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Riepilogo mensile agrometeorologico di marzo 2009

INTRODUZIONE
Dal punto di vista agrometeorologico il mese di marzo è stato caratterizzato da piogge modeste, ad eccezione delle località montuose centro-orientali e della costa occidentale, e da temperature minime e massime mediamente nella norma.

Evapotraspirazione potenziale
Nel mese di marzo i valori totali mensili di evapotraspirazione sono stati compresi tra minimi di circa 40-50 mm/mese per le località poste a quote elevate, fino a raggiungere circa 90 mm/mese in alcune località circoscritte (figura 1). Come mostra la mappe di anomalia della figura 1, i dati calcolati risultano generalmente superiori sia rispetto a quelli dell'anno precedente, sia rispetto ai corrispondenti dati medi trentennali.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di marzo 2009 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di marzo 2009 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Le piogge registrate a marzo sono state quantitativamente più contenute rispetto ai valori totalizzati nei mesi precedenti, con cumulati mensili che hanno raggiunto valori compresi tra 70 e 90 mm/mese unicamente nelle località montuose centro-orientali e sulla costa occidentale. Le restanti località monitorate hanno misurato valori compresi tra 30 e 60 mm/mese, generalmente inferiori alle corrispondenti medie climatiche.

Considerando le perdite per evapotraspirazione del periodo ne deriva una mappa del bilancio idro-meteorologico (figura 2) caratterizzata da una spiccata eterogeneità tra le diverse aree dell'Isola: in particolare nel settore montuoso centrale ed in buona parte del settore occidentale i valori risultano positivi ed indicano un incremento di disponibilità idrica, mentre nelle restanti aree (tra queste il Campidano, le Baronie e la Gallura) si registra un sensibile deficit.
Rispetto alle condizioni medie climatiche si evidenziando anomalie di segno opposto nelle diverse aree dell'Isola: in particolare si registra una minore disponibilità idrica rispetto alla norma nel settore orientale, mentre si hanno anomalie positive nella parte occidentale.
Le differenze appaiono piuttosto marcate anche rispetto al mese di marzo 2008, quando gli apporti meteorici furono generalmente superiori caratterizzati da una distribuzione differente.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di marzo 2009 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di marzo 2009 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Nella figura 3, sono rappresentate le diverse condizioni che hanno contraddistinto le tre decadi del mese ed in particolare le condizioni di surplus della prima decade e quelle di deficit esteso delle restanti.

Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di marzo 2009.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di marzo 2009.

Temperature massime e minime per decade
In generale sia i valori medi delle massime che delle minime sono stati abbastanza stabili nelle tre decadi (figure 4 e 5); tuttavia si può osservare che nella prima decade si hanno i valori medi delle minime più alti e contemporaneamente si riscontrano i più bassi valori per le massime.

Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di marzo 2009.
Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di marzo 2009.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di marzo 2009.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di marzo 2009.

Giorni di gelo
Nel corso del mese si sono verificate alcuni giorni di gelo, che per lo più hanno interessato le stazioni dell'interno poste a maggior quota (figura 6); tuttavia anche stazioni poste in località pianeggianti hanno registrato giornate con valori negativi, es. Ozieri, Olmedo e Decimomannu. Nella maggior parte dei casi il numero di giorni di gelo rientra nel range di valori normali (tra il 40° e il 60° percentile) calcolati dal 1995 al 2008.

Figura 6 - Numero di giorni di gelo (Tmin <=0°C) registrati nel mese di marzo 2009.
Figura 6 - Numero di giorni di gelo (Tmin ≤0°C) registrati nel mese di marzo 2009.

Minime assolute e permanenza dei valori estremi
Il numero di ore sotto la soglia 0 °C mostra per la maggior parte delle località valori prossimi a quelli "normali", mentre per le soglie -3 e -5 °C si riscontra una permanenza ridotta e limitata ad alcune stazioni posta a maggior quota (tabella 1).

Tabella 1 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C, mese di marzo 2009. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori
Tabella 1 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C, mese di marzo 2009. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori "normali" sono rappresentati dalla mediana dei valori mensili registrati nei diversi anni del periodo 1995-2007. Tra parentesi quadre sono riportati gli estremi della stessa serie di riferimento.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Le sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di marzo hanno presentato per la maggior parte del territorio regionale valori superiori allo scorso anno (figura 7), mentre rispetto alla climatologia le sommatorie mostrano un andamento opposto. Le somme in base 10 °C sono risultate in generale superiori alla media di riferimento e per lo più inferiori a quelle dell'anno precedente (figura 8).
Gli accumuli in base 0 °C sono variati da 50-100 GDD fino a circa 400 GDD, mentre le sommatorie in base 10 °C hanno fatto osservare valori nulli o prossimi allo zero nelle aree montuose e circa 80 nelle aree costiere del centro-Sud.

Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di marzo 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di marzo 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di marzo 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di marzo 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Le sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il trimestre gennaio-marzo 2009 hanno presentato valori decisamente inferiori sia rispetto all'anno precedente, sia rispetto alla media climatica di riferimento (figura 9); anche le somme in base 10 °C mostrano in generale una modesta flessione rispetto al 2008, mentre rispetto al clima la situazione appare più eterogenea (figura 10). Nello specifico, i valori massimi tra 950 e 970 GDD in base 0 °C e 100-130 GDD in base 10 °C sono stati registrati per lo più in località costiere, mentre quelli più bassi hanno riguardato prevalentemente le aree montuose dell'interno. Come per il mese precedente si può osservare una sensibile riduzione per la stazione di Orosei.

Figura 9 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 10 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 10 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Infine, gli accumuli in base 0 °C calcolati nel semestre ottobre 2008 - marzo 2009 (figure 11 e 12) sono risultati generalmente inferiori allo scorso anno e alla climatologia. Le somme in base 10 °C superano invece quelle dello scorso anno mentre sono inferiori alle corrispondenti medie climatiche. I valori più elevati, superiori a 2300 GDD in base 0 °C e 500 GDD in base 10 °C sono stati registrati in prevalenza lungo la costa, mentre nelle aree montuose del Gennargentu o della catena del Marghine-Planargia non si sono superati i 1400 GDD in base 0 °C e 150 GDD in base 10 °C.

Figura 11 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre 2008 - marzo 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre 2008 - marzo 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 12 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre 2008 - marzo 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 12 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre 2008 - marzo 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Wind Chill Index
I valori medi mensili dell'indice WCI, riportati nella figura 13, mostrano quasi ovunque una situazione di lieve disagio (10≥WCI>-1).
Rispetto alla media 1995-2007 nel mese in esame si è avuta una condizione generalmente meno critica per il bestiame.

Figura 13 - Mappe di WCI per il mese di marzo 2009 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.
Figura 13 - Mappe di WCI per il mese di marzo 2009 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2004.

Per quanto riguarda il numero di ore mensili con valori dell'indice nelle diverse soglie di disagio calcolate per le singole stazioni (figura 14), si può riscontrare la situazione più critica nelle aree montuose dell'interno dove si raggiungono circa 280-330 ore di disagio (-1≥WCI>-10) e fino ad un massimo di circa 80 ore di elevato disagio (-10≥WCI>-18) nelle stazioni di Bitti e di Orgosolo Montes. In nessuna delle località monitorate, infine, si sono verificate condizioni corrispondenti al possibile congelamento (-18≥WCI>-29).

Figura 14 - Valori di Wind Chill Index calcolati per il mese di marzo 2009.
Figura 14 - Valori di Wind Chill Index calcolati per il mese di marzo 2009.


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