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Riepilogo mensile agrometeorologico di ottobre 2010

INTRODUZIONE
Il mese di ottobre si è caratterizzato per le piogge abbondanti ed intense che hanno interessato la fascia orientale e meridionale e per le temperature giornaliere generalmente superiori alla norma nella prima parte del mese ed inferiori nella terza decade

Evapotraspirazione potenziale
I valori dell'evapotraspirazione stimati per il territorio regionale variano tra minimi di circa 30 mm/mese fino a valori prossimi a 80 mm/mese, presenti soprattutto nel settore centro-settentrionale. Rispetto allo stesso mese del 2009 si evidenzia una leggera riduzione nella maggior parte del territorio regionale; rispetto ai dati medi climatici si registra invece una sostanziale equivalenza, con aree che presentano surplus ed altre con deficit in ugual misura (figura 1).

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di ottobre 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di ottobre 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Gli apporti piovosi totali hanno interessato il territorio regionale in maniera eterogenea variando da circa 50 mm nel settore occidentale ad oltre 300 mm in Ogliastra, dando luogo a condizioni di bilancio idro-meteorologico mensile differenti tra le diverse località dell'Isola. Mentre infatti nelle località sud-occidentali e centro-occidentali l'evapotraspirazione mensile prevale sugli apporti piovosi, nelle altre aree ed in particolare nel settore orientale si registrano condizioni di surplus che raggiungono valori molto elevati, come è evidente dalla figura 2. Nella figura 3 si evidenzia la distribuzione del bilancio nel corso delle tre decadi ed in particolare in notevole surplus della seconda decade in virtù delle piogge abbondanti del giorno 12. Come si osserva nelle mappe di anomalia della figura 2, rispetto all'ottobre 2009 si registrano condizione notevolmente differenti a causa della diversa distribuzione delle piogge dello scorso anno, che interessarono i settori Nord-occidentale e Sud-occidentale; anche rispetto alle condizioni medie climatiche si registrano sensibili differenze tra le diverse aree dell'Isola.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di ottobre 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di ottobre 2010 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di ottobre 2010.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di ottobre 2010.

L'abbondanza e l'elevata intensità oraria delle piogge registrate nei due giorni 10 e 12, hanno provocato nelle aree pianeggianti condizioni di ristagno idrico ed allagamento dei campi a causa dell'ingrossamento e tracimazione dei corsi d'acqua, mentre nelle aree in pendio e in presenza di suoli compatti caratterizzati da una bassa capacità di infiltrazione hanno causato un intenso ruscellamento superficiale con effetti erosivi.
In particolare va evidenziato l'evento del giorno 12 quando i valori orari hanno raggiunto circa 30-40 mm/h nel Campidano e Trexenta e superato i 50 mm/h fino ad oltre 80 mm/h nel Nuorese, Ogliastra, Baronia e Sarrabus.
Nel valutare le conseguenze delle piogge particolarmente intense del 12, inoltre, è opportuno considerare che sono cadute in alcune aree già interessate dalle piogge abbondanti del giorno 10, e quindi con terreni imbibiti negli strati superficiali, e ciò può aver provocato un minor tasso di infiltrazione e favorito un maggior ristagno e ruscellamento superficiale.
Nelle diverse aree colpite, le conseguenze possono essere state diverse in relazione alla vulnerabilità propria del territorio, determinata dalla morfologia, dall'inclinazione e lunghezza dei versanti, dal grado di copertura della vegetazione, dalle caratteristiche dei suoli in termini di capacità di infiltrazione, e delle formazioni litologiche sottostanti. Occorre anche rilevare che in molte aree la copertura vegetale, che fornisce un importante contributo al contenimento degli effetti erosivi delle piogge intense, nel periodo in esame si presentava ancora piuttosto contenuta.

In definitiva, nelle aree maggiormente colpite dalle piogge intense, le attività agricole possono aver subito danni di diversa entità, sia per l'azione meccanica esercitata sui suoli e sulle colture dallo scorrere impetuoso dell'acqua, sia per il danneggiamento delle strutture aziendali e della rete viaria.
Infine, nelle restanti aree non soggette alle piogge intense, gli apporti piovosi del 10-12 ottobre hanno garantito una ripresa del contenuto di umidità dei suoli, di cui possono aver beneficiato sia le coltivazioni sia la vegetazione spontanea, dopo il lungo periodo siccitoso estivo.

Temperature massime e minime per decade

Nel mese di ottobre sia la media mensile delle temperature massime sia delle minime è risultata leggermente inferiore alla media climatologica, con anomalie intorno a -1°C. Come si evidenzia dalle mappe in figura 4 e 5 il periodo più caldo si è avuto nella prima decade, in occasione dell'avvezione calda. Le temperature più basse sono state registrate nell'ultima decade del mese. Di rilievo soprattutto la sensibile riduzione delle massime tra la prima e la seconda decade, mediamente di circa 6 gradi, e delle minime tra la seconda e la terza decade, pari ad oltre 4 °C

Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di ottobre 2010.
Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di ottobre 2010.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di ottobre 2010.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di ottobre 2010.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Le sommatorie termiche calcolate per il mese di ottobre (figure 6 e 7) sono risultate generalmente inferiori sia allo scorso anno, ad eccezione di alcune località centrali e meridionali, sia soprattutto alla climatologia per entrambe le soglie di riferimento. In particolare i valori sono risultati compresi tra 250 e 600 GDD in base 0 °C e tra 0 e 300 GDD in base 10 °C spostandosi dai rilievi montuosi alle aree costiere, in particolar modo quelle localizzate nel settore Sud-occidentale.

Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di ottobre 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di ottobre 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di ottobre 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di ottobre 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Le sommatorie termiche del periodo aprile-ottobre, riportate nelle figure 8 e 9, sono state decisamente più basse rispetto alla climatologia e soprattutto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con anomalie piuttosto elevate quantificabili fino a oltre 300 GDD lungo il settore occidentale. Nel dettaglio, gli accumuli termici hanno variato da 2400 fino a 4500 GDD in base 0 °C e da 400 a 2400 GDD in base 10 °C con i valori più alti registrati lungo le coste e nelle aree del Campidano.

Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo aprile - ottobre 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo aprile - ottobre 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo aprile - ottobre 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo aprile - ottobre 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Infine, le sommatorie termiche calcolate dall'inizio dell'anno (figure 10 e 11) hanno presentato per entrambe le soglie di riferimento valori inferiori al 2009 particolarmente nel settore occidentale e nei rilievi montuosi del Gennargentu, mentre rispetto alla climatologia sono da notare anomalie negative più contenute e valori termici molto simili se non superiori in alcune aree localizzate nel settore Nord-orientale. Nel dettaglio, sono stati totalizzati da 2600 a 5500 GDD al di sopra di 0 °C e da 460 a 2500 GDD al di sopra di 10 °C.

Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - ottobre 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - ottobre 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - ottobre 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - ottobre 2010 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Temperature Humidity Index

L'elaborazione del THI medio mensile (figura 12) non ha presentato condizioni di disagio per il bestiame al pascolo, tuttavia se si analizzano nello specifico i dati orari (figura 13) è possibile osservare come la quasi totalità delle stazioni monitorate abbia fatto registrare almeno qualche ora mensile nell'intervallo di Lieve Disagio, circa il 75 % abbia anche avuto condizioni di Disagio e circa il 35 % abbia anche presentato condizioni di Allerta. Non sono state conteggiate ore negli intervalli di Pericolo e Emergenza in alcuna stazione. Il periodo potenzialmente più disagevole per il bestiame è stato registrato tra il 2 e il 9 ottobre quando numerose stazioni hanno presentato durante la giornata condizioni di Lieve Disagio, Disagio e Allerta. Il valore più alto di THI massimo mensile (tabella 1) è stato registrato nella stazione di Dorgali Lanaitto il giorno 4.

Figura 12 - Mappe di THI per il mese di ottobre 2010 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.
Figura 12 - Mappe di THI per il mese di ottobre 2010 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.
Figura 13 - Numero di ore mensili con THI nelle diverse classi di disagio per il mese di ottobre 2010.
Figura 13 - Numero di ore mensili con THI nelle diverse classi di disagio per il mese di ottobre 2010.
Tabella 1 - Valori massimi di THI per il mese di ottobre 2010.
Tabella 1 - Valori massimi di THI per il mese di ottobre 2010.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Le condizioni di deficit idrico che hanno caratterizzato i primi giorni del mese possono avere causato dei ritardi nel risveglio delle specie vegetali di interesse zootecnico e un rallentamento e comunque un ridotto accrescimento per quelle che avevano già ricacciato o germinato. Le precipitazioni che hanno interessato la restante parte del mese hanno generalmente migliorato le condizioni delle colture in campo aumentando la disponibilità idrica dei suoli e favorendo l'attività vegetativa delle diverse specie. Tuttavia, laddove gli apporti meteorici sono stati più elevati, escludendo le località colpite dagli eventi alluvionali in cui i danni sono stati più ingenti, possono essersi verificati dei problemi per effettuare le semine delle foraggere e per la raccolta di altre colture a fine ciclo come il mais o il riso.

Figura 14 - Differente copertura vegetativa del suolo nelle tre decadi di ottobre.
Figura 14 - Differente copertura vegetativa del suolo nelle tre decadi di ottobre.

Ortive
Le colture ortive hanno proseguito il ciclo abbastanza regolarmente salvo nelle aree in cui le precipitazioni sono state talmente intense e abbondanti da determinare problemi di asfissia radicale o danni meccanici alle parti aree delle piante.

Vite
Il mese di ottobre è stato contraddistinto dal completamento delle operazioni di vendemmia per le cultivar più tardive, e più in generale nelle aree collinari e montane dove si è verificato un ritardo fenologico causato dalle ridotte disponibilità termiche nel corso della stagione viticola. L'inizio della stagione delle piogge in concomitanza con il completamento della maturazione dell'uva, dalla seconda decade di ottobre in poi, ha necessitato trattamenti fitosanitari preventivi atti a scongiurare gli attacchi da Botrite e Marciume acido, allo scopo di non compromettere la qualità delle uve.

Olivo
Con l'apertura dei frantoi è cominciata in Sardegna la raccolta anticipata delle olive da olio, che avviene nel corso della fase di invaiatura e che viene effettuata anticipatamente allo scopo di evitare i danni causati dalla nuova generazione di Mosca delle Olive; la maturazione aumenta infatti la recettività delle drupe alla puntura da parte della Mosca, che invece ha maggiore difficoltà con la drupa maggiormente dura.



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