I fabbisogni idrici colturali determinati nel settennio 1995-2001 secondo la metodologia FAO
1. METODOLOGIA E DATI IMPIEGATI
In questa nota sono esaminati i fabbisogni idrici stimati per le principali colture con riferimento alle condizioni meteorologiche registrate nel periodo 1995-2001, attraverso lelaborazione congiunta dellevapotraspirazione, calcolata sulla base della fenologia delle colture in esame, e delle precipitazioni. A seguito di una preventiva analisi della disponibilità di dati, per le elaborazioni considerate sono state individuate e scelte alcune stazioni rappresentative delle diverse condizioni ambientali. In alcuni casi, la carenza di dati disponibili, come evidenziano le tabelle relative ad alcune stazioni, non ha consentito di eseguire lelaborazione per lintero periodo.
Per alcune stazioni agrometeorologiche (es. Berchidda, Villacidro, Arzachena e Masainas) benché limpossibilità di disporre dei dati per tutto larco temporale considerato non abbia consentito un facile confronto con le altre stazioni, si è comunque ritenuto opportuno riportarne i dati per la loro funzione semplicemente indicativa.
Inoltre, alcune delle stazioni considerate, quali Arzachena, Jerzu e Masainas, sono state installate nel 1997 e pertanto lelaborazione è stata limitata allultimo quinquennio.
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Nella figura 1 è riportata lubicazione delle stazioni agrometeorologiche prese in esame nella presente nota.
Per ciascuna stazione si è analizzata la serie giornaliera dei valori di evapotraspirazione di riferimento, sono stati elaborati i valori medi, calcolati sia su base decadale che mensile, e sono stati derivati i consumi idrici colturali medi e cumulati. Le colture oggetto dellanalisi sono quelle maggiormente rappresentative del panorama agricolo regionale: pomodoro, mais, carciofo, barbabietola, erba medica, prato polifita, vite, olivo, agrumi.
Inoltre, sono state analizzate le serie dei valori di precipitazione giornaliera, sono stati calcolati i cumulati mensili, da cui si sono infine determinati i valori di pioggia utile (Pu). Per tutti i parametri analizzati si è inoltre calcolata la variabilità tra gli anni, espressa in termini di coefficiente di variabilità(1).
Per le precipitazioni, inoltre, disponendo di unanalisi climatica per il periodo 1961 - 1990, si è operato anche un confronto con i valori medi climatici per singoli mesi, allo scopo di evidenziare leventuale diversità del regime pluviometrico del periodo considerato, rispetto alle condizioni climatiche riferite al predetto trentennio.
La fase conclusiva è stata la determinazione dei fabbisogni idrici colturali per la stagione irrigua, attraverso la comparazione tra le perdite rappresentate dallevapotaspirazione colturale e gli apporti naturali, rappresentati dalle piogge utili.
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(1) Il coefficiente di variabilità (c.v.) è dato dal rapporto tra la deviazione standard e la media ed è espresso come percentuale della media. Questo indice consente di mettere a confronto la variabilità di diversi set di dati aventi differenti ordini di grandezza.
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