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Riepilogo mensile agrometeorologico di maggio 2010

INTRODUZIONE
Il mese di maggio 2010 si è caratterizzato per le piogge frequenti ed abbondanti e per temperature generalmente contenute, soprattutto nei valori massimi.

Evapotraspirazione potenziale
A causa del tempo spesso perturbato i cumulati mensili dell'evapotraspirazione di riferimento hanno raggiunto valori decisamente più contenuti rispetto a quelli dell'anno precedente, variando secondo le località tra circa 80 e 150 mm/mese (figura 1). Anche rispetto ai valori medi calcolati per il trentennio di riferimento 1961-90 si registrano riduzioni sebbene più contenute.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di maggio 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di maggio 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Nel corso del mese ed in particolare nelle prime due decadi abbondanti e frequenti piogge hanno interessato l'intero territorio regionale, raggiungendo valori totali sensibilmente superiori alle corrispondenti medie climatiche del periodo.
Gli apporti piovosi consistenti e le ridotte perdite evapotraspirative hanno dato luogo ad una situazione favorevole sotto il profilo della disponibilità idrica per i diversi elementi del ciclo idrologico (umidità dei suoi, deflussi, etc..), come si evidenzia dall'analisi delle mappe di bilancio idro-meteorologico riportate nella figura 2: benché infatti nella maggior parte del territorio si registrino valori negativi, rispetto alla norma si tratta di condizioni generalmente più favorevoli come si evince dalla mappa dell'anomalia climatica. Notevole è la differenza rispetto ai valori del maggio 2009, che si caratterizzò per condizioni meteorologiche diametralmente opposte. Le condizioni di umidità dei suoli ha avuto riflessi positivi e sulla vegetazione naturale e sulle colture favorendo un minore ricorso all'irrigazione.
Occorre tuttavia evidenziare anche gli inconvenienti legati all'abbondante regime pluviometrico, quali l'impraticabilità dei campi da parte delle macchine operatrici con i conseguenti ritardi sia nella preparazione dei terreni che nelle semine, la crescita rigogliosa della vegetazione, che nel prosieguo della stagione, si può riflettere in aumenti del rischio di incendi boschivi.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di maggio 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di maggio 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Come descritto in precedenza gli apporti piovosi sono stati più abbondanti nelle prime due decadi e contenuti nella terza (ad eccezione delle località del centro). Per effetto di questa distribuzione le mappe decadali del bilancio idro-meteorologico, riportate nella figura 3, mostrano condizioni di surplus solo nelle prime due decadi.

Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di maggio 2010.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di maggio 2010.

Temperature massime e minime per decade
Nel corso del mese si è avuta una sensibile variabilità delle temperature sia minime che massime, con differenze superiori a 10 °C tra le minime giornaliere e di oltre 15 °C tra le massime. L'analisi dei valori medi decadali mostra un progressivo incremento con variazioni tra le decadi di circa 1 °C per le temperature minime (figura 4), mentre per le massime si evidenzia un andamento meno lineare, con una riduzione dalla prima alla seconda decade, mediamente di circa 2 °C, ed un sensibile aumento nell'ultima, pari a circa 6 °C.

Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di maggio 2010.
Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di maggio 2010.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di maggio 2010.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di maggio 2010.

Massime assolute e permanenza dei valori estremi
La tabella 1 evidenzia come solo in alcune località della fascia centrale, le temperature orarie nei giorni più caldi si siano mantenute oltre le soglie di 30 °C, in particolare nella Piana di Ottana si sono totalizzate complessivamente 11 ore, di cui 6 nella stessa giornata. In nessuna località si sono raggiunti i 35 °C, a differenza del maggio 2009 quando si superarono i 40 °C. In generale i totali dei valori orari superiori alle soglie considerate risultano sensibilmente inferiori rispetto a quelli "normali" relativi agli anni recenti 1995-2007.

Tabella 1 - Valori estremi di temperatura massima e permanenza dei valori orari sopra le soglie di 25, 30 e 35 °C, mese di maggio 2010. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori 'normali' sono rappresentati dalla mediana dei valori mensili registrati nei diversi anni del periodo 1995-2007. Tra parentesi quadre sono riportati gli estremi della stessa serie di riferimento.
Tabella 1 - Valori estremi di temperatura massima e permanenza dei valori orari sopra le soglie di 25, 30 e 35 °C, mese di maggio 2010. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori 'normali' sono rappresentati dalla mediana dei valori mensili registrati nei diversi anni del periodo 1995-2007. Tra parentesi quadre sono riportati gli estremi della stessa serie di riferimento.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Le sommatorie termiche in base 0 °C e 10 °C per il mese di maggio (figure 6 e 7) sono state più basse sia rispetto alla media climatica (1961-1990), sia soprattutto rispetto ai valori registrati nel maggio dello scorso anno, che fu invece eccezionalmente caldo. In particolare, in alcune aree montuose sono stati registrati circa 100-150 GDD in meno rispetto al 2009. Nel dettaglio, gli accumuli in base 0 °C hanno raggiunto valori compresi tra 200 e 500 GDD passando dalle aree montuose ai territori costieri e nella pianura del Campidano, mentre le sommatorie in base 10 °C hanno variato tra 0 e 250 GDD.

Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di maggio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di maggio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di maggio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di maggio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Lo stesso andamento è stato osservato anche per le sommatorie relative al bimestre aprile-maggio 2010, con accumuli decisamente più bassi rispetto ai periodi di riferimento (figure 8 e 9). In particolare, i valori in base 0 °C sono risultati compresi tra circa 400 e 1000 GDD mentre quelli in base 10 °C tra 0 e 400 GDD.

Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo aprile - maggio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo aprile - maggio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo aprile - maggio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo aprile - maggio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Contrariamente a quanto osservato nelle elaborazioni precedenti, nel periodo gennaio-maggio 2010 le somme termiche su base 10 °C (figure 10 e 11) hanno presentato valori superiori alla media climatica. Per quanto riguarda le altre elaborazioni per lo stesso periodo si è mantenuta la tendenza a minori accumuli soprattutto nelle aree a più alta quota.
Nello specifico, le sommatorie in base 0 °C hanno variato tra circa 500 e 2000 GDD mentre quelle in base 10 °C tra 0 e 600 GDD nel passaggio dalle aree montuose fino alle zone pianeggianti e costiere.

Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - maggio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - maggio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - maggio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - maggio 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Infine, per le sommatorie calcolate per il periodo ottobre 2009 - maggio 2010 (figure 12 e 13) si è osservata una situazione meno uniforme: si sono avuti incrementi dei valori in base 10 °C rispetto alla medie climatica e di quelli in base 0 °C rispetto all'annata precedente, mentre nelle altre elaborazioni sono stati osservati generalmente valori inferiori. Gli accumuli termici complessivamente sono risultati compresi tra 1100 e 3600 GDD in base 0 °C e tra 0 e 1000 in base 10 °C.

Figura 12 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre '09 - maggio '10 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 12 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre '09 - maggio '10 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 13 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre '09 - maggio '10 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 13 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre '09 - maggio '10 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Temperature Humidity Index
L'elaborazione del THI medio mensile non ha fatto osservare condizioni di stress da caldo per il bestiame al pascolo (Figura 14).
Se invece si analizzano più dettagliatamente i valori orari, riportati graficamente nella figura 15, è possibile riscontrare come vi siano state stazioni, localizzate in particolare nel settore Nord-Orientale, che hanno totalizzato oltre 100 ore complessive mensili in condizioni disagevoli distribuite tra Lieve Disagio, Disagio e in alcuni casi di Allerta. Circa il 40 % delle stazioni ha però fatto registrare solo condizioni di Lieve Disagio e meno del 10 % non ha presentato situazioni di criticità (Orgosolo Montes, Illorai e Bitti). Il periodo più disagevole si è verificato l'ultima settimana del mese quando diverse stazioni hanno fatto registrare valori dell'indice nelle diverse soglie di disagio.
Il valore massimo mensile di THI, pari a 76.9, è stato registrato nella stazione di Dorgali Lanaitto (tabella 2).

Figura 14 - Mappe di THI per il mese di maggio 2010 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.
Figura 14 - Mappe di THI per il mese di maggio 2010 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.
Figura 15 - Numero di ore mensili con THI nelle diverse classi di disagio per il mese di maggio 2010.
Figura 15 - Numero di ore mensili con THI nelle diverse classi di disagio per il mese di maggio 2010.
Tabella 2 - Valori massimi di THI per il mese di maggio 2010.
Tabella 2 - Valori massimi di THI per il mese di maggio 2010.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Le condizioni di abbondante piovosità che hanno contraddistinto il mese di maggio, associate ad alcune giornate di forte vento, possono avere determinato problemi per la chiusura del ciclo dei cereali a causa del piegamento dei culmi e del conseguente rallentamento nella traslocazione delle sostanze di riserva verso la cariosside.
Inoltre, l'ambiente particolarmente umido ha favorito lo sviluppo di crittogame come Septoria e Fusarium e la diffusione di infestanti difficilmente controllabili in questa fase del ciclo. Possono essersi verificati anche problemi di slavatura delle cariossidi con perdita di lucentezza della granella e scadimento delle caratteristiche qualitative.
Le precipitazioni, inoltre, possono avere ostacolato e ritardato le operazioni di sfalcio degli erbai e taglio dei prati, con allungamento del ciclo e peggioramento delle caratteristiche chimiche e nutrizionali (minore appetibilità, minore digeribilità, maggiore contenuto in fibra). Nel caso, invece, di foraggi già sfalciati e presenti in campo per il processo di fienagione, possono essersi verificate perdite di elementi nutritivi per effetto del dilavamento operato della pioggia e il deterioramento del prodotto per l'innescarsi di fermentazioni favorite dall'eccessiva umidità del fieno ammassato.
Non sono da segnalare particolari problemi per i cereali a ciclo primaverile-estivo se non difficoltà nelle operazioni di semina per coloro che avevano programmato di seminare a maggio.

Ortive
Le condizioni termo-pluviometriche del mese hanno favorito le infezioni da crittogame sulle diverse ortive del periodo (pomodoro da industria, cipolla, patata, cucurbitacee). Si sono inoltre osservati ritardi nel ciclo di alcune specie, come ad esempio melone e anguria, per effetto delle temperature sostanzialmente basse.

Vite
Le anomale condizioni termo-pluviometriche del mese di maggio hanno determinato criticità sulla coltura della vite. Le precipitazioni, in particolare, hanno condizionato l'andamento colturale rendendo necessaria un'intensificazione dei monitoraggi e dei trattamenti atti a controllare le infezioni fungine.
In molti areali viticoli si è assistito, inoltre, a un rallentamento fenologico: ad esempio, rispetto al 2009, nel corso della terza decade si è osservata come fase prevalente, nell'areale di Alghero, quella di "bottoni fiorali separati", mentre lo scorso anno nella stessa decade si era raggiunta la fase di fioritura.
Alcune giornate di forte ventosità registrate fra la seconda e la terza decade, nelle aree viticole prossime alla costa, hanno causato escoriazioni alle foglie e alle superfici dei grappoli in formazione, specialmente sui filari più esposti e per le forme di allevamento verticali. La giornata del 31 è stata la più critica poiché le condizioni di forte vento hanno interessato molte cultivar in una fase fenologica delicata come quella di "bottoni fiorali separati".

Olivo
Nel corso del mese, nell'areale olivicolo della Nurra, si sono susseguite le fasi di sviluppo delle mignole. Le precipitazioni e le conseguenti condizioni favorevoli di umidità dei suoli hanno certamente giovato agli oliveti, favorendo un elevato vigore vegetativo e un notevole sviluppo della vegetazione.

NOTE FITOPATOLOGICHE
Per gli attacchi di Peronospora, favoriti dalle condizioni termo-igrometriche associate al periodo piovoso fra fine del mese di aprile e le prime due decadi di maggio, si sono eseguiti interventi specifici per contenere il possibile avvio delle infezioni primarie. Per l'Oidio si sono programmati, in tutti gli areali viticoli, interventi con prodotti a base di Zolfo.
Il modello EPI e il calcolo del periodo di incubazione hanno permesso di individuare nel corso del mese i periodi più critici per gli attacchi della Plasmopara viticola.
Come riportato in precedenza sono stati evidenziati attacchi fungini anche sulle colture orticole in pieno campo.
Le simulazioni effettuate con il modello matematico per la Lobesia botrana hanno mostrato il proseguo degli sfarfallamenti degli adulti di seconda generazione.



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