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Riepilogo mensile agrometeorologico di ottobre 2011

INTRODUZIONE
Il mese di ottobre è stato caratterizzato da condizioni di bel tempo con giornate per lo più calde e soleggiate e con scarsi eventi piovosi. Le temperature massime hanno superato le medie climatiche, mentre le piogge totali sono state molto al di sotto dei corrispondenti valori attesi.

Evapotraspirazione potenziale
I cumulati di evapotraspirazione stimati per il territorio regionale variano da minimi di circa 40 mm/mese fino ad oltre 80 mm/mese. Rispetto ai dati medi climatologici riferiti al periodo 1961-1990 si osserva un generale incremento, particolarmente marcato nel settore Nord-orientale. Analoghe differenze si registrano rispetto ai valori mensili del 2010 (figura 1).

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di ottobre 2011 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di ottobre 2011 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idrometeorologico
Il mese di ottobre è stato caratterizzato da condizioni di bel tempo associate a carenti precipitazioni, che nel complesso hanno prodotto cumulati mensili largamente deficitari. L'anomala scarsità di apporti piovosi e il tasso evapotraspirativo relativamente elevato, hanno determinato un bilancio negativo su tutto il territorio regionale, con valori di deficit superiori a -70 mm/mese. Tale condizione per il mese di ottobre è senz'altro anomala come evidenziano le mappe di anomalia calcolata rispetto ai valori medi climatologici. Anche rispetto al mese di ottobre 2010 le condizioni registrate si discostano in maniera marcata.
La scarsa disponibilità idrica dei suoli causata dal deficit del bilancio idrometeorologico ha avuto evidenti impatti sul comparto agro-zootecnico, limitando fortemente l'attività vegetativa nei pascoli naturali e la semina degli erbai, ed incrementando i fabbisogni idrici delle colture irrigue (es. carciofo).

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di ottobre 2011 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di ottobre 2011 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Nella figura 3 si evidenziano le diverse condizioni che hanno contraddistinto le tre decadi ed in particolare la concentrazione delle piogge più significative nella terza decade.

Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di ottobre 2011.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di ottobre 2011.

Temperature massime e minime per decade
Le temperature massime del mese sono state mediamente superiori alla norma di circa 1 °C , mentre le minime hanno registrato un'anomalia negativa di pari ampiezza. Nelle figure 4 e 5 vengono riportati i dati medi riferiti alle 3 decadi per le temperature massime e per le minime.

Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di ottobre 2011.
Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di ottobre 2011.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di ottobre 2011.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di ottobre 2011.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Le sommatorie termiche di ottobre (figure 6 e 7) sono state decisamente superiori allo scorso anno per entrambe le soglie di riferimento, mentre rispetto alla climatologia gli accumuli sono stati in linea o di poco inferiori in base 0 °C e superiori in base 10 °C. Nel dettaglio, i valori hanno variato da 300 a 600 GDD in base 0 °C e da 150 a 400 GDD in base 10 °C con gli accumuli più alti registrati lungo le coste e nella pianura del Campidano e quelli più bassi nel massiccio del Gennargentu, nella catena del Marghine e del Goceano e nei monti di Alà e Limbara.

Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di ottobre 2011 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di ottobre 2011 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di ottobre 2011 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di ottobre 2011 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Gli accumuli termici relativi al periodo aprile-ottobre (figure 8 e 9) hanno mantenuto il trend evidenziato nel semestre precedente (aprile-settembre) presentando valori superiori sia alla media climatica del trentennio 1961-1990, sia in particolare allo stesso periodo dello scorso anno. Le sommatorie del periodo sono comprese tra 2800 e 4600 GDD in base 0 °C e tra 700 e 2500 GDD in base 10 °C.

Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo aprile - ottobre 2011 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo aprile - ottobre 2011 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo aprile - ottobre 2011 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo aprile - ottobre 2011 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Infine, le sommatorie del periodo gennaio-ottobre (figure 10 e 11) sono state decisamente superiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno in particolare lungo la fascia occidentale e nel massiccio del Gennargentu, mentre rispetto alla climatologia sono stati registrati valori generalmente inferiori per le sommatorie in base 0 °C in quasi tutto il territorio regionale e valori superiori per quelle in base 10 °C con anomalie piuttosto elevate nelle aree centro-settentrionali. Nello specifico gli accumuli sono risultati compresi tra 3000 e 5600 GDD in base 0 °C e tra 700 e 2500 GDD in base 10 °C.

Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - ottobre 2011 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - ottobre 2011 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - ottobre 2011 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - ottobre 2011 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Temperature Humidity Index
Nel corso del mese di ottobre non è stata evidenziata alcuna condizione media di disagio per il bestiame al pascolo come si può evincere nella mappa riportata in figura 12. Tuttavia, se si analizzano i dati orari per quantificare la permanenza mensile dell'indice nei vari livelli di stress (figura 13), è possibile riscontrare alcune situazioni di disagio che hanno interessato un certo numero di stazioni. Nel dettaglio, nelle stazioni di Monastir Mobile, Dorgali Filitta, Sorso, Muravera, Gonnosfanadiga, e Villa San Pietro sono state totalizzate oltre 150 ore mensili nei livelli di Lieve Disagio e Disagio, mentre altre stazioni come Giave, Sardara e Oliena pur avendo fatto registrare complessivamente un minor numero di ore mensili di disagio hanno manifestato anche condizioni di Allerta e Pericolo, seppur per un numero limitato di ore. Circa la metà delle stazioni ha invece fatto registrare meno di 90 ore di disagio corrispondenti in prevalenza alla categoria meno critica (Lieve Disagio).
Come mostra la figura 14, la stazione che ha fatto registrare il valore più alto è stata Giave (79.3), seguita da Dorgali Filitta (78.6) e Chiaramonti 78.5).

Figura 12 - Mappe di THI per il mese di ottobre 2011 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.
Figura 12 - Mappe di THI per il mese di ottobre 2011 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.

Figura 13 - Numero di ore mensili con THI nelle diverse classi di disagio per il mese di ottobre 2011.
Figura 13 - Numero di ore mensili con THI nelle diverse classi di disagio per il mese di ottobre 2011.

Figura 14 - Valori massimi di THI per il mese di ottobre 2011.
Figura 14 - Valori massimi di THI per il mese di ottobre 2011.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Nel mese di ottobre si sono concluse le operazioni di raccolta delle varietà di riso favorite dalla scarsità di precipitazioni che ha caratterizzato l'intero mese. In generale, le rese e la qualità della granella sono state particolarmente soddisfacenti nei diversi areali di coltivazione ad eccezione di alcune varietà di più recente introduzione, come ad esempio Libero, che hanno presentato un'elevata incidenza di fenomeni di aborto legati alle basse temperature di fine luglio.
Si è conclusa regolarmente e con produzioni apprezzabili anche la raccolta delle specie foraggere primaverili-estive ancora in campo come il mais e l'erba medica, mentre a causa del marcato deficit idrico che ha interessato in parte settembre ma, soprattutto, il mese di ottobre si sono evidenziate grosse problematiche per le specie a ciclo autunno-primaverile. E' stato registrato un ritardo del risveglio delle specie poliennali in riposo vegetativo durante l'estate ed una stentata germinazione di quelle annuali appena seminate (figura 15). Inoltre si è dovuto posticipare l'ingresso in campo per le lavorazioni dei terreni e le semine delle specie foraggere a ciclo autunno-primaverile. Nelle aree che hanno potuto beneficiare di una discreta disponibilità idrica per effetto delle precipitazioni di inizio e fine settembre si è osservata invece una ripresa dell'attività vegetativa, sia negli erbai, che nei prati e nei pascoli e si è iniziato ad eseguire le semine. A causa delle scarse precipitazioni di ottobre, tuttavia, gli accrescimenti sono risultati piuttosto stentati, fatta eccezione per quelle coltivazioni che hanno potuto beneficiare di adeguate irrigazioni di soccorso. In alcuni casi può anche essersi verificato il fenomeno della falsa partenza con l'emergenza delle piantine per le piogge di fine settembre e la moria delle stesse nel periodo successivo per effetto della limitata disponibilità idrica dei terreni. Laddove invece i semi non hanno germinato a causa della scarsa riserva idrica dei suoli possono essersi verificate delle perdite piuttosto consistenti per l'effetto dell'azione degli insetti. Nel complesso questa situazione ha comportato ritardi nelle operazioni di semina, fallanze e una ridotta produzione di foraggio verde altamente digeribile, disponibile per il pascolamento del bestiame e la conseguente necessità di ricorrere alle scorte con ulteriori incrementi dei costi aziendali.

Ortive
La carenza di precipitazioni ha comportato la necessità di intervenire periodicamente con l'irrigazione per soddisfare le esigenze idriche delle colture. In generale, comunque, per le aziende che disponevano dell'irrigazione non sono stati evidenziati particolari problemi per il proseguimento del ciclo colturale. In alcuni casi per coloro che non avevano ancora seminato si sono dovute posticipare le operazioni a causa delle difficoltà legate alla lavorazione dei terreni.

Figura 15 - Copertura vegetativa del suolo nelle tre decadi di ottobre (Piana di Ottana).
Figura 15 - Copertura vegetativa del suolo nelle tre decadi di ottobre (Piana di Ottana).

Vite
Nel corso del mese è proseguita la vendemmia, in particolare per i vitigni tardivi coltivati nelle aree collinari e montane. L'andamento meteorologico non ha determinato particolari problematiche fitosanitarie e logistiche in quanto la mancanza di intense precipitazioni ha evitato il pericolo diffuso della lacerazione dell'acino e i conseguenti rischi di infezione da Muffa Grigia.
L'analisi agrometeorologica del mese di ottobre permette di tracciare un bilancio dell'annata viticola anche per le cultivar più tardive tipiche del territorio sardo. A parte un lieve calo produttivo causato dalle anomalie meteorologiche del mese di luglio in particolare in Gallura per gli effetti del prolungato maestrale, i risultati complessivamente raggiunti dal comparto vitivinicolo sardo risultano essere elevati in termini qualitativi e quantitativi.

Olivo
In Sardegna risultano essere oltre 40.000 gli ettari di terreno interessati da produzioni olivicole. Nel mese di ottobre in molti areali produttivi sono state effettuate le operazioni agronomiche di pulizia, sistemazione dei terreni, posizionamento delle reti per la raccolta anticipata delle drupe, al fine di produrre e commercializzare oli extravergini di oliva fruttati, dal sapore più ricco e intenso. Gli oli, infatti, derivati da drupe raccolte al momento dell'invaiatura e non tardivamente alla maturazione consentono di ridurre la possibilità di punture fertili della mosca delle olive. Tuttavia quest'anno sono segnalati numerosi casi in cui, specie per le piccole produzioni, non verrà effettuata una significativa raccolta, a causa delle anomalie meteorologiche che nel corso dei mesi estivi non hanno ridotto significativamente la popolazione di mosca delle olive presente in campo.



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