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Riepilogo mensile agrometeorologico di gennaio 2008

INTRODUZIONE
Dal punto di vista agrometeorologico il mese di gennaio mostra una distribuzione delle piogge differente rispetto ai mesi precedenti, con valori prossimi o superiori alle medie climatiche nel Nord-Ovest e decisamente più bassi nelle aree meridionali ed orientali. La media delle temperature massime giornaliere è stata sensibilmente superiore alla media climatica; le minime hanno raggiunto i valori più bassi nell'ultima decade quando in alcune località sono scese al di sotto di -5 °C.

Evapotraspirazione potenziale
I valori totali mensili dell'evapotraspirazione variano nella maggior parte del territorio regionale tra 25 e 40 mm circa (figura 1), con i valori più elevati concentrati prevalentemente al Sud e nella fascia orientale. Tali valori risultano generalmente in linea con quelli dello scorso anno e di poco superiori rispetto alle corrispondenti medie climatiche.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di gennaio 2008 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di gennaio 2008 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Nel corso delle prime due decadi di gennaio sono stati registrati nella maggior parte delle stazioni un numero di giorni piovosi compreso tra 6 e 10, ad eccezione delle località del meridione e della fascia costiera orientale. I cumulati mensili mostrano una distribuzione decrescente dal settore Nord-occidentale verso quello Sud-orientale, con valori compresi tra massimi superiori a 90 mm\mese (es. stazioni di Luras e Scano di Montiferro) fino a minimi di circa 15 mm\mese (stazione di Muravera).
Combinando i dati pluviometrici mensili con le perdite evapotraspirative si ottengono valori mensili di bilancio idrometeorologico piuttosto differenti nei diversi settori dell'isola (figura 2): nelle aree a maggior pluviometria, infatti, vi è stata una compensazione delle perdite ed i valori risultano positivi, mentre dove le piogge sono state scarse il bilancio mostra condizioni di deficit, come ad esempio nell'Ogliastra e nel Sarrabus. Nella figura 3 si evidenziano le diverse condizioni che hanno contraddistinto le tre decadi.
Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente le condizioni registrate risultano senz'altro più favorevoli soprattutto al Nord, come mostra la relativa mappa di anomalia, mentre rispetto alle condizioni medie climatiche si può evidenziare una minore disponibilità idrica nel centro-Sud.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di gennaio 2008 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di gennaio 2008 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di gennaio 2008.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di gennaio 2008.

Temperature massime e minime per decade
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di gennaio 2008.
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di gennaio 2008.

Minime assolute e permanenza dei valori estremi
Tabella 2 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - gennaio 2008.
Tabella 2 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - gennaio 2008.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Le sommatorie termiche relative al mese di gennaio (figura 4 e 5) hanno presentato valori decisamente inferiori a quelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno, mentre rispetto alla climatologia sono stati osservati minori accumuli esclusivamente lungo il settore orientale per le sommatorie in base 0 °C, e nelle località montuose della Sardegna centrale per quelle in base 10 °C.

In generale, i valori totali calcolati sulla soglia di 0 °C variano da circa 80-100 GDD per le principali aree montuose fino a 350-400 GDD per le aree costiere, mentre per le somme in base 10 °C i valori sono risultati compresi tra 0 e 30-40 GDD, spostandosi progressivamente dalle aree centrali fino a quelle costiere.

Figura 4 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di gennaio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 4 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di gennaio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 5 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di gennaio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 5 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di gennaio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Per quanto riguarda le sommatorie relative al periodo ottobre 2007 - gennaio 2008 gli accumuli sono risultati generalmente inferiori sia rispetto allo scorso anno che alla climatologia (figura 6 e 7), ad eccezione di alcune località che per le somme in base 10 °C hanno presentato un andamento opposto (figura 7). In termini assoluti, le sommatorie più alte, superiori a 1600 GDD in base 0 °C e 400 GDD in base 10 °C, sono state registrate nelle stazioni costiere e in alcune aree con un microclima particolare (es. Stazione di Monastir), mentre gli accumuli più bassi, inferiori a 100 GDD in base 0 °C e 150 GDD in base 10 °C hanno riguardato le aree montuose della Barbagia e del Goceano.

Figura 6 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre-gennaio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 6 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre-gennaio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre-gennaio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre-gennaio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Wind Chill Index
L'elaborazione relativa al WCI medio mensile (figura 8) ha mostrato una situazione diffusa di lieve disagio (10≥WCI>-1) su quasi tutto il territorio regionale ad eccezione di località ad alta quota, come il massiccio del Gennargentu, che hanno presentato situazioni potenzialmente più disagevoli, all'interno dell'intervallo di disagio (-1≥WCI>-10). Il confronto con la media pluriennale di riferimento (1995-2007) ha evidenziato una condizione mediamente meno disagevole, ad esclusione di qualche area localizzata prevalentemente lungo la costa meridionale, centro-occidentale e Nord-orientale dell'isola.

Figura 8 - di Wind Chill per il mese di gennaio 2008 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2007.
Figura 8 - di Wind Chill per il mese di gennaio 2008 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2007.

Per quanto riguarda il totale mensile di ore con WCI nelle diverse soglie di disagio (figura 9), è possibile osservare la situazione più critica nelle aree montuose del Gennargentu, del Marghine-Planargia e della Gallura in cui sono state totalizzate oltre 350 ore di lieve disagio (10≥WCI>-1), oltre 150 ore di disagio e alcune ore di elevato disagio (-10≥WCI>-18). Le condizioni meno critiche hanno invece riguardato alcune stazioni della Nurra e dell'Anglona, della Baronia e Ogliastra e dell'Alto e Basso Campidano in cui si sono verificate numerose ore all'interno della soglia di lieve disagio e solo qualcuna in quella di disagio. Diverse sono le giornate, concentrate generalmente intorno alla metà e alla fine del mese, in cui le condizioni sono state potenzialmente più critiche con numerose stazioni che hanno fatto registrare oltre 15 ore di disagio e alcune ore di elevato disagio.

Figura 9 - Numero di ore mensili con WCI nelle diverse classi di disagio per il mese di gennaio 2008.
Figura 9 - Numero di ore mensili con WCI nelle diverse classi di disagio per il mese di gennaio 2008.

Indice di vegetazione NDVI
La mappa dell'indice di vegetazione, riportata nella sezione indici ambientali del sito del SAR, mostra per il mese di gennaio una sensibile ripresa vegetativa rispetto al precedente mese di dicembre, contraddistinto da valori NDVI notevolmente più bassi rispetto alla media stagionale.
L'NDVI di gennaio, calcolato come valore medio per l'intero territorio regionale, risulta pari a 0.522 ed è in linea con quanto riscontrato negli anni precedenti, come evidenziato nella figura 10. Nella stessa figura è evidente il basso valore di NDVI medio registrato nei precedenti mesi di novembre e dicembre.

Figura 10 - Andamento Indice di Vegetazione medio mensile nel periodo novembre 2007 - gennaio 2008 e raffronto con gli anni precedenti.
Figura 10 - Andamento Indice di Vegetazione medio mensile nel periodo novembre 2007 - gennaio 2008 e raffronto con gli anni precedenti.

L'analisi nel dettaglio della mappa NDVI della Sardegna di dicembre (figura 11) e gennaio (figura 12) mostra come la riduzione del valore dell'indice medio mensile rifletta la situazione relativa ad alcune aree come il Campidano, in cui i valori calcolati risultano sensibilmente inferiori rispetto ad altre aree, come evidente dalle mappe riportate nelle figure 11 e 12.
A dicembre ed in particolare nella prima decade (figura 11) l'area evidenziata mostra un valore medio NDVI piuttosto basso: la media è pari a 0.23, mentre la moda ovvero il valore più frequente, indicato con il color ocra, è pari a 0.185. I bassi valori possono essere determinati sia dalla modesta copertura vegetale causata dagli scarsi apporti pluviometrici registrati in tale area, sia da fattori antropici, come le lavorazioni sui terreni agrari.

Figura 11 - Analisi di dettaglio dell'Indice di Vegetazione NDVI medio della prima decade di dicembre 2007.
Figura 11 - Analisi di dettaglio dell'Indice di Vegetazione NDVI medio della prima decade di dicembre 2007.

Nella figura 12 si può osservare come nella terza decade di gennaio l'area del Campidano registri ancora i valori relativamente più bassi.

Figura 12 - Analisi di dettaglio dell'Indice di Vegetazione NDVI medio della terza decade di gennaio 2008.
Figura 12 - Analisi di dettaglio dell'Indice di Vegetazione NDVI medio della terza decade di gennaio 2008.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Figura 13 - Frumento in fase di accestimento.
Figura 13 - Frumento in fase di accestimento.
Le temperature che hanno caratterizzato il mese hanno comportato un regolare rallentamento e/o arresto dell'attività vegetativa delle specie foraggere coltivate e spontanee. In particolare, nelle aree in cui le condizioni termiche sono risultate più critiche, con valori al di sotto di 0 °C per più giorni consecutivi, possono essersi verificati danni da freddo nelle coperture vegetali, con ingiallimenti e necrotizzazioni più o meno estese a carico dell'apparato fogliare.
Nel mese si sono inoltre concluse le operazioni di semina dei cereali a ciclo autunno-vernino che in base all'epoca di semina hanno presentato fasi variabili dall'emergenza all'accestimento.
Le temperature al di sotto dello zero di vegetazione tipico di queste fasi (0 °C) hanno comportato un generale arresto dell'accrescimento e dello sviluppo delle piantine, mentre non si sono verificate condizioni termiche prossime alla soglia critica in grado di produrre danni di particolare rilevanza nelle colture. Nelle aree in cui le precipitazioni sono risultate inferiori alla media e particolarmente nei terreni meno profondi possono essersi verificati alcune problematiche legate allo stress idrico.

Ortive
Figura 14 - Carciofiaia in ripresa dopo una grandinata.
Figura 14 - Carciofiaia in ripresa dopo una grandinata.
Nel corso del mese sono proseguite le operazioni di raccolta delle colture orticole del periodo. Per quanto riguarda il carciofo, nelle aree colpite dalla grandine di dicembre si è osservata una lenta ripresa delle piante accompagnata dalla produzione di capolini, molti dei quali atrofici. Nella restante parte dell'isola si è invece assistito ad un regolare ciclo delle colture fino agli ultimi giorni del mese quando le gelate notturne possono avere determinato anche danni significativi alle produzioni evidenziabili con ingiallimenti e necrosi nella cuticola delle brattee.







Figura 15 - Pianta di carciofo con capolino atrofico.
Figura 15 - Pianta di carciofo con capolino atrofico.


















Vite
Nel corso del mese sono state effettuate le consuete operazioni di potatura e sistemazioni dei vigneti. Le temperature minime registrate in particolare nel corso dell'ultima decade non hanno determinato problemi alle piante in fase di riposo vegetativo.

Olivo
Sono proseguiti i conferimenti delle cultivar più tardive ai frantoi per la molitura.
In tutta l'isola, salvo alcune eccezioni, si è avuta una riduzione della quantità di olio prodotto di circa il 20-25 %, rispetto alla precedente annata olivicola, con picchi superiori. La qualità di olio, in termini di perossidi, polifenoli e acidità, appare tuttavia elevata.



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