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Riepilogo mensile agrometeorologico di febbraio 2009

INTRODUZIONE
Dopo quattro mesi consecutivi di piogge abbondanti, nel mese di febbraio si è avuta un'inversione di tendenza con cumulati mensili quasi ovunque inferiori alle medie climatiche, ad eccezione della Planargia. I valori medi mensili di temperatura sono stati lievemente inferiori alle medie climatologiche, sia nei valori massimi che in quelli minimi, con anomalie di circa un grado.

Evapotraspirazione potenziale
I valori dell'evapotraspirazione interpolati sul territorio regionale variano tra circa 20 e 50 mm/mese circa, come mostra la figura 1. Tali valori risultano generalmente più contenuti sia rispetto alle medie climatiche sia rispetto ai corrispondenti valori dell'anno precedente.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di febbraio 2009 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di febbraio 2009 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Il bilancio idro-meteorologico del mese presenta valori piuttosto eterogenei riflettendo soprattutto la differente distribuzione delle piogge tra i diversi settori dell'Isola (figura 2). Per quanto riguarda gli apporti piovosi, si sono registrati diversi eventi spesso di ridotta entità, perciò i totali del mese raggiungono valori generalmente inferiori alle corrispondenti medie climatologiche, ad eccezione della Planaria. Pertanto in alcune aree settentrionali e in particolare nel Nord-Ovest, gli apporti di pioggia sono stati inferiori alle perdite per evapotraspirazione, dando luogo a condizioni di deficit, mentre nella restante parte del territorio regionale il bilancio assume valori positivi, più elevati nella parte centro-occidentale, dove si superano i 50 mm/mese. Come mostrano le due mappe di anomalia, le condizioni di disponibilità idrica del mese sono più favorevoli rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre risultano generalmente deficitarie rispetto alle condizioni medie climatiche, ad eccezione delle aree del versante occidentale e dell'Oristanese in particolare.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di febbraio 2009 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di febbraio 2009 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Nella figura 3, sono rappresentate le diverse condizioni che hanno contraddistinto le tre decadi del mese ed in particolare le condizioni di surplus della prima decade e quelle di deficit della terza.

Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di febbraio 2009.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di febbraio 2009.

Temperature massime e minime per decade
Dopo una prima decade caratterizzata da valori minimi giornalieri mediamente elevati, si è avuta una sensibile riduzione nella seconda decade ed un moderato incremento nella terza, come è evidente nella tabella 1. Meritano di essere evidenziati i valori medi decadali delle temperature minime registrate nelle stazioni di Gavoi, Villanova Strisaili e Orgosolo Montes, pari rispettivamente a -6.2, -5.0 e -4.7 °C. I valori medi decadali delle massime giornaliere mostrano ugualmente una flessione nella seconda decade, sebbene più modesta.

Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di febbraio 2009.
Tabella 1 - Valori medi decadali delle temperature minime e massime registrate nel mese di febbraio 2009.

Giorni di gelo
Il numero di giorni di gelo, vale a dire il numero di giorni in cui la temperatura minima è pari o inferiore a 0 °C, rappresenta un semplice indicatore che fornisce informazioni sulle condizioni di rischio meteorologico dovute a basse temperature, indipendentemente dai valori estremi. Come si può evidenziare dal grafico della figura 4, nel corso del mese la maggior parte delle stazioni ARPAS ha registrato giorni di gelo che in lacune località dell'interno ha raggiunto un numero piuttosto elevato (Orgosolo Montes ben 19 giorni su 28); in generale in febbraio si è totalizzato un numero di giorni di gelo superiore rispetto al mese precedente.

Figura 4 - Numero di giorni di gelo (Tmin <=0°C) registrati nel mese di febbraio 2009.
Figura 4 - Numero di giorni di gelo (Tmin <=0°C) registrati nel mese di febbraio 2009.

Minime assolute e permanenza dei valori estremi
Nella tabella 2 oltre ai valori minimi del mese di febbraio è riportato il numero totale di ore in cui le temperature sono rimaste sotto le soglie critiche di 0, -3 e -5 °C, unitamente al massimo cumulato giornaliero (indicato tra parentesi tonde). Per ciascuna stazione esaminata, inoltre, tali valori sono raffrontati con i corrispondenti valori tipici, rappresentati dalle mediane dei dati mensili registrati nei diversi anni del periodo 1995-2007; a questi sono associati, infine, i valori estremi registrati nella medesima serie storica (tra parentesi quadre).
L'importanza di questo tipo di analisi scaturisce dalla considerazione che le possibili conseguenze di condizioni termiche critiche sugli organismi animali e sulle piante, in generale, possono essere molto diverse a parità di valori estremi raggiunti, poiché dipendono dalla durata di esposizione a tali condizioni. Le basse temperature, ad esempio, possono essere ben tollerate dalle piante con danni contenuti se la loro persistenza è limitata nel tempo, mentre tutt'altro esito si può avere in caso di una lunga esposizione.

Come si può osservare nella tabella 2 oltre a raggiungere i valori giornalieri minimi relativamente bassi vi è stata in generale una persistenza di condizioni potenzialmente critiche superiore alla norma. Di rilievo la permanenza delle temperature sotto -5 per 12 ore consecutive nella stazione di Orgosolo Montes

Tabella 2 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C, mese di febbraio 2009. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori 'normali' sono rappresentati dalla mediana dei valori mensili registrati nei diversi anni del periodo 1995-2007. Tra parentesi quadre sono riportati gli estremi della stessa serie di riferimento.
Tabella 2 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C, mese di febbraio 2009. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori 'normali' sono rappresentati dalla mediana dei valori mensili registrati nei diversi anni del periodo 1995-2007. Tra parentesi quadre sono riportati gli estremi della stessa serie di riferimento.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Le sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di febbraio (figure 5) sono state generalmente più basse rispetto allo scorso anno e ancora più basse rispetto alla climatologia, in particolare lungo il versante orientale. I valori sono compresi tra minimi di 0-50 GDD delle aree a maggior quota e massimi di 250-300 GDD delle pianure costiere. Le sommatorie in base 10 °C, rappresentate nella figura 6, variano invece tra 0-5 e 20-25 GDD secondo le località, e presentano rispetto all'anno precedente anomalie sia positive che negative, con un gradiente Nord-Sud; anche rispetto ai valori medi climatici si osservano anomalie di segno diverso, in questo caso con un gradiente Est-Ovest.

Figura 5 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di febbraio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 5 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di febbraio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di febbraio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di febbraio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Le sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il bimestre gennaio-febbraio 2009 presentano valori decisamente inferiori sia rispetto all'anno precedente sia, soprattutto, alla climatologia (figura 7). Per quanto riguarda i cumulati in base 10 °C, rappresentati nella figura 8, la situazione appare invece più eterogenea.

Figura 7 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - febbraio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - febbraio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - febbraio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - febbraio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Infine, analizzando le somme termiche in base 0 °C del periodo ottobre 2008-febbraio 2009 si può riscontrare un marcato ritardo termico rispetto ai dati climatici di riferimento, mentre rispetto ai valori corrispondenti dell'annata precedente si osserva una riduzione più contenuta (figura 9). I valori superiori hanno raggiunto circa 1900 GDD, quelli inferiori circa 900 GDD.
I cumulati in base 10 °C (figura 10) raggiungono valori prossimi a 500 GDD, risultando generalmente superiori a quelli dell'annata precedente, ma inferiori alle medie climatiche; una sensibile riduzione si può osservare per le località del golfo di Orosei.

Figura 9 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre 2008 - febbraio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre 2008 - febbraio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 10 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre 2008 - febbraio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 10 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre 2008 - febbraio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Fabbisogno di freddo per le colture arboree
Nel mese di febbraio è terminato il periodo di dormienza delle gemme di molte specie arboree caducifoglie. Affinchè possa realizzarsi questa fase ed il passaggio alla successiva schiusura delle gemme, è necessario soddisfare il fabbisogno di freddo vale a dire l'esposizione a temperature moderatamente basse (circa 6 °C), che agiscono rimuovendo l'inibizione.

Riguardo a tale esigenza i fruttiferi mostrano un'ampia variabilità sia tra le diverse specie, che tra le differenti varietà. Se le gemme a frutto non sono rimaste esposte alle basse temperature per un periodo sufficiente e non hanno soddisfatto questa esigenza cadono prima di schiudersi, o danno luogo a fioriture scalari, compromettendo comunque l'esito produttivo.
Per valutare la disponibilità di freddo si è utilizzato il metodo basato sull'accumulo di "unità di freddo" (chilling units), definite mediante una funzione dei valori orari di temperatura. Tale funzione assume il valore massimo (uno) per temperature prossime a 6 °C, decresce fino a zero per temperature superiori od inferiori, oltre 15 °C diviene negativa.
Nel caso specifico sono calcolati col metodo Utah impiegato dal Pomology Weather Services dell'Università Californiana di Davis, per il quadrimestre novembre - febbraio.
Nel grafico riportato nella figura 11 sono rappresentati gli accumuli del mese di febbraio, quelli complessivi del quadrimestre novembre-febbraio e quelli del bimestre centrale dicembre-gennaio.

Figura 11 - Valori di chilling units calcolati per il mese di febbraio e per i periodi novembre 2008-febbraio 2009 e dicembre 2008-gennaio2009.
Figura 11 - Valori di chilling units calcolati per il mese di febbraio e per i periodi novembre 2008-febbraio 2009 e dicembre 2008-gennaio2009.

Wind Chill Index
I valori medi mensili dell'indice WCI (figura 12) mostrano una diffusa situazione di lieve disagio (10≥WCI>-1), ad eccezione delle aree a maggior quota dove i valori si collocano sull'intervallo di disagio (-1≥WCI>-10).

Figura 12 - Mappe di WCI per il mese di febbraio 2009 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.
Figura 12 - Mappe di WCI per il mese di febbraio 2009 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.

Per quanto riguarda il numero di ore mensili con valori dell'indice nelle diverse soglie di disagio calcolate per le singole stazioni (figura 13), si può riscontrare la situazione più critica nelle aree montuose della Barbagia dove si raggiungono circa 300-350 ore di disagio (-1≥WCI>-10) e fino ad un massimo di circa 120 ore di elevato disagio (-10≥WCI>-18) nella stazione di Orgosolo Montes. Come per il mese precedente, infine, non si sono verificate condizioni corrispondenti al possibile congelamento (-18≥WCI>-29) in nessuna delle località monitorate.

Figura 13 - Valori di Wind Chill Index calcolati per il mese di febbraio 2009.
Figura 13 - Valori di Wind Chill Index calcolati per il mese di febbraio 2009.


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