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Riepilogo mensile agrometeorologico di marzo 2010

INTRODUZIONE
Dal punto di vista agrometeorologico il mese di marzo è stato caratterizzato da piogge modeste nella maggior parte del territorio regionale, ad eccezione del settore Nord-occidentale i cui si sono superate le medie climatiche, e da un'ampia escursione delle temperature nel corso del mese sia nei valori minimi che nei massimi.

Evapotraspirazione potenziale
Nel mese di marzo i valori mensili di evapotraspirazione sono stati compresi tra circa 40-50 mm/mese nelle località poste a quote maggiori, fino a circa 80 mm/mese nelle principali aree pianeggianti (figura 1). Come mostrano le mappe di anomalia, tali dati risultano generalmente inferiori rispetto a quelli dell'anno precedente ad eccezione soprattutto del settore Nord-occidentale, mentre rispetto ai corrispondenti dati medi trentennali sono stati superiori.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di marzo 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di marzo 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Le piogge hanno interessato la prima metà del mese di marzo e sono state quantitativamente significative in particolare nella parte centro-settentrionale dell'Isola: qui infatti si sono avuti cumulati mensili in linea o superiori ai corrispondenti valori medi climatici, in particolare nel settore Nord-occidentale, mentre nel resto della Sardegna si sono registrati valori totali decisamente inferiori a quelli climatici.
Il bilancio tra gli apporti e le perdite evapotraspirative dà luogo ad una situazione piuttosto eterogenea tra le diverse aree dell'Isola, rappresentata nella figura 2: in particolare, nella parte centrale montuosa e soprattutto nel settore Nord-occidentale e in Gallura i valori risultano positivi ed indicano un incremento di disponibilità idrica, mentre nelle restanti aree (tra queste il Campidano, le Baronie e l'Oristanese) si registra un sensibile deficit.
Rispetto alle condizioni medie climatiche si evidenziando anomalie di segno opposto nelle diverse aree dell'Isola: si registra una minore disponibilità idrica rispetto alla norma lungo l'intero settore orientale, mentre si hanno anomalie positive nella parte Nord-occidentale.
Le differenze appaiono piuttosto marcate anche rispetto allo stesso mese del 2009, con un trend decrescente procedendo da Nord-Est verso Sud-Ovest.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di marzo 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di marzo 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Nella figura 3, sono rappresentate le diverse condizioni che hanno contraddistinto le tre decadi del mese ed in particolare le condizioni di surplus della prima decade e quelle di deficit esteso delle restanti due e soprattutto nella terza.

Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di marzo 2010.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di marzo 2010.

Temperature massime e minime per decade
L'analisi delle temperature registrate nelle tre decadi mette in evidenza ampie variazioni per entrambi i valori, come mostrano le mappe dei corrispondenti valori medi decadali riportate nelle figure 4 e 5. Tra la prima e la seconda decade del mese si è registrata infatti una riduzione delle minime ed un leggero incremento delle massime, mentre tra la seconda e la terza si è invece osservato un incremento generale piuttosto sensibile dei valori medi decadali, mediamente di oltre 5 gradi per le temperature minime.

Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di marzo 2010.
Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di marzo 2010.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di marzo 2010.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di marzo 2010.

Minime assolute e permanenza dei valori estremi
Come si osserva dalla tabella 1 solo in un numero limitato di località monitorate le minime giornaliere hanno raggiunto o superato i -5 °C, fino a raggiungere il picco di -6.9 °C nella stazione di Villanova Strisaili; nelle due stazioni di Gavoi e Villanova Strisaili si sono avute rispettivamente 6 e 9 ore con temperature al di sotto di -5 °C.

In generale, se si considerano le temperature inferiori allo zero, nella maggior parte delle stazioni si è registrato un numero di ore superiori ai valori medi degli anni recenti.

Tabella 1 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C, mese di marzo 2010. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori
Tabella 1 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C, mese di marzo 2010. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori "normali" sono rappresentati dalla mediana dei valori mensili registrati nei diversi anni del periodo 1995-2007. Tra parentesi quadre sono riportati gli estremi della stessa serie di riferimento.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Le sommatorie termiche elaborate per il mese di marzo sono state superiori allo scorso anno e alla media climatica del trentennio 1961-90 se si considera la soglia dei 10 °C (figura 7); le somme in base 0 °C (figura 6), sono stati in linea o di poco inferiori, ad eccezione della Barbagia e dei settori Nord-occidentale e Sud-occidentale, rispetto allo scorso anno, e delle aree montuose della Barbagia rispetto alla climatologia. Nel dettaglio, le sommatorie in base 0 °C hanno variato da 80 a 400 GDD nel passaggio dai territori di alta quota alle aree costiere mentre quelle in base 10 °C sono risultate comprese tra 0 e 80 GDD.

Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di marzo 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di marzo 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di marzo 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di marzo 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Anche le sommatorie termiche calcolate sul trimestre gennaio-marzo 2010 (figure 8 e 9) sono state generalmente superiori allo scorso anno e al dato medio climatico, ad esclusione dei valori in base 0 °C rispetto al clima, quasi sempre inferiori particolarmente nel settore settentrionale.

Nello specifico, le sommatorie in base 0 °C hanno variato tra 75 e 1000 GDD mentre quelle in base 10 °C tra 0 e 175 GDD.

Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Infine, le sommatorie del semestre ottobre 2009-marzo 2010 (figure 10 e 11) hanno evidenziato un "anticipo" termico piuttosto netto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre rispetto alla climatologia sono evidenti degli scarti negativi soprattutto lungo la fascia orientale. Nel dettaglio, le sommatorie hanno assunto valori compresi tra 500 e 2600 GDD in base 0 °C e 0 e 700 GDD in base 10 °C.

Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre '09 - marzo '10 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre '09 - marzo '10 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre '09 - marzo '10 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre '09 - marzo '10 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Wind Chill Index

L'elaborazione relativa al WCI medio mensile (figura 12) ha mostrato una situazione generalizzata di Lieve Disagio, ad eccezione delle aree più ad alta quota della Barbagia dove la situazione è stata potenzialmente più critica (Disagio) e di alcune aree costiere meridionali che invece non hanno presentato alcun disagio. Rispetto alla media pluriennale 1995-2007 la situazione è stata sostanzialmente simile nelle località della fascia centrale e in alcuni territori a Nord e meno critica al Sud e in buona parte del settore settentrionale. Unicamente in alcune località centrali sono stati rilevati valori potenzialmente più critici.

Figura 12 - Mappe di WCI per il mese di marzo 2010 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.
Figura 12 - Mappe di WCI per il mese di marzo 2010 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.

L'analisi di dettaglio dei dati orari (figura 13) mostra che circa il 30 % delle stazioni ha totalizzato ore negli intervalli di Lieve Disagio, Disagio e Elevato Disagio. In particolare, alcune stazioni, soprattutto del Nuorese, hanno presentato oltre 300 ore di Disagio e oltre 10 ore di Elevato Disagio. Circa la metà delle stazioni ha però fatto registrare quasi totalmente situazioni di Lieve Disagio. Le giornate potenzialmente più critiche sono state il 10 e l'11 marzo quando diverse stazioni hanno presentato condizioni persistenti di Disagio e Elevato Disagio.

Figura 13 - Numero di ore mensili con WCI nelle diverse classi di disagio per il mese di marzo 2010.
Figura 13 - Numero di ore mensili con WCI nelle diverse classi di disagio per il mese di marzo 2010.

Il valore mensile più basso (tabella 2) di WCI, pari a -17.9, è stato registrato nella stazione di Orgosolo Montes il giorno 11. Nonostante marzo non sia stato un mese particolarmente critico circa il 30 % delle stazioni ha presentato valori di WCI minimo inferiori a -10.

Tabella 2 - Valori minimi di WCI per il mese di marzo 2010.
Tabella 2 - Valori minimi di WCI per il mese di marzo 2010.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Figura 14 - Frumento in fase di levata (fonte: AGRIS)
Figura 14 - Frumento in fase di levata (fonte: AGRIS)
Le colture cerealicole, in fase di levata, hanno proseguito il loro ciclo abbastanza regolarmente, anche se sono da segnalare alcune situazioni di stress idrico, a causa delle scarse precipitazioni della seconda metà del mese. In alcuni casi, sono stati osservati ingiallimenti delle piante probabilmente a causa di più fattori come la limitata disponibilità idrica, le problematiche riscontrate nelle operazioni di diserbo e concimazione per effetto delle eccessive precipitazioni dei periodi precedenti e anche per le infezioni da Septoria.

Anche nel campo delle foraggere sono state registrate condizioni di stress idrico che possono avere limitato il ricaccio delle essenze pascolate e gli accrescimenti delle colture da affienare. Nelle aree in cui la disponibilità idrica dei terreni era adeguata all'esigenza delle diverse specie, le piante hanno continuato a vegetare favorite anche dalle temperature massime (sopra la media climatica del trentennio di riferimento) che nelle terza decade del mese hanno superato i 20 °C in quasi tutto il territorio regionale.

Ortive
Anche per le colture ortive, dopo i danni dovuti ai ristagni idrici che hanno caratterizzato i mesi precedenti, sono da registrare problematiche legate alla limitata disponibilità d'acqua dei terreni che ha interessato la fine di marzo. Essendo questo un periodo di transizione con colture a fine o inizio ciclo non si segnalano problematiche di tipo patologico di particolare rilevanza.



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