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I fabbisogni idrici colturali determinati nel settennio 1995-2001 secondo la metodologia FAO
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INTRODUZIONE

Tra le pratiche agronomiche applicate ai fini di ottimizzare la produzione delle coltivazioni sul piano quanti-qualitativo, l’intervento irriguo riveste un ruolo fondamentale, soprattutto negli ambienti in cui l’apporto naturale tramite la piovosità è assolutamente insufficiente a soddisfare le esigenze idriche delle diverse specie, erbacee, ma soprattutto arboree, in coltura.

La conoscenza degli apporti meteorici e dei fabbisogni idrici colturali rappresenta pertanto un importante strumento per la pianificazione e la gestione degli interventi irrigui, in grado di garantire quindi un migliore impiego delle risorse idriche destinate all’irrigazione.
L’utilizzazione oculata dei volumi destinati all’agricoltura, preponderanti rispetto agli altri settori produttivi, assume una particolare rilevanza soprattutto in Sardegna, se si considera che all’endemica carenza di precipitazioni si associa spesso una gestione essenzialmente empirica degli interventi irrigui.

In anni più recenti, il susseguirsi di stagioni siccitose, principalmente riconducibile ad un deficit pluviometrico rispetto ai valori medi climatici, ha comportato notevoli danni agli agricoltori sia per l’impossibilità di mantenere le coltivazioni in condizioni di ottimale “rifornimento idrico”, sia per la contrazione delle superfici irrigate, riportando il tema del “risparmio idrico” di grande attualità.

Per il periodo 1995-2001 sono stati elaborati i dati meteorologici e colturali, al fine di stimare i consumi idrici di alcune delle principali specie coltivate, utilizzando un’appropriata metodologia che tiene conto dello sviluppo fenologico tipico nei nostri ambienti. Tale elaborazione è stata finalizzata alla quantificazione dei fabbisogni irrigui o, in altri termini, dei volumi irrigui da somministrare alle colture per mantenerle in condizioni ottimali di rifornimento idrico.
Lo scopo principale del presente lavoro è fornire un contributo alla conoscenza delle necessità idriche delle colture irrigue e, più in generale, dell’andamento dei principali parametri coinvolti nel bilancio idrico dei suoli. Tali informazioni potranno essere utilizzate dagli operatori del settore agricolo e dai tecnici preposti all’attività di assistenza tecnica per ricavare utili indicazioni sulla durata del periodo siccitoso nell’arco dell’anno e, di conseguenza, sulle condizioni idriche che i pascoli e le colture non irrigue, quali i cereali autunno-vernini, affrontano nel corso del proprio ciclo vitale.
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