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Riepilogo mensile agrometeorologico di febbraio 2010

INTRODUZIONE
Nel mese di febbraio ci sono stati frequenti eventi piovosi, ma con apporti complessivi generalmente inferiori alla media climatica ad eccezione di alcune aree. I valori medi mensili di temperatura sono stati lievemente superiori alle medie climatologiche, sia nei valori massimi che in quelli minimi, con anomalie di circa un grado. Tuttavia, nei periodi più freddi in molte stazioni le temperature sono rimaste al di sotto dello zero termico in maniera prolungata.

Evapotraspirazione potenziale
I valori dell'evapotraspirazione interpolati sul territorio regionale variano tra circa 20 e 50 mm/mese circa, come mostra la figura 1. Tali valori risultano generalmente più contenuti rispetto alle medie climatiche e di poco superiori rispetto ai corrispondenti valori dell'anno precedente.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di febbraio 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di febbraio 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Nel mese di febbraio sebbene siano stati frequenti gli eventi piovosi, si sono totalizzati apporti complessivi generalmente inferiori alla media climatica ad eccezione della Gallura, della Baronia e del Sulcis. Il bilancio degli apporti con l'evapotraspirazione, mostrano in generale il segno positivo con una distribuzione geografica che riflette soprattutto la differente distribuzione delle piogge tra i diversi settori dell'Isola (figura 2).
Come mostrano le due mappe di anomalia, le condizioni di disponibilità idrica del mese sono più favorevoli rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ad eccezione del settore centro-occidentale, mentre risultano diffusamente deficitarie rispetto alle condizioni medie climatiche.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di febbraio 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di febbraio 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Nella figura 3, sono rappresentate le condizioni che hanno contraddistinto distintamente le tre decadi del mese ed in particolare le diffuse condizioni di deficit della terza decade.

Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di febbraio 2010.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di febbraio 2010.

Temperature massime e minime per decade
Le temperature del mese sono state mediamente superiori alla norma, con un'anomalia di circa 1 °C su base mensile. Se si analizzano le singole decadi si possono evidenziare ampie variazioni soprattutto per i valori massimi: come mostrano le mappe dei corrispondenti valori medi decadali riportate nelle figure 4 e 5. Tra la prima e la seconda decade del mese si è registrata infatti una sostanziale stabilità dei valori decadali, mentre tra la seconda e la terza si è invece osservato un incremento generale dei valori medi decadali, che per le massime è stato compreso tra 4 e 7 °C nella maggior parte delle località monitorate.

Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di febbraio 2010.
Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di febbraio 2010.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di febbraio 2010.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di febbraio 2010.

Minime assolute e permanenza dei valori estremi
Come si può osservare nella tabella 1 che riporta le minime assolute e la permanenza delle temperature orarie al di sotto delle soglie 0, -3 e -5 °C, in un certo numero di località monitorate le minime giornaliere hanno raggiunto o superato i -5 °C, fino a raggiungere il picco negativo di -10,1 nella stazione di Gavoi; nella stazione di Orgosolo Montes si sono registrate ben 12 ore con temperature al di sotto di -5 °C, di cui ben 9 ore consecutive.
Nelle stazioni di montagna, inoltre si può osservare come ci siano state giornate in cui le temperature non abbiano superato lo zero nell'arco delle 24 ore (es. Orgosolo, Aritzo, Illorai). In generale, in termini di durata di permanenza delle temperature critiche, il mese in esame é stato più freddo rispetto alle medie degli anni più recenti.

Tabella 1 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C, mese di febbraio 2010. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori
Tabella 1 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C, mese di febbraio 2010. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori "normali" sono rappresentati dalla mediana dei valori mensili registrati nei diversi anni del periodo 1995-2007. Tra parentesi quadre sono riportati gli estremi della stessa serie di riferimento.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Le sommatorie termiche calcolate per il mese di febbraio (figure 6 e 7) sono risultate generalmente superiori sia alla media climatica sia ai corrispondenti valori dello scorso anno in quasi tutto il territorio regionale. Nel dettaglio, per le sommatorie in base 0 °C i valori sono risultati compresi tra 18-100 GDD dei rilievi montuosi fino a 250-350 GDD delle aree costiere e di pianura, mentre gli accumuli termici in base 10 °C hanno variato tra 0 e 60 GDD.

Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di febbraio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di febbraio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di febbraio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di febbraio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Anche le sommatorie relative al bimestre gennaio-febbraio 2010, riportate nelle figure 8 e 9, sono state superiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Rispetto, invece, al clima sono stati osservati accumuli superiori per i valori in base 10 °C mentre per quelli in base 0 °C le anomalie sono risultate negative in quasi tutto il territorio isolano e in particolare lungo la costa settentrionale.
Nello specifico, le sommatorie in base 0 °C hanno variato tra 0 e 700 GDD mentre quelle in base 10 °C tra 0 e 100 GDD.

Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - febbraio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - febbraio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - febbraio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - febbraio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Lo stesso andamento rilevato per il bimestre gennaio-febbraio è stato osservato per il periodo ottobre 2009-febbraio 2010 (figure 10 e 11) con sommatorie generalmente superiori allo scorso anno e ai dati del trentennio '61-90, fatta eccezione per i valori in base 0 °C che rispetto alla media climatica hanno presentato anomalie negative in pianura e lungo le coste. I valori in base 0 °C sono risultati compresi tra 550 e 2200 GDD mentre quelli in base 10 °C tra 0 e 600 GDD.

Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre '09 - febbraio '10 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre '09 - febbraio '10 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre '09 - febbraio '10 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre '09 - febbraio '10 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Fabbisogno di freddo per le colture arboree
Nel mese di febbraio è terminato il periodo di dormienza delle gemme di molte specie arboree caducifoglie. Affinchè possa realizzarsi questa fase ed il passaggio alla successiva schiusura delle gemme, è necessario soddisfare il fabbisogno di freddo vale a dire l'esposizione a temperature moderatamente basse (circa 6 °C), che agiscono rimuovendo l'inibizione.

Per valutare la disponibilità di freddo si è utilizzato il metodo basato sull'accumulo di "unità di freddo" (chilling units), definite mediante una funzione dei valori orari di temperatura che assume il valore massimo (uno) per temperature prossime a 6 °C, decresce fino a zero per temperature superiori od inferiori, ed oltre i 15 °C diviene negativa.
Nel caso specifico sono calcolati col metodo Utah impiegato dal Pomology Weather Services dell'Università Californiana di Davis, per il quadrimestre novembre - febbraio.
Nel grafico riportato nella figura 12 sono rappresentati gli accumuli del mese di febbraio, quelli complessivi del quadrimestre novembre-febbraio e quelli del bimestre centrale dicembre-gennaio.

Figura 12 - Valori di chilling units calcolati per il mese di febbraio 2010 e per i periodi novembre '09-febbraio '10 e dicembre '09-gennaio '10.
Figura 12 - Valori di chilling units calcolati per il mese di febbraio 2010 e per i periodi novembre '09-febbraio '10 e dicembre '09-gennaio '10.

Wind Chill Index
L'elaborazione relativa al WCI medio per il mese di febbraio, riportata nella figura 13 ha mostrato una situazione diffusa di Lieve Disagio in quasi tutto il territorio regionale con condizioni più critiche (Disagio) nelle aree ad alta quota. Rispetto alla media pluriennale 1995-2007 la situazione è stata meno disagevole soprattutto nel settore Sud-orientale e Nord-orientale mentre nelle altre aree i valori medi dell'indice sono risultati in linea con la media o inferiori.

Figura 13 - Mappe di WCI per il mese di febbraio 2010 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.
Figura 13 - Mappe di WCI per il mese di febbraio 2010 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.

Nel dettaglio, l'elaborazione dei dati orari ha fatto rilevare come il 25 % delle stazioni abbia presentato oltre 200 ore mensili di Lieve Disagio e oltre 200 di Disagio (figura 14). Tra queste alcune stazioni hanno anche fatto riscontrare oltre 60 ore di Elevato Disagio e alcune ore di Possibile Congelamento (es. Bitti e Orgosolo Montes). Circa il 65 % delle aree monitorate ha presentato esclusivamente situazioni di lieve Disagio e Disagio.
Le giornate più critiche per il bestiame al pascolo sono state tra il 10 e 12 del mese quando alcune stazioni hanno fatto rilevare condizioni persistenti di Disagio e Elevato Disagio.

Figura 14 - Numero di ore mensili con WCI nelle diverse classi di disagio per il mese di febbraio 2010.
Figura 14 - Numero di ore mensili con WCI nelle diverse classi di disagio per il mese di febbraio 2010.

Nel corso del mese sono inoltre stati registrati valori di WCI minimo (tabella 2) molto bassi. Il 35 % delle stazioni ha fatto osservare valori inferiori a -10 con un minimo pari a -20.9 registrato nella stazione di Orgosolo Montes.

Tabella 2 - Valori minimi di WCI per il mese di febbraio 2010.
Tabella 2 - Valori minimi di WCI per il mese di febbraio 2010.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Nel corso del mese le coltivazioni cerealicole hanno continuato ad accrescersi regolarmente, seppur a ritmo lento, nelle aree in cui le semine sono avvenute per tempo e laddove le precipitazioni, soprattutto dei mesi precedenti, non sono state talmente abbondanti da determinare problemi di ristagno idrico. In generale, le piante si trovavano in fase di accestimento/levata e, se si esclude la prima metà del mese in cui in molte aree si è verificato l'arresto o un forte rallentamento dell'attività vegetativa per effetto delle basse temperature, negli altri giorni si è osservata una discreta ripresa degli accrescimenti favorita anche dalla buona disponibilità idrica dei terreni. Sono proseguiti anche a febbraio, invece, i problemi di stress per quelle coltivazioni che hanno subito in precedenza gli effetti concomitanti del ristagno idrico e delle basse temperature.

Anche le specie foraggere coltivate e le essenze spontanee hanno subito generalmente un arresto o una rallentamento dell'attività per effetto delle basse temperature. In molti territori, soprattutto di pianura e di collina, le temperature nel corso della prima parte del mese sono infatti scese al di sotto dello zero di vegetazione specifico delle graminacee (5 °C ) e delle leguminose (8 °C). Nelle aree in cui le temperature sono state più rigide possono anche essersi verificati degli ingiallimenti. Sono evidenti anche problemi di ristagno idrico nelle zone in cui le precipitazioni invernali sono state più intense. In alcuni territori di pianura (es. Campidano) le condizioni meteorologiche sono state, invece, favorevoli e hanno garantito per tutto il mese una buona disponibilità foraggera per il bestiame al pascolo.

Ortive
A febbraio sono ancora evidenti i danni determinati dall'eccessiva piovosità dei mesi di dicembre e gennaio. Molte colture, come quella del carciofo, sono state compromesse quasi completamente (es Bassa Valle del Coghinas e Oristanese) e in altri casi sono osservabili ingiallimenti e marciumi che hanno favorito anche la diffusione di patogeni.



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