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Riepilogo mensile agrometeorologico di febbraio 2008

INTRODUZIONE
Dal punto di vista agrometeorologico il mese di febbraio ha registrato una scarsa piovosità, con cumulati di precipitazione compresi tra il 20% e il 60% della corrispondente media climatica.
La media delle temperature massime si colloca di poco al di sopra della media, mentre quella delle minime è stata inferiore alla media con anomalie comprese tra -1 °C nel Sud dell'isola e -3 °C in Gallura. Le condizioni più critiche si sono registrate nella seconda decade del mese.

Evapotraspirazione potenziale
I valori totali mensili dell'evapotraspirazione variano tra circa 30 mm e 60 mm (figura 1), con i valori più elevati concentrati prevalentemente al Sud e nel settore centrale. Tali valori risultano generalmente in linea con quelli dello scorso anno e con le corrispondenti medie climatiche.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di febbraio 2008 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di febbraio 2008 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
A causa della generale carenza di precipitazioni, per il mese di febbraio (figura 2) si può riscontrare una situazione di bilancio idro-meteorologico in pareggio unicamente nelle località Sud-orientali (es. Sarrabus) dove le piogge seppur scarse hanno eguagliato le perdite evapotraspirative; altrove, invece, si sono registrate condizioni di deficit, in alcuni casi piuttosto intense come nel Campidano e in alcune località del Centro. Rispetto alle elaborazioni del trentennio tali condizioni appaiono generalmente deficitarie, mentre rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente si osservano condizioni più favorevoli soltanto nelle località costiere Sud-orientali. La figura 3 mostra l'andamento nelle tre decadi ed in particolare evidenzia come le condizioni di maggior deficit si sono avute nella seconda e terza decade.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di febbraio 2008 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di febbraio 2008 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di febbraio 2008.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di febbraio 2008.

Temperature massime e minime per decade
Le medie decadali dei valori di temperatura minima e massima riportate nella tabella 1 evidenziano il netto calo delle minime che si è verificato nella decade centrale del mese.

Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di febbraio 2008.
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di febbraio 2008.

Minime assolute e permanenza dei valori estremi
Tabella 2 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - febbraio 2008.
Tabella 2 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C - febbraio 2008.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Le sommatorie termiche calcolate per il mese di febbraio (figure 4 e 5) sono state nettamente più basse rispetto allo scorso anno in particolare lungo la costa orientale, mentre nel confronto con la climatologia i valori risultano inferiori in quasi tutta l'isola per gli accumuli in base 0 °C, ed esclusivamente lungo il settore orientale per quelle in base 10 °C.
I valori con soglia 0 °C sono compresi tra un minimo di 15-50 GDD delle aree di maggior quota del Gennargentu fino ad un massimo di 300-350 GDD della costa Sud-occidentale, mentre per quelli con soglia 10 °C si sono avuti accumuli molto bassi con minimi tra 0 e 10 GDD in buona parte dell'isola.

Figura 4 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di febbraio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 4 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di febbraio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 5 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di febbraio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 5 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di febbraio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Le sommatorie termiche calcolate per il periodo gennaio-febbraio 2008 presentano valori decisamente inferiori allo scorso anno, mentre rispetto alla climatologia si osserva un andamento opposto con accumuli generalmente superiori (figure 6 e 7). Nel dettaglio, i valori più elevati, superiori a 600 GDD in base 0 °C e 50 GDD in base 10 °C, si raggiungono nelle stazioni di Sorso, Milis, Monastir e in generale nelle aree costiere del settore meridionale e Sud-orientale, mentre gli accumuli più bassi riguardano le aree situate a oltre 600 m di quota che hanno totalizzato meno di 400 GDD in base 0 °C e valori prossimi allo zero per quelle in base 10 °C.

Figura 6 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio-febbraio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 6 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio-febbraio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio-febbraio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio-febbraio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Infine, per quanto riguarda le somme termiche del periodo ottobre 2007-febbraio 2008 si riscontra un marcato ritardo termico rispetto a quanto osservato per lo stesso periodo dello scorso anno e in misura minore rispetto ai dati climatici di riferimento (figure 8 e 9). In termini assoluti sono stati registrati oltre 1800 GDD in base 0 °C e oltre 400 GDD in base 10 °C prevalentemente nelle aree del settore occidentale, mentre nei territori orientali, particolarmente della Barbagia, sono stati totalizzati gli accumuli più bassi, inferiori a 1000 GDD e 200 GDD rispettivamente per le soglie 0 °C e 10 °C.

Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre-febbraio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre-febbraio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre-febbraio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre-febbraio 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Wind Chill Index
L'elaborazione relativa all'indice WCI medio mensile (figura 10) mostra una situazione di lieve disagio (10≥WCI>-1) in tutta l'isola, ad eccezione di alcune aree localizzate ad alta quota, come il Gennargentu, in cui si è verificata una condizione più critica corrispondente all'intervallo di disagio (-1≥WCI>-10). Rispetto alla media 1995-2007 si osserva una condizione lievemente più disagevole nell'Oristanese e in alcuni territori costieri della Baronia e dell'Ogliastra, mentre nella restante parte dell'isola il disagio è risultato generalmente inferiore alla media.

Figura 10 - Mappe di Wind Chill per il mese di febbraio 2008 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2007.
Figura 10 - Mappe di Wind Chill per il mese di febbraio 2008 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2007.

Per quanto riguarda il totale mensile di ore nelle diverse classi di rischio (figura 11), la situazione potenzialmente più disagevole per il bestiame è stata registrata soprattutto nelle aree montuose della Barbagia, dove sono state totalizzate oltre 300 ore di lieve disagio (10≥WCI>-1), oltre 100 ore di disagio (-1≥WCI>-10) e qualche ora di elevato disagio (-1≥WCI>-10 ). Al contrario, in diverse aree del settore meridionale, lungo la costa orientale e nei territori della Nurra e Anglona è stata riscontrata la condizione meno stressante con circa 400-500 ore mensili nella soglia di lieve disagio e qualche ora in quella di disagio. Le giornate potenzialmente critiche sono state numerose e distribuite per la maggior parte nella seconda decade del mese, quando diverse stazioni hanno totalizzato oltre 15 ore di disagio e alcune ore di elevato disagio.

Figura 11 - Numero di ore mensili con WCI nelle diverse classi di disagio per il mese di febbraio 2008.
Figura 11 - Numero di ore mensili con WCI nelle diverse classi di disagio per il mese di febbraio 2008.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Figura 12 - Erbaio.
Figura 12 - Erbaio.
I cereali autunno-vernini hanno proseguito il loro ciclo con un ritmo piuttosto lento, soprattutto per effetto delle condizioni termiche rigide verificatesi nel corso del mese, ma anche delle scarse precipitazioni che hanno acuito i problemi di stress idrico per le piante. In alcune aree di coltivazione, infatti, sono state registrate diverse giornate consecutive con temperature prossime o al di sotto di zero gradi centigradi, che rappresenta la soglia di arresto vegetativo delle piante in fase di accestimento; in generale, tuttavia, non sono stati raggiunti valori termici tali da determinare danni sensibili alle colture. Nonostante i cereali autunno-vernini siano particolarmente resistenti al deficit idrico, nelle aree più colpite dalla siccità e nelle aree caratterizzate da suoli sciolti e poco profondi le piantine hanno manifestato una condizione di sofferenza, con ingiallimenti più o meno estesi.
Accrescimenti piuttosto stentati hanno riguardato anche le essenze dei pascoli naturali e le specie foraggere coltivate nelle zone con maggiore deficit pluviometrico invernale, mentre nelle restanti parti dell'isola gli effetti sono stati più contenuti. Nelle aree in cui si sono verificate temperature particolarmente rigide possono essersi verificati ingiallimenti e necrosi a carico dell'apparato fogliare.

Ortive
Anche le colture ortive hanno subito le conseguenze delle scarsa piovosità invernale con un peggioramento della situazione nei campi e la necessità di ricorrere alle irrigazioni di soccorso per non compromettere le produzioni. Nelle aree in cui non si è potuti intervenire con gli apporti idrici sono state registrati danni elevati alle produzioni e ripercussioni per tutto il comparto. Non si registrano invece condizioni così allarmanti nei territori in cui la disponibilità idrica è stata meno limitante, anzi in molti casi come nella Bassa Valle del Coghinas le produzioni, particolarmente di carciofi, sono state soddisfacenti anche dal punto di vista qualitativo, nonostante qualche danno da gelata registrato a metà mese.



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