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Riepilogo mensile agrometeorologico di maggio 2009

INTRODUZIONE
Il mese di maggio è stato caratterizzato da temperature superiori alle medie climatiche, in particolare per i valori massimi giornalieri, e da piogge generalmente scarse ed inferiori alle medie climatiche.

Evapotraspirazione potenziale
I cumulati mensili dell'evapotraspirazione di riferimento hanno raggiunto valori decisamente superiori rispetto a quelli dell'anno precedente, variando secondo le località tra circa 100 ed oltre 180 mm/mese (figura 1). Anche rispetto ai valori medi calcolati per il trentennio di riferimento si registrano incrementi significativi.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di maggio 2009 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di maggio 2009 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
L'elevato tasso evapotraspirativo e la scarsità di precipitazioni che hanno caratterizzato il mese di maggio, hanno determinato un elevato deficit del bilancio idro-meteorologico, che in molte località ha raggiunto valori compresi tra -140 e -180 mm, come mostra la figura 2. Tali condizioni si discostano sensibilmente rispetto ai valori medi del periodo, come mostra la mappa relativa alle anomalie rispetto alle medie climatiche trentennali. Le condizioni di deficit sono superiori anche rispetto a quelle registrate nel 2008, in particolare nelle località del centro e del nord Sardegna.
Nel periodo in esame pertanto si è verificata una riduzione delle risorse idriche immagazzinate nei suoli nel periodo precedente, disponibili per le colture in asciutto e per la vegetazione spontanea. Nel caso delle colture irrigue le condizioni agrometeorologiche hanno determinato un incremento dei fabbisogni e quindi l'impiego di volumi idrici superiori alla norma.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di maggio 2009 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di maggio 2009 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Nella figura 3, infine, sono rappresentate le condizioni che hanno contraddistinto le tre decadi del mese, ed in particolare le crescenti condizioni di deficit verificatesi nel corso del mese.

Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di maggio 2009.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di maggio 2009.

Temperature massime e minime per decade
Nel corso del mese si è avuta una continua crescita delle temperature sia minime che massime, come si osserva dalle mappe decadali riportate nelle figure 4 e 5. In particolare per le medie decadali delle temperature minime si evidenziano incrementi sensibili soprattutto tra la prima e la seconda decade, mentre risultano più contenuti tra la seconda e la terza; per le temperature massime, invece, si osserva una sensibile e costante crescita dei valori decadali, quantificabile mediamente tra 3.5 e 4 °C tra una decade e la successiva. Il periodo più caldo si è verificato nella prima metà dell'ultima decade.

Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di maggio 2009.
Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di maggio 2009.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di maggio 2009.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di maggio 2009.

Massime assolute e permanenza dei valori estremi
La tabella 1 evidenzia come nelle località della fascia centrale, le temperature medie orarie nei giorni più caldi si siano mantenute oltre le soglie di 30 e 35 °C per un cospicuo numero di ore; in particolare, nelle stazioni di Ottana, Palmas Arborea, Benetutti, Dorgali Lanaitto e Milis si sono registrati da 50 a 100 ore con valori superiori a 30 °C, circa 10 - 40 ore sopra 35 °C e perfino 3 e 10 ore sopra 38 °C rispettivamente nelle stazioni di Palmas Arborea e Ottana. Si può osservare come tali valori siano ben superori rispetto a quelli "normali" relativi agli anni recenti 1995-2007.

Tabella 1 - Valori estremi di temperatura massima e permanenza dei valori orari sopra le soglie di 30, 35 e 38 °C, mese di maggio 2009. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori 'normali' sono rappresentati dalla mediana dei valori mensili registrati nei diversi anni del periodo 1995-2007. Tra parentesi quadre sono riportati gli estremi della stessa serie di riferimento.
Tabella 1 - Valori estremi di temperatura massima e permanenza dei valori orari sopra le soglie di 30, 35 e 38 °C, mese di maggio 2009. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori 'normali' sono rappresentati dalla mediana dei valori mensili registrati nei diversi anni del periodo 1995-2007. Tra parentesi quadre sono riportati gli estremi della stessa serie di riferimento.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Le sommatorie termiche calcolate per il mese di maggio (figure 6 e 7) sono state generalmente superiori sia rispetto ai valori medi climatici sia rispetto ai valori dell'anno precedente, per entrambe le soglie 0 e 10 °C. Gli accumuli in base 0 °C sono variati da circa 400 GDD delle aree montuose fino a 600-650 GDD delle zone costiere e del Campidano, mentre quelli in base 10 °C hanno mostrato valori da 100-150 GDD fino a 300-350 GDD.

Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di maggio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di maggio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di maggio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di maggio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Le sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio-maggio (figura 8) raggiungono valori generalmente inferiori sia rispetto a quelli dello stesso periodo dell'anno precedente, sia rispetto ai dati medi climatici. I cumulati in base 10 °C, al contrario, superano sia i valori climatici sia quelli del 2008, nella maggior parte delle stazioni considerate (figura 9).

Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - maggio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - maggio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - maggio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - maggio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Infine, gli accumuli in base 0 °C calcolati nel periodo ottobre 2008 - maggio 2009 (figura 10) sono risultati generalmente in linea con quelli dello scorso anno ma inferiori alla climatologia di riferimento. Le sommatorie in base 10 °C calcolate per lo stesso periodo superano invece sia i valori climatici che quelli dell'annata precedente, nella maggior parte delle stazioni (figura 11).

Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre 2008 - maggio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre 2008 - maggio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre 2008 - maggio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre 2008 - maggio 2009 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Temperature Humidity Index
I valori medi mensili dell'indice sono inferiori alla soglia di 65 su tutto il territorio regionale (figura 12), evidenziando perciò una condizione generalmente non critica per il bestiame.

Se si analizzano più dettagliatamente gli accumuli mensili di ore nei diversi intervalli di disagio (figura 13) è possibile invece riscontrare, soprattutto nelle località dei settori centrale e settentrionale, condizioni di allerta (75≤THI<79) per periodi complessivi variabili, nella maggior parte dei casi, tra circa 30 e 70 ore. Nelle stazioni di Dorgali Lanaitto ed Ottana, inoltre, sono state registrate circa 30 ore nell'intervallo di pericolo, corrispondente a valori dell'indice compresi tra 72 e 75.

Figura 12 - Mappe di THI per il mese di maggio 2009 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2007.
Figura 12 - Mappe di THI per il mese di maggio 2009 e raffronto con i valori medi del decennio 1995-2007.
Figura 13 - Numero di ore mensili con THI nelle diverse classi di disagio per il mese di maggio 2009.
Figura 13 - Numero di ore mensili con THI nelle diverse classi di disagio per il mese di maggio 2009.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Vite
Per le principali cultivar sarde si è si è registrata la fase di grappoli separati nel corso della prima decade di maggio, seguita dalle fasi di bottoni fiorali separati e inizio fioritura fra la seconda e la terza decade. Le precipitazioni hanno condizionato l'andamento della coltura determinando l'intensificazione dei monitoraggi nei vigneti e conseguentemente un maggior controllo fitosanitario, in particolare per le infezioni fungine.
I dati sull'andamento fenologico sono stati utilizzati per predisporre le mappe di simulazione fenologica, realizzate nell'ambito del progetto IPHEN.
La mappa riportata nella figura 14 raffigura la situazione fenologica stimata al 15 maggio 2009 per il vitigno precoce Chardonnay, con un modello basato sul cumulo delle ore normali di caldo.

Figura 14 - Mappa di simulazione della fenologia per il Chardonnay, in scala BBCH, al giorno 15 maggio 2009.
Figura 14 - Mappa di simulazione della fenologia per il Chardonnay, in scala BBCH, al giorno 15 maggio 2009.

Olivo
Nel corso del mese si sono susseguite le fasi di sviluppo delle mignole e di fioritura secondo la varietà e l'ubicazione dell'oliveto. Le precipitazioni e le conseguenti condizioni favorevoli di umidità dei suoli hanno certamente giovato agli oliveti, favorendo un elevato vigore vegetativo, come evidenziano i rilievi fenologici effettuati nel corso del mese.

Note Fitopatologiche
Per gli attacchi di Peronospora, favoriti dalle condizioni termo-igrometriche associate al periodo piovoso fra fine del mese di aprile e la prima decade di maggio, si sono eseguiti intervento con prodotti citotrocipi-translaminari per contenere il possibile avvio delle infezioni primarie. Per l'Oidio si sono programmati, in tutti gli areali viticoli, interventi con prodotti a base di Zolfo (es. Zolfo Bagnabile (90%) 300 g/hl.).
Prima della fioritura nei principali areali olivicoli sono stati eseguiti i consueti trattamenti a base rameica contro l'occhio di Pavone (Spilocaea Oleagina) i cui attacchi sono stati favoriti dalle condizioni meteorologiche favorevoli del periodo.
Anche nel 2009 è stata verificata la presenza della Tignola del Pomodoro (Tuta Absoluta), lepidottero presente in Sardegna dall'estate 2008, che causa ingenti danni nelle colture di pomodoro in serra, ma è dannosissimo anche nelle colture in pieno campo. La tignola depone l'uovo dal quale nasce una larva che scava gallerie su tutte le parti della pianta. I frutti vengono attaccati in tutti i suoi stadi di crescita scavando gallerie che li rendono non commerciabili; spesso l'insetto attacca anche il peduncolo, provocando la caduta del frutto. Nelle serre la miglior difesa è proteggere gli impianti con reti antinsetto per impedire l'ingresso della tignola. In pieno campo il discorso è più complicato, considerato che l'insetto è arrivato nei nostri areali con una spiccata resistenza ai principi attivi utilizzati.
Nel mese di maggio è terminata l'infestazione di Lymantria Dispar. Tale infestazione in particolare nel mese di aprile ha defogliato numerose aree di bosco di sughera e leccio in diversi territori della Sardegna, in particolare in Gallura. Nel 2008 i danni da Lymantria Dispar sono risultati molto gravi, per l'inefficacia dei trattamenti eseguiti. Quest'anno invece sono stati eseguiti i trattamenti mediante il batterio aerobico Bacillus thuringiensis (Bt). La caratteristica principale di questo microrganismo è quella di avere molti ceppi, o sottospecie, ciascuno dei quali agisce su un determinato tipo di parassita senza provocare danni agli insetti utili e agli altri organismi non-bersaglio. I trattamenti hanno contribuito alla riduzione dell'entità del danno.



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