrambe le soglie. I valori più elevati del periodo sono stati registrati prevalentemente nelle stazioni costiere del Nord Sardegna (Sorso, Aglientu e Siniscola), del centro (Modolo e Milis) e del Sud (Muravera, Villa San Pietro e Domus de Maria) con oltre 1700 GDD in base 0 °C e 500 GDD in base 10 °C. Gli accumuli termici più bassi, inferiori a 1400 GDD in base 0 °C e 300 GDD in base 10 °C, hanno riguardato le stazioni di montagna, in particolare quelle localizzate nel settore centrale.

Tabella 5 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo ottobre 2006 - gennaio 2007 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 5 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo ottobre 2006 - gennaio 2007
e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Wind Chill Index
I dati medi di WCI calcolati per il mese di gennaio hanno evidenziato una minore situazione di disagio per il bestiame al pascolo rispetto alla media degli anni 1995-2004 (tabella 6). Circa il 40% delle stazioni monitorate non ha presentato valori nell'intervallo di disagio (WCI>10), mentre le altre hanno fatto registrare condizioni potenzialmente più critiche, corrispondenti all'intervallo di lieve disagio (10WCI>-1). L'unico caso in cui si è verificata una situazione media di disagio (-1WCI>-10) si è avuto nella stazione di Bitti.

Tabella 6 - Valori di Wind Chill Index medi per il mese di gennaio 2007 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.
Tabella 6 - Valori di Wind Chill Index medi per il mese di gennaio 2007 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.

Per quanto riguarda il numero di ore nei diversi intervalli di disagio (tabella 7) è stata osservata una situazione potenzialmente più dannosa per il bestiame nelle aree montuose della Sardegna centro-settentrionale e nelle stazioni di Villasalto e Sadali: in queste località, infatti, sono state totalizzate complessivamente oltre 300 ore di lieve disagio (10WCI>-1), 70 ore di disagio (10WCI>-1) e diverse ore di elevato disagio (10WCI>-1). Inoltre, nelle stazioni di Bitti, Orgosolo Montes ed Orgosolo Olai sono state registrate anche alcune ore di possibile congelamento (-18WCI>-29). La situazione meno critica si è invece verificata nelle stazioni di Villa San Pietro, Villacidro, Decimomannu, Orosei e Palmas Arborea che hanno accumulato solo ore nell'intervallo di lieve disagio.
Le condizioni potenzialmente più disagevoli si sono verificate i giorni 2 e 24 quando in numerose stazioni sono state totalizzate oltre 15 ore di disagio e in alcuni casi anche accumuli negli intervalli più critici.

Tabella 7 - Persistenza dei valori di Wind Chill Index all'interno delle diverse soglie di disagio per il mese di gennaio 2007.
Tabella 7 - Persistenza dei valori di Wind Chill Index all'interno delle diverse soglie di disagio per il mese di gennaio 2007.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Figura 1 - Pecore al pascolo su erbaio.
Figura 1 - Pecore al pascolo su erbaio.
Le condizioni termiche del mese di gennaio hanno consentito una discreta attività vegetativa delle specie foraggere e garantito una copertura vegetale idonea per l'alimentazione del bestiame al pascolo.
In molte aree di interesse, infatti, le temperature si sono mantenute per diversi giorni al di sopra dello zero di vegetazione caratteristico di diverse specie che hanno potuto beneficiare anche della buona disponibilità idrica dei terreni dovuta alle precipitazioni di dicembre. Valori termici negativi si sono verificati esclusivamente nelle stazioni poste alle quote più elevate, in particolare nei primi e negli ultimi giorni del mese. Tali valori tuttavia non sono stati così critici da determinare danni di particolare rilevanza alla vegetazione.
Le condizioni meteorologiche del mese hanno favorito, inoltre, l'accrescimento e lo sviluppo dei cereali autunno-vernini che si trovavano in piena fase di accestimento.


Ortive
Le temperature al di sopra della media durante la prima e la seconda decade di gennaio hanno comportato un'accelerazione dello sviluppo delle colture orticole ed aggravato alcuni problemi già presenti nei mesi precedenti. Nelle carciofaie, ad esempio, è stato osservato un forte anticipo fenologico delle colture più tardive, con piante che manifestavano inoltre uno sfilamento eccessivo ed un'elevata incidenza di capolini atrofici non commerciabili. Il calo termico degli ultimi giorni del mese non dovrebbe avere determinato danni alle colture. Nelle principali aree di coltivazione, infatti, le minime si sono sempre mantenute al di sopra della temperatura critica per la coltura.
In generale, comunque, possono essersi verificati problemi per le ortive legati alle forti grandinate e al vento intenso che hanno caratterizzato alcune località verso la fine del mese.

Vite
Figura 2 - Vigneto in riposo vegetativo.
Figura 2 - Vigneto in riposo vegetativo.
La coltura si trova in fase di riposo vegetativo. Nel corso del mese si è proceduto alle operazioni di potatura e sistemazioni dei terreni.
Nella figura 2 è riportata la foto di un vigneto appena potato a guyot (Località S. Maria La Palma - Alghero).



















Olivo
E' proseguita per tutto il mese la raccolta delle olive per le cultivar più tardive e i conferimenti ai frantoi per la molitura.

Agrumi
Nell'areale agrumicolo del Medio Campidano, si è registrata una abbondante cascola di frutti nel clementine. Terminata la raccolta dei Naveline, si è proceduto alla raccolta del Washington Navel di alcune varietà nostrane (ad esempio, Belladonna) di arancio. Le varietà più tardive (Tarocco) si trovavano ancora in fase di piena maturazione.

Drupacee
Durante il mese di gennaio si è intervenuti con interventi di potatura associati a trattamenti fungicidi con prodotti a base di rame. In presenza di infestazioni di cocciniglia si interviene con spazzolature sui tronchi e sulle branche principali. Nell'area considerata, non si sono registrati fenomeni di ristagno idrico particolarmente nocivi per il pesco.



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