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Riepilogo mensile agrometeorologico di marzo 2007

INTRODUZIONE
Il mese in esame, analogamente al precedente, è stato interessato da frequenti precipitazioni che hanno garantito una soddisfacente disponibilità idrica per le colture e la vegetazione naturale; le temperature sono risultate mediamente nella norma, con valori minimi che nella seconda metà del mese, in concomitanza col periodo perturbato, sono scesi al di sotto dello zero nelle località a maggior quota.

Evapotraspirazione potenziale
Nel mese di marzo i valori totali mensili di evapotraspirazione sono variati da minimi di poco oltre 50 mm/mese per le località del Centro poste a quote elevate (es. stazioni di Bitti, Illorai e Aritzo), fino a raggiungere circa 80 mm/mese nelle stazioni del Cagliaritano (Uta, Decimomannu) (tabella 1). Come mostra la tabella 1, i dati risultano sostanzialmente in linea con quelli dello stesso periodo dell'anno precedente, con modesti incrementi al nord e limitate riduzioni al sud.

Tabella 1 - Bilancio idro-meteorologico del mese di marzo 2007 e confronto tra i due anni 2007 - 2006.
Tabella 1 - Bilancio idro-meteorologico del mese di marzo 2007 e confronto tra i due anni 2007 - 2006.

Bilancio idro-meteorologico
Analogamente al mese precedente, nel mese di marzo si sono avuti frequenti eventi piovosi che nelle località del Campidano hanno interessato oltre 10 giorni piovosi, fino a raggiungere un massimo di 14 (stazione di Decimomannu). L'analisi di dettaglio dei singoli dati giornalieri mostra una situazione molto simile al precedente mese di febbraio, con un'elevata frequenza di eventi di modesta entità: poco meno del 50% dei valori sono inferiori a 5 mm/giorno, percentuale che sfiora l'80% per la classe 0-10 mm/giorno.
Per quanto riguarda i cumulati mensili, come espresso nella sezione meteorologica, nel periodo in esame si sono totalizzati valori piuttosto elevati, superiori o prossimi a 100 mm/mese sia nel centro-Sud, che in Gallura; in altre aree, invece, ad esempio il Nuorese ed il settore nord-occidentale, gli apporti piovosi sono stati più contenuti con valori complessivi generalmente compresi tra 30 e 60 mm/mese.
Per effetto dei frequenti apporti piovosi, il bilancio idro-meteorologico al termine del periodo in esame assume valori positivi nella maggior parte delle aree monitorate, ed in alcuni casi piuttosto elevati, come evidenzia la tabella 1, che si traducono in un incremento della disponibilità idrica; solo nelle località interessate dagli apporti piovosi più contenuti il bilancio tra apporti e perdite totali mostra valori negativi, che si riflettono in una riduzione delle riserve. In queste località, tuttavia, il contenuto idrico dei suoli nel corso del mese dovrebbe essersi mantenuto su livelli soddisfacenti rispetto alle esigenze della vegetazione, per effetto della buona disponibilità idrica immagazzinata nel periodo precedente (es. stazione di Oliena); solo nelle aree a minore piovosità, caratterizzate da suoli con tessitura sciolta o di limitato spessore, possono essersi verificate moderate condizioni di stress idrico.

Temperature minime e massime per decade
I valori riportati nella tabella 2 riferiti alle medie decadali delle temperature minime e massime rivelano come gli ultimi giorni del mese siano stati relativamente più freddi rispetto alle prime due decadi.

Tabella 2 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di marzo 2007.
Tabella 2 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di marzo 2007.

Minime assolute e permanenza dei valori estremi
Nella terza decade del mese sono state registrate le minime più basse, con valori che in alcuni siti di monitoraggio sono risultati inferiori a -2 °C (tabella 3). Nella stessa tabella 3 si evidenzia come anche in questo mese le temperature siano state relativamente miti: la maggior parte delle stazioni, infatti, ha mostrato una totale assenza di valori negativi durante tutto il mese.

Tabella 3 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - marzo 2007.
Tabella 3 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - marzo 2007.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Gli accumuli termici calcolati per il mese di marzo hanno mostrato un leggero ritardo termico rispetto al marzo 2006, mentre sono stati leggermente superiori ai corrispondenti dati climatici, soprattutto se riferiti alla soglia di 10 °C (tabella 4). Gli accumuli più elevati hanno riguardato le aree costiere dove si sono totalizzati oltre 350 GDD in base 0 °C e oltre 50 GDD in base 10 °C. Nelle aree di montagna, invece, in particolare localizzate nella Barbagia, nel Margine e nel Goceano, non sono stati superati i 200 GDD in base 0 °C e i 10 GDD in base 10 °C.

Tabella 4 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il mese di marzo 2007 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 4 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il mese di marzo 2007 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Il trimestre gennaio-marzo 2007 ha fatto registrare sommatorie termiche decisamente superiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e alla climatologia di riferimento come evidenziano i valori riportati nella tabella 5. In particolare, gli scostamenti maggiori si sono avuti rispetto ai dati climatici, con incrementi a volte superiori anche al 50%, come si è riscontrato in diverse stazioni di monitoraggio. In generale, le sommatorie termiche più elevate del periodo sono state registrate lungo la costa orientale e meridionale dell'Isola con oltre 1000 GDD in base 0 °C e 150 GDD in base 10 °C.

Tabella 5 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2007 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 5 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2007 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Elevati accumuli termici hanno riguardato anche il semestre ottobre 2006-marzo 2007 (tabella 6). Sommatorie superiori a 2500 GDD in base 0 °C e 500 GDD in base 10 °C sono state registrate lungo la costa, mentre nelle stazioni di Illorai, Orgosolo Montes e Villanova Strisaili sono stati riscontrati i valori più bassi.

Tabella 6 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo ottobre 2006 - marzo 2007 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Tabella 6 - Sommatorie termiche in base 0 e 10 °C calcolate per il periodo ottobre 2006 - marzo 2007 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Wind Chill Index
I valori medi di WCI calcolati per il mese di marzo hanno mostrato una situazione lievemente più disagevole per il bestiame rispetto alla media del periodo 1995-2004 (tabella 7). Circa il 70 % delle stazioni monitorate ha presentato una situazione di lieve disagio (10WCI>-1), mentre le rimanenti hanno mostrato valori dell'indice al di fuori degli intervalli di rischio (WCI>10). Le stazioni di Bitti e Orgosolo Montes hanno fatto registrare la condizione relativamente meno ideale per il pascolamento tra quelle analizzate.

Tabella 7 - Valori di Wind Chill Index medi per il mese di marzo 2007 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.
Tabella 7 - Valori di Wind Chill Index medi per il mese di marzo 2007 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.

Per quanto riguarda il numero totale di ore mensili nei diversi intervalli di disagio, è stata riscontrata una situazione potenzialmente più disagevole nelle aree montuose del centro Sardegna in cui sono state accumulate oltre 300 ore di lieve disagio (10WCI>-1), oltre 100 ore di disagio (-1WCI>-10) e diverse ore nell'intervallo di elevato disagio (-10WCI>-18). Nella stazione di Bitti sono state registrate anche 5 ore nell'intervallo di possibile congelamento (-18WCI>-29).
Il giorno potenzialmente più critico è stato il 20 quando numerose stazioni hanno presentato sostanzialmente per l'intera giornata valori di WCI all'interno degli intervalli di disagio o elevato disagio.

Tabella 8 - Persistenza dei valori di Wind Chill Index all'interno delle diverse soglie di disagio per il mese di marzo 2007.
Tabella 8 - Persistenza dei valori di Wind Chill Index all'interno delle diverse soglie di disagio per il mese di marzo 2007.

INDICE DI VEGETAZIONE NDVI
Nel mese di marzo l'indice di vegetazione NDVI si è attestato su valori medi pari a 0,55, di poco superiori rispetto al mese precedente. Per le mappe del periodo in esame e per la metodologia di calcolo dell'indice NDVI si rimanda alla pagina web dedicata.
Analizzando le variazioni registrate negli ultimi mesi (figura 1) si può apprezzare dapprima una ridotta diminuzione dei valori medi mensili da novembre a dicembre, seguita da un sensibile incremento nei mesi di gennaio, febbraio, marzo.
Nel 2005-2006 invece, si era verificata la tipica riduzione dei valori NDVI del periodo invernale, con la ripresa vegetativa a partire dal mese di febbraio. Nelle precedenti due annate 2003-04 e 2004-05 si è avuto un andamento analogo al 2006-07 fino a gennaio, per poi subire un sensibile abbassamento nel successivo mese di febbraio. In tutti e quattro i periodi esaminati i valori del mese di marzo appaiono sostanzialmente analoghi.

Figura 1 - Andamento dei valori medi di NDVI per il quadrimestre novembre 2006-marzo2007 e raffronto con le tre annate precedenti.
Figura 1 - Andamento dei valori medi di NDVI per il quadrimestre novembre 2006-marzo2007 e raffronto con le tre annate precedenti.
Figura 2 - Distribuzione delle classi NDVI per il primo trimestre 2007.
Figura 2 - Distribuzione delle classi NDVI per il primo trimestre 2007.

Il grafico della figura 2 mostra come da gennaio a marzo ci sia avuto in incremento del vigore della vegetazione, evidente dalla crescita della classe di valori definibili come NDVI "molto vigoroso", corrispondenti a valori > 0,6.


CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Figura 3 - Ovini al pascolo.
Figura 3 - Ovini al pascolo.
Durante il mese le colture cerealicole si trovavano in piena fase di levata. Tali coltivazioni hanno continuato ad accrescersi regolarmente per le prime due decadi di marzo grazie alle temperature miti e alla disponibilità idrica dei suoli. In concomitanza del brusco ritorno di freddo che ha caratterizzato gli ultimi giorni del mese può essersi verificato, invece, un rallentamento anche rilevante dell'attività vegetativa. Le condizioni termiche, tuttavia, non sono state così rigide da determinare particolari danni alle colture. Infatti, nei principali areali di interesse i valori termici si sono sempre mantenuti al di sopra della soglia critica tipica di questa fase, intorno a -4/-5 °C. Nelle aree in cui si sono avuti problemi di eccessiva saturazione dei terreni possono essersi verificati alcuni fenomeni di stress.

Anche le foraggere hanno subito gli effetti dell'abbassamento termico di fine marzo. In generale, si è verificato un rallentamento dell'attività vegetativa o un arresto in relazione alle condizioni termiche. In alcuni casi, particolarmente nelle aree ad alta quota in cui le temperature sono rimaste per diversi giorni sotto 0 °C, possono essersi verificati ingiallimenti e necrosi nelle parti aeree. Tali sintomi possono essere anche relazionati alla condizione di stress che ha caratterizzato i foraggi nelle aree in cui si sono avute precipitazioni più abbondanti e fenomeni di ristagno idrico. Rispetto alla media del periodo si è osservata, tuttavia, un'elevata disponibilità di foraggio per il bestiame al pascolo.

Ortive
Nel corso del mese le carciofaie hanno realizzato produzioni decisamente basse e di qualità inferiore alla norma. Come per il periodo precedente, le cause sono sempre imputabili alle anomale condizioni meteorologiche autunno-invernali che hanno determinato una concentrazione delle produzioni nell'arco di due mesi e un conseguente ridotto periodo di raccolta dei capolini.

Vite
Figura 4 - Germoglio di vite danneggiato
Figura 4 - Germoglio di vite danneggiato
Le intense precipitazioni della seconda metà del mese sui vigneti monitorati dal SAR a S. Maria la Palma hanno determinato evidenti abrasioni superficiali al germoglio di una cultivar precoce, che nel caso evidenziato però non hanno provocato la rottura del germoglio. Non si segnalano danni particolari a causa delle precipitazioni.
Nella figura 5 è raffigurata la fenologia per il vitigno Chardonnay stimata al 20 marzo 2007. La mappa permette di apprezzare le variazioni fenologiche che si hanno a livello territoriale andando a considerare, oltre alle caratteristiche intrinseche del modello fenologico riguardanti la vite, le componenti orografiche, climatiche e ambientali.

Figura 5 - Mappa della fenologia stimata per il vitigno precoce Chardonnay.
Figura 5 - Mappa della fenologia stimata per il vitigno precoce Chardonnay.

Olivo
Per le varietà di olivo sottoposte a monitoraggio fenologico, nel corso del mese si è rilevata la formazione e la crescita dei germogli.

Agrumi
Per l'agrumicoltura del Medio Campidano è terminata la fase di raccolta della varietà Washington Navel e si è nella piena fase di raccolta della varietà di Tarocco. È intanto iniziata la maturazione della varietà Valencia Late che raggiunge la piena maturità a fine aprile. Tra le varietà di mandarini, è iniziata la piena maturazione del Tardivo di Ciaculli, che sebbene poco presente come superficie coltivata, copre una nicchia di mercato piuttosto interessante. La maggior parte delle specie (eccezion fatta per i clementine) nel mese di marzo si trovava in piena fioritura.

Drupacee
Durante il periodo in esame, le drupacee presenti nell'areale di coltivazione del Medio Campidano hanno mostrato la fase di ripresa vegetativa. Alcune verietà di pesco molto precoci (Maycrest, Springcrest, Richmay) alla fine del mese hanno presentato la fase di inizio fioritura. Tra queste varietà, la più interessante per caratteristiche organolettiche del frutto e per periodo di produzione appare la RichMay, che nelle aree peschicole del Campidano sta incontrando sempre maggiori consensi.
Le principali varietà di susino alla fine del mese apparivano ancora nella fase di ripresa vegetativa.

Pomacee
Nonostante le elevate temperature dei mesi autunnali e di parte del periodo invernale, che in alcuni casi hanno determinato un anomalo anticipo della fioritura e allegagione e la conseguente produzione di frutticini destinati a seccare o alla cascola, in generale le cultivar di pero e melo presenti nel Medio Campidano hanno manifestato nel mese di marzo una fioritura abbondante che dovrebbe compensare l'andamento meteorologico anomalo e garantire produzioni sui livelli medi degli altri anni.



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