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Riepilogo mensile agrometeorologico di settembre 2008

INTRODUZIONE
Dal punto di vista agrometeorologico il mese di settembre si è contraddistinto per la successione di due periodi nettamente differenti: il primo si è caratterizzato da assenza o scarsità di piogge e soprattutto da alte temperature, nel secondo invece si sono registrate frequenti piogge (in alcuni casi piuttosto intense e associate a forti venti) e le temperature sono state relativamente più basse.

Evapotraspirazione potenziale
I valori dell'evapotraspirazione di riferimento stimati per il territorio regionale variano tra minimi di circa 80 mm/mese per le aree a maggior quota, fino a valori prossimi a 130 mm/mese per le aree interne del settore centro-settentrionale. Rispetto allo stesso mese del 2007 si evidenzia invece un modesto decremento per la maggior parte del territorio, mentre rispetto ai dati medi climatici le differenze risultano più eterogenee (figura 1)

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di settembre 2008 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione potenziale (o di riferimento) di settembre 2008 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Le precipitazioni del mese, localizzate prevalentemente sul versante esposto ad ovest e successivamente sul versante opposto, hanno determinato condizioni di bilancio idrometeorologico molto eterogenee tra le diverse parti dell'isola: lungo le fasce costiere e in particolare nel settore settentrionale le piogge hanno quasi compensato l'evapotraspirazione, mentre altrove, principalmente nelle aree centrali, la carenza di pioggia e l'elevato tasso evapotraspirativo hanno mantenuto una situazione di deficit idrico (figura 2).
Grazie agli apporti piovosi, le condizioni registrate quest'anno risultano certamente più favorevoli in termini di disponibilità idrica rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; rispetto alle condizioni medie climatiche del trentennio 1961-90 le condizioni del mese in esame mostrano anomalie variabili nelle diverse località.
E' interessante evidenziare la differenza tra le tre decadi, mostrata nella figura 3: mentre la prima è stata caratterizzata da elevate temperature e sporadiche piogge generalmente di scarsa entità, nelle altre due si sono registrate frequenti piogge e le temperature sono state relativamente più basse, riducendo sensibilmente il tasso evapotraspirativo.
Un'altra considerazione meritano le piogge intense che hanno interessato in diverse giornate il settore nord-occidentale e quello orientale: l'elevata intensità di questi eventi può aver provocato conseguenze negative sia a causa dei ristagni idrici nelle aree pianeggianti sia per l'intenso ruscellamento della frazione di pioggia non infiltrata nei suoli, sui versanti a maggior pendenza.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di settembre 2008 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di settembre 2008 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di settembre 2008.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di settembre 2008.

Temperature massime e minime per decade
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di settembre 2008.
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di settembre 2008.

Massime assolute e permanenza dei valori estremi
Tabella 2 - Valori estremi di temperatura massima e permanenza dei valori orari sopra le soglie di 30, 35 e 40 °C - settembre 2008.
Tabella 2 - Valori estremi di temperatura massima e permanenza dei valori orari sopra le soglie di 30, 35 e 40 °C - settembre 2008.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Le sommatorie termiche calcolate per il mese di settembre sono state generalmente inferiori rispetto ai corrispondenti valori medi climatici, con i maggiori scostamenti registrati nelle aree settentrionali ed orientali (figure 4 e 5). Il confronto con lo scorso anno mostra, al contrario, incrementi generalizzati sebbene di entità contenuta. In termini assoluti, le sommatorie in base 0 °C hanno assunto valori compresi tra minimi di circa 400 GDD per le aree a maggior quota, e massimi 600-650 GDD raggiunti dei territori costieri e nel Campidano. Gli accumuli al di sopra di 10 °C, invece, sono risultati compresi tra 100 GDD e 400 GDD.

Figura 4 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di settembre 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 4 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di settembre 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 5 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di settembre 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 5 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di settembre 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Nelle figure 6 e 7 sono riportati in forma grafica i cumulati del semestre aprile-settembre, raffrontati con i corrispondenti valori dell'anno precedente e con le medie climatiche trentennali. Si può osservare come nel complesso i dati siano sostanzialmente sullo stesso livello dello scorso anno, con scostamenti variabili secondo la stazione, ma generalmente contenuti

Figura 6 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo aprile - settembre 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 6 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo aprile - settembre 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo aprile - settembre 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo aprile - settembre 2008 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Vite
Per la vite il mese di settembre è stato piuttosto anomalo. Il perdurare delle condizioni siccitose nella prima decade di settembre e l'elevato tasso evapotraspirativo possono aver determinato condizioni di stress idrico: nei vigneti privi di impianto di irrigazione di soccorso, tali condizioni possono aver influito in maniera significativa sull'esito produttivo.

Merita inoltre di essere evidenziato il livello termico della prima decade di settembre, il più elevato dal 1995, per i possibili effetti negativi a carico dei processi di maturazione dell'uva. La tabella 3 mostra, per la prima decade, la permanenza di valori termici al di sopra di alcune soglie: molto elevato risulta il numero di ore al di sopra dei 25°C e al di sopra dei 30°C, insolite per il mese di settembre. Le stazioni di Benetutti, Chiaramonti, Ottana, Siniscola e Oliena, in particolare, mostrano numerose ore al di sopra i 35 °C. Tali temperature possono condizionare la maturazione delle uve, in particolare la maturazione delle componenti aromatiche degli acini, dove è fondamentale il verificarsi di escursioni termiche fra giorno e notte.

Tabella 3 - Numero totale di ore con temperature inferiori o superiori alle soglie 10, 18, 25, 30 e 35 °C, della prima decade di settembre e confronto con i corrispondenti valori
Tabella 3 - Numero totale di ore con temperature inferiori o superiori alle soglie 10, 18, 25, 30 e 35 °C, della prima decade di settembre e confronto con i corrispondenti valori "normali" (mediana dei valori decadali registrati nei diversi anni del periodo 1995-2007).

L'evento meteorico del 12 settembre, caratterizzato da forte vento e piogge intense, ha determinato nel settore Nord-occidentale danni significativi sia in termini qualitativi che quantitativi, anche in considerazione del periodo in cui si è verificato. Dal punto di vista qualitativo, le conseguenze derivano dalla necessità di effettuare la raccolta dei grappoli sui ceppi danneggiati, dove è stato possibile, anche se l'uva non aveva ancora raggiunto una maturazione adeguata; sui ceppi sani, invece, le lacerazioni subite dai grappoli ancora in fase di maturazione, specie per le cultivar tardive, possono aver favorito l'insorgere di infezioni fungine, con conseguenze anche gravi dal punto di vista qualitativo. Sotto il profilo quantitativo i danni subiti sono legati alla caduta dell'uva per effetto del forte vento e quindi alla riduzione dei quantitativi raccolti. Oltre alle perdite produttive vanno considerati i danni strutturali, soprattutto a carico di certe forme di allevamento (es. controspalliere, pergola), che essendo maggiormente esposte all'azione del vento, subiscono sollecitazioni meccaniche con danni ingenti alle piante, in certi casi non recuperabili completamente.

Olivo
Le condizioni termopluviometriche della prima decade hanno determinato in alcuni areali olivicoli uno scarso accrescimento delle drupe, che si presentavano quindi di dimensioni ridotte. Negli oliveti irrigui, la possibilità di compensare le perdite evapotraspirative ha consentito di evitare condizioni di stress idrico e tale problematica non si è pertanto verificata. Con le precipitazioni della seconda e terza decade di settembre le condizioni meteorologiche le condizioni degli oliveti sono progressivamente migliorate.



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