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Riepilogo mensile agrometeorologico di marzo 2012

INTRODUZIONE
Il mese di marzo è stato caratterizzato da una generale scarsità di piogge e da temperature massime sensibilmente superiori alla media.

Evapotraspirazione potenziale
I cumulati mensili di evapotraspirazione sono compresi tra minimi di circa 40 mm/mese, fino ad oltre 90 mm/mese raggiunti nelle principali aree pianeggianti interne (figura 1). Come mostrano le mappe di anomalia, tali dati risultano generalmente superiori sia rispetto a quelli dell'anno precedente, sia rispetto alle corrispondenti medie trentennali.

Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di marzo 2012 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 1 - Mappe di evapotraspirazione di riferimento di marzo 2012 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Bilancio idro-meteorologico
Nel mese di marzo si sono registrati rari eventi piovosi, concentrati soprattutto nella prima decade, che nel complesso hanno raggiunto cumulati modesti, inferiori a 20 mm/mese su buona parte della Sardegna. Solo nel settore centro-occidentale si sono registrati valori totali prossimi o superiori a 30 mm/mese.
Su buona parte della Sardegna i cumulati si sono attestati al di sotto del 40% della media climatica e nelle aree più deficitarie (settore centro-orientale) non si raggiunge il 20%.
Il bilancio tra gli apporti e le perdite evapotraspirative dà luogo ad una situazione generalizzata di deficit su tutta l'Isola, come mostra la mappa della figura 2: in particolare, nella parte orientale e soprattutto nel settore Nord-orientale i valori di deficit risultano più intensi ed indicano una marcata riduzione di disponibilità idrica, mentre nelle restanti aree (tra queste l'alto Campidano e l'Oristanese) si registra un deficit più contenuto.
Rispetto alle condizioni medie climatiche si evidenziando ovunque anomalie negative, più marcate lungo l'intero settore orientale. Un andamento simile mostrano le anomalie riferite allo stesso mese del 2011, con un trend decrescente procedendo da Nord-Est verso Sud-Ovest.

Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di marzo 2012 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.
Figura 2 - Mappe di bilancio idro-meteorologico di marzo 2012 e di anomalia rispetto all'anno precedente e ai valori medi trentennali.

Nella figura 3, sono rappresentate le diverse condizioni registrate nelle tre decadi del mese ed in particolare le condizioni di surplus limitate ad alcune aree nella prima decade e quelle di deficit esteso delle restanti due decadi.

Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di marzo 2012.
Figura 3 - Mappe di bilancio idro-meteorologico della I, II e III decade di marzo 2012.

Temperature massime e minime per decade
Il mese di marzo è stato caratterizzato da temperature massime piuttosto elevate, mediamente superiori di circa 2-3 °C rispetto ai corrispondenti valori tipici del mese, mentre le minime sono state in linea con i valori attesi. Interessante anche evidenziare le ampie escursioni termiche giornaliere che hanno caratterizzato la seconda e la terza decade, favorite dalle condizioni di cielo sereno.
L'analisi dei valori medi decadali (figure 4 e 5) evidenzia, sia per le massime che per le minime, un progressivo incremento di circa 1-1.5 °C tra una decade e la successiva, ad eccezione del brusco aumento tra la prima e la seconda decade per le temperature massime, pari a circa 4 °C.

Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di marzo 2012.
Figura 4 - Valori medi decadali delle temperature minime registrate nel mese di marzo 2012.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di marzo 2012.
Figura 5 - Valori medi decadali delle temperature massime registrate nel mese di marzo 2012.

Minime assolute e permanenza dei valori estremi
Nel corso del mese le temperature minime giornaliere hanno raggiunto o superato i -5 °C nelle località monitorate poste a maggior quota, fino a raggiungere il picco di -6.8 °C nella stazione di Villanova Strisaili.

Se si considerano le temperature orarie inferiori allo zero, nella maggior parte delle stazioni si è registrato un numero di ore prossimo ai valori medi degli anni recenti. In generale risulta contenuta la permanenza sotto la soglia di -3 °C.

Tabella 1 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C, mese di marzo 2012. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori
Tabella 1 - Valori estremi di temperatura minima e permanenza dei valori orari sotto le soglie di 0, -3 e -5 °C, mese di marzo 2012. I valori riportati tra parentesi tonde si riferiscono al massimo accumulo giornaliero. I valori "normali" sono rappresentati dalla mediana dei valori mensili registrati nei diversi anni del periodo 1995-2007. Tra parentesi quadre sono riportati gli estremi della stessa serie di riferimento.

INDICI BIOCLIMATICI

Sommatorie Termiche
Le sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di marzo hanno presentato per la maggior parte del territorio regionale valori superiori sia rispetto alla climatologia sia, in misura maggiore, rispetto al 2011 (figura 6). Anche le sommatorie in base 10 °C sono risultate superiori alla media climatica di riferimento e ai valori dell'anno precedente (figura 7).
Gli accumuli in base 0 °C sono variati da 130 GDD fino ad oltre 400 GDD, mentre le sommatorie in base 10 °C hanno fatto osservare valori nulli o prossimi allo zero nelle aree montuose e circa 100 GDD nelle aree costiere Sud-orientali.

Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di marzo 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 6 - Mappe di sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il mese di marzo 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di marzo 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 7 - Mappe di sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il mese di marzo 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Le sommatorie termiche in base 0 °C calcolate sul trimestre gennaio-marzo 2012 (figure 8 e 9) sono state generalmente inferiori al dato medio climatico, mentre rispetto all'anno precedente si osservano sia anomalie positive che negative. Le sommatorie in base 10 °C risultano invece generalmente superiori sia rispetto al 2011 che rispetto alle medie climatiche.

Nello specifico, le sommatorie in base 0 °C sono comprese variato tra 25 e 1000 GDD mentre quelle in base 10 °C tra 0 e 150 GDD.

Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 8 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 9 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo gennaio - marzo 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Infine, le sommatorie del semestre ottobre 2011-marzo 2012 (figure 10 e 11) in base 0 °C hanno evidenziato un sensibile incremento rispetto all'annata precedente, mentre rispetto alla climatologia si registrano prevalentemente scarti negativi, soprattutto nel settore Nord-orientale. Le sommatorie in base 10 °C risultano invece generalmente superiori per entrambe le soglie. Nel dettaglio, le sommatorie hanno assunto valori compresi tra circa 400 e 2500 GDD in base 0 °C e 0 e 740 GDD in base 10 °C.

Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre - marzo 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 10 - Sommatorie termiche in base 0 °C calcolate per il periodo ottobre - marzo 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre - marzo 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.
Figura 11 - Sommatorie termiche in base 10 °C calcolate per il periodo ottobre - marzo 2012 e raffronto con l'anno precedente e con i valori medi trentennali.

Wind Chill Index
Il WCI medio mensile calcolato per il mese di marzo (figura 12) ha mostrato una condizione diffusa di Lieve Disagio, ad eccezione delle aree costiere che hanno presentato valori corrispondennti alla classe di Nessun Disagio. Rispetto alla media 1995-2007 l'indice mostra una condizione di minore stress.

Figura 12 - Mappe di WCI per il mese di marzo 2012 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.
Figura 12 - Mappe di WCI per il mese di marzo 2012 e raffronto con i valori medi del periodo 1995-2007.

Il computo di ore mensili nelle diverse classi di disagio (figura 13) ha mostrato una condizione potenzialmente più critica nelle località monitorate poste a maggior quota, in cui si sono totalizzate circa 100-150 ore nella classe di Disagio. Nella stazione di Bitti si è avuto un numero significativo di ore con condizioni corrispondenti alla classe Elevato disagio.

Figura 13 - Numero di ore mensili con WCI nelle diverse classi di disagio per il mese di marzo 2012.
Figura 13 - Numero di ore mensili con WCI nelle diverse classi di disagio per il mese di marzo 2012.

Il valore minimo di WCI, prossimo a -17 e corrispondente alla classe Elevato disagio è stato registrato nella stazione di Bitti (figura 14). Altre 4 stazioni, Sadali, Illorai, Aritzo e Macomer, hanno raggiunto minimi di poco inferiori a -10.

Figura 14 - Valori minimi di WCI per il mese di marzo 2012.
Figura 14 - Valori minimi di WCI per il mese di marzo 2012.

CONSIDERAZIONI AGROFENOLOGICHE

Cereali e foraggere
Le temperature superiori alla media soprattutto nei valori massimi, unitamente alla carenza di precipitazioni, hanno determinato nei areali cerealicoli più importanti della regione un rallentamento nella crescita della parte aerea delle principali specie di cereali autunno-vernini. Le basse temperature del mese di febbraio avevano favorito la crescita di apparati radicali vigorosi che, grazie anche alla riserva idrica dei terreni, soprattutto di quelli argillosi, hanno consentito si sopportare al meglio il periodo siccitoso di marzo. In condizioni marginali, con terreni poco profondi, e laddove le semine sono state tardive, gli effetti della siccità sono stati più marcati (ad es. Trexenta e Marmilla). Le colture hanno sofferto maggiormente la siccità e vi è stato un netto rallentamento dell'attività vegetativa, soprattutto nel frumento.
Le foraggere localizzate in pianura, in particolare gli erbai di loglio e di trifoglio, hanno presentato un ritardo nei ricacci di circa tre settimane a causa della siccità, e pertanto sono stati pascolati con un leggero ritardo rispetto agli anni precedenti. Nella aree collinari, i pascoli hanno sofferto maggiormente a causa dell'effetto combinato del freddo del mese di febbraio e della siccità di marzo, che ha portato a produzioni stentate.

Ortive
Le coltivazioni di carciofo hanno proseguito il ciclo produttivo in generale senza problemi, ma in alcune aree si è dovuto ricorrere alle irrigazioni di soccorso per non compromettere gli ultimi tagli. Per l'asparago, che nel mese di marzo è in piena produzione e richiede comunque interventi irrigui costanti, sono stati somministrati volumi maggiori.

Vite
Nel corso del mese sono state completate le operazioni di sistemazione dei vigneti e di diserbo. A seconda delle cultivar considerate e dell'areale produttivo le fasi fenologiche rilevate sono comprese tra il germogliamento e la formazione delle prime foglie distese. Lo sviluppo fenologico è stato favorito dall'anomalia termica che ha caratterizzato il mese.

Olivo
A marzo si sono completate le operazioni agronomiche, in particolare le concimazioni, interrotte a febbraio a causa delle abbondanti nevicate. E' proseguita l'attività vegetativa sugli oliveti. Nelle aree olivicole in cui si sono avuti i maggiori attacchi della cocciniglia "mezzo grano di pepe" sono stati effettuati i trattamenti mediante oli bianchi ed altri trattamenti preventivi.

Fenologia delle specie vegetali di interesse naturalistico ed allergologico Cupressus sempervirens L.
Sono proseguite le fioriture delle Cupressacee e delle Taxacee, come il cipresso sempreverde, il cipresso arizonica. In particolare si segnala che i rilievi fenologici effettuati nella Nurra, in Gallura e nell'Oristanese hanno riscontrato nel corso della prima decade di marzo il picco di fioritura del cipresso sempreverde, fenomeno ritardato dall'andamento termico del mese di febbraio. L'anomalia termica e le scarse precipitazioni hanno contribuito all'aumento del disagio per gli allergici.
A marzo si è riscontrata l'inizio della fioritura della Parietaria, Urticacea erbacea di elevato interesse allergologico molto diffusa e patita dalla popolazione allergica alle Urticacee e alle Graminacee.



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