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Riepilogo mensile agrometeorologico di febbraio 2012

INTRODUZIONE
Il mese di febbraio è stato caratterizzato soprattutto dalle basse temperature raggiunte nelle prime due decadi e dalle estese nevicate. I valori medi mensili delle minime e delle massime hanno mostrato una marcata anomalia pari a circa -3 °C rispetto ai valori tipici del mese. Le precipitazioni sono state inferiori alla medie climatiche sulla maggior parte del territorio regionale.

Evapotraspirazione potenziale
I valori totali dell'evapotraspirazione interpolati sul territorio regionale sono compresi tra 10 e 50 mm/mese circa, come mostra la figura 1, risultando generalmente inferiori sia rispetto ai corrispondenti valori dell'anno precedente sia rispetto alle medie climatiche trentennali.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di febbraio 2012 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di febbraio 2012 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Il mese di febbraio è stato caratterizzato da diversi eventi di precipitazione, anche a carattere nevoso, e nel complesso si sono raggiunti cumulati generalmente inferiori ai corrispondenti valori medi climatici, particolarmnete al centro-Nord; solo nel Sud dell'Isola e lungo la fascia orientale i valori mensili hanno superato le medie climatiche. Occorre tuttavia evidenziare che nelle aree a maggior quota, in cui sono state più intense le nevicate, i cumulati di precipitazione possono risultare sottostimati. Le precipitazioni sono state più frequenti nelle prime due decadi mentre nella terza solo nei primi due giorni si sono registrate piogge significative, con valori giornalieri fino a circa 30 mm/giorno.
Il bilancio degli apporti con l'evapotraspirazione di riferimento, mostra in generale il segno positivo con una distribuzione geografica che riflette soprattutto la differente distribuzione delle piogge tra i diversi settori dell'Isola (figura 2). In alcune aree settentrionali le scarse piogge non hanno compensato l'evapotraspirazione pertanto il bilancio mostra valori negativi evidenziando una riduzione della disponibilità idrica.
Come mostrano le due mappe di anomalia, le condizioni di disponibilità idrica del mese sono meno favorevoli, ad eccezione delle aree meridionali, sia rispetto allo stesso periodo del 2011, sia rispetto alle condizioni medie climatiche.
Il contenuto idrico dei suoli, stimato per alcune località attraverso un modello di bilancio idrico, si colloca generalmente al di sopra dei valori medi tipici del mese, grazie alla distribuzione dei giorni piovosi nel corso del mese e alla copertura nevosa, nonché al modesto tasso evapotraspirativo tipico del periodo.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di febbraio 2012 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di febbraio 2012 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Nella figura 3, sono rappresentate le condizioni che hanno contraddistinto distintamente le tre decadi del mese ed in particolare le diffuse condizioni di deficit della terza decade.

Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di febbraio 2012.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di febbraio 2012.

Temperature massime e minime per decade
L'aspetto agrometeorologico che ha maggiormente caratterizzato il mese di febbraio è la temperatura, in particolare nelle prime due decadi, quando si sono raggiunti valori particolarmente bassi sia per le minime che per le massime; i valori medi mensili delle temperature minime e massime giornaliere sono stati di circa 3 °C inferiori rispetto ai valori attesi. L'analisi delle medie decadali, riportate in forma di mappa nelle figure 4 e 5 mettono in evidenza l'intenso raffreddamento verificatosi nelle prime due decadi; se si analizzano le variazioni tra le tre decadi, per le minime si registra una sostanziale stabilità dei valori medi nelle prime due decadi ed una risalita di circa 4 °C nella terza, mentre per le massime si osserva un costante e marcato incremento, di circa 3 °C tra la prima e la seconda decade e di 5 °C tra le ultime due.

Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di febbraio 2012.
Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di febbraio 2012.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di febbraio 2012.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di febbraio 2012.

Minime assolute e permanenza dei valori estremi
I valori riportati nella tabella 1 sintetizzano le condizioni di freddo intenso che hanno caratterizzato il mese di febbraio: oltre ai valori minimi assoluti è riportato il numero complessivo di ore in cui le temperature sono rimaste sotto le soglie critiche di 0, -3 e -5 °C, unitamente al massimo cumulato giornaliero (indicato tra parentesi tonde).

Come si può osservare oltre a raggiungere i valori giornalieri minimi eccezionali vi è stata in generale una elevate persistenza di condizioni potenzialmente critiche fino a superare, nella maggior parte delle stazioni esaminate, i valori estremi registrati nella serie storica recente (riportati tra parentesi quadre).

Di rilievo la permanenza delle temperature sotto -5 per 13-14 ore consecutive nelle stazioni di Villanova Strisaili e Gavoi; nel Sud possiamo evidenziare le circa 50-60 ore con temperature negative nelle stazioni di Sardara, Guasila e Dolianova.

Tabella 1 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C, mese di febbraio 2012. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori
Tabella 1 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C, mese di febbraio 2012. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori "normali" sono rappresentati dalla mediana dei valori mensili registrati nei diversi anni del periodo 1995-2007. Tra parentesi quadre sono riportati gli estremi della stessa serie di riferimento.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
In considerazione delle basse temperature del mese le sommatorie termiche in base 0 °C (figura 6) sono state sensibilmente più basse rispetto al 2011 e ancora più basse rispetto alla climatologia, in particolare lungo il versante orientale. I valori sono compresi tra minimi inferiori a 50 GDD delle aree a maggior quota e massimi di circa 250 GDD delle aree pianeggianti costiere, soprattutto al Sud.

Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di febbraio 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di febbraio 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Per quanto riguarda il bimestre gennaio-febbraio 2011 (figura 7) sono stati totalizzati valori quasi sempre inferiori per le sommatorie su base 0 °C, particolarmente nelle località della costa orientale. Un andamento differente si è osservato invece per le sommatorie in base 10 °C (figura 8) per le quali rispetto alla climatologia si sono registrate in generale anomalie positive. Nel dettaglio, le sommatorie sono comprese tra 0 e 575 GDD in base 0 °C e tra 0 e 40 GDD circa in base 10 °C, con i valori più alti in corrispondenza della costa orientale e meridionale.

Figura 7 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - febbraio 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - febbraio 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - febbraio 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - febbraio 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Infine, le sommatorie calcolate per il periodo ottobre 2010-febbraio 2011 (figure 9 e 10) hanno invece mostrato per la soglia termica di 0 °C valori più elevati rispetto allo scorso anno ed inferiori alla climatologia 1961-1990, mentre quelle in base 10 °C risultano generalmente superiori. I valori totalizzati nel periodo sono compresi tra 300 e 2150 GDD in base 0 °C e tra 0 e 640 GDD in base 10 °C.

Figura 9 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre - febbraio 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre - febbraio 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 10 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre - febbraio 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 10 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre - febbraio 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Fabbisogno di freddo per le colture arboree
Il fabbisogno di freddo esprime l'esigenza di molte specie arboree caducifoglie di temperature moderatamente basse (circa 6 °C) per superare il periodo di dormienza delle gemme.

Per quantificare la disponibilità di freddo nel periodo novembre-febbraio si è utilizzato il metodo Utah basato sull'accumulo di "unità di freddo" (chilling units). Nel grafico riportato nella figura 11 sono rappresentati gli accumuli del mese di febbraio, quelli complessivi del quadrimestre novembre-febbraio e quelli del bimestre centrale dicembre-gennaio.

In generale i valori del quadrimestre risultano relativamente modesti se confrontati con le medie calcolate sugli ultimi 16 anni per le medesime stazioni.

Figura 11 - Valori di chilling units calcolati per il mese di febbraio 2012 e per i periodi novembre '11-febbraio '12 e dicembre '11-gennaio '12.
Figura 11 - Valori di chilling units calcolati per il mese di febbraio 2012 e per i periodi novembre '11-febbraio '12 e dicembre '11-gennaio '12.

Wind Chill Index
I valori medi mensili dell'indice WCI (figura 12) mostrano una situazione di Disagio (-1?WCI>-10) nelle aree poste a maggior quota e di Lieve Disagio (10?WCI>-1) nelle restante aree. Benchè le temperature siano state particolarmnete basse la modesta presenza di vento nel periodo più freddo ha contenuto i valori dell'indice.

Figura 12 - Mappe di WCI per il mese di febbraio 2012 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.
Figura 12 - Mappe di WCI per il mese di febbraio 2012 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.

L'elaborazione dei dati orari ha fatto rilevare come il oltre la metà delle stazioni abbia presentato condizioni corrispondenti alla classe di Disagio per un numero di ore mensili compreso tra 200 e 350 (figura 13). Tra queste alcune stazioni hanno anche fatto riscontrare tra 50 e 150 ore circa di Elevato Disagio e alcune ore di Possibile Congelamento (es. Bitti e Gavoi).

Figura 13 - Numero di ore mensili con WCI nelle diverse classi di disagio per il mese di febbraio 2012.
Figura 13 - Numero di ore mensili con WCI nelle diverse classi di disagio per il mese di febbraio 2012.
Nel corso del mese sono inoltre stati registrati valori di WCI minimo (figura 14) molto bassi. Circa metà delle stazioni ha raggiunto valori inferiori a -10 con picchi prossimi a -20 registrati nelle stazioni di Gavoi e Bitti.

Figura 14 - Valori minimi di WCI per il mese di febbraio 2012.
Figura 14 - Valori minimi di WCI per il mese di febbraio 2012.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Le colture foraggere, in particolare gli erbai di graminacee e leguminose, hanno subito il rallentamento del ciclo vegetativo dovuto alle temperature molto basse e alle gelate intense e persistenti. Nella seconda metà del mese l'attenuazione dei fenomeni di freddo intenso ha consentito una ripresa dell'attività vegetativa che alla fine del mese si presentava regolare. La coltre nevosa, soprattutto nelle aree di alta collina e di montagna, se da un lato ha costituito uno strato coibentante limitando i danni da freddo, dall'altro ha determinato un grosso ostacolo per lo sfruttamento delle colture foraggere e dei prati-pascoli da parte del bestiame. Tale situazione, notevolmente aggravata dalla scarsa produzione di foraggi durante il periodo autunnale a causa della siccità di tale periodo, ha portato a carenze anche ingenti per il bestiame al pascolo, con la conseguente stabulazione e somministrazione di concentrati per compensare la scarsa alimentazione.

Ortive
Le temperature basse e persistenti della prima quindicina del mese hanno determinato danni ingenti su molte colture, in particolare sul carciofo in cui hanno determinato al distruzione totale dell'apparato vegetativo e compromettendo le produzioni del periodo. Questi danni oltre che per le colture di pieno campo si sono verificate anche per le colture (pomodoro) in serre non riscaldate. Altre colture ortive a foglia larga, di solito resistenti come il cavolfiore, hanno presentato notevoli danni da gelate.

Vite
L'andamento termico delle prime due decadi ha danneggiato i giovani germogli laddove si era osservato un precoce germogliamento indotto dalle temperature miti dei mesi invernali. I danni alla coltura rimangono comunque trascurabili sia per la possibilità della pianta di produrre nuovi getti, sia per l’estensione del fenomeno, che come già detto nei riepiloghi precedenti ha riguardato soprattutto alcuni vigneti delle zone costiere.
Analizzando le temperature minime e la persistenza di tali valori dalla precedente tabella 1, si esclude che le piante possano essere state danneggiate vista l'elevata resistenza durante il periodo di riposo vegetativo.
Nel corso dell'ultima decade del mese sono proseguite le operazioni agronomiche di preparazione dei vigneti e, laddove non sono state eseguite nel periodo post vendemmia, sono state effettuate le concimazioni di fondo.

Olivo
Terminato il periodo della raccolta sono proseguite le operazioni di potatura degli oliveti, per la maggior parte in fase di riposo vegetativo, e la distribuzione di prodotti a base di rame.
In alcune aree olivicole si segnala un anticipo fenologico per le cultivar precoci, con la comparsa dei primi germogli.

Fenologia delle specie vegetali di interesse naturalistico ed allergologico
Nel corso del mese di febbraio si sono svolti i rilievi fenologici sul Cupressus sempervirens L.
Il brusco abbassamento termico registrato nelle prime due decadi del mese ha generato un rallentamento fenologico del cipresso che aveva raggiunto diffusamente la fase fenologica di fiori maschili ben sviluppati (fase 57 scala BBCH) già nell'ultima decade di gennaio 2011. Il rallentamento fenologico ha fatto si che la fioritura sia poi avvenuta a partire dalla seconda decade del mese. Si prevede il picco di fioritura in Sardegna per metà marzo.



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