I fabbisogni idrici colturali determinati nel settennio 1995-2001 secondo la metodologia FAO
1.3. Evapotraspirazione colturale
Per la determinazione dell’evapotraspirazione colturale, indicata comunemente ETc, come precedentemente accennato, si è operato con il cosiddetto approccio a “due fasi” (two-step approach). All’evapotraspirazione di riferimento, una volta calcolata, è stato applicato un coefficiente colturale (Kc) che ingloba e sintetizza tutti gli effetti sull’evapotraspirazione legate alle caratteristiche morfo-fisiologiche delle diverse specie, alla fase fenologica, al grado di copertura del suolo, che le rendono differenti dalla coltura di riferimento. Il risultato del calcolo è rappresentato perciò dal semplice prodotto dei due termini, per un dato intervallo di tempo, vale a dire:
ETC = ETO x Kc
I valori calcolati con tale metodo devono intendersi come consumi massimi possibili per piante coltivate su superfici ampie, indenni da parassiti ed in condizioni ottimali di fertilità e disponibilità idrica.
I valori dei Kc, per le considerazioni sopra esposte, variano tra specie e specie, ma anche a parità di copertura vegetale si possono avere differenze sensibili al variare delle condizioni climatiche, fatto questo che impone una certa cautela al momento di selezionare i valori più appropriati per un determinato ambiente. In particolare sono le colture caratterizzate da un maggiore sviluppo in altezza a manifestare una più marcata variabilità nei Kc al variare delle condizioni atmosferiche, e più specificamente di ventosità ed umidità relativa, fattori che alterano la resistenza aerodinamica dell’evapotraspirazione.
I coefficienti colturali utilizzati nella presente nota sono stati ricavati dalla letteratura specifica, ed in particolare dai “quaderni FAO”, e sono stati adattati sulla base dei risultati di osservazioni condotte in Sardegna. In particolare, per la determinazione della durata del ciclo e delle singole fasi fenologiche ci si è riferiti ad informazioni provenienti dalla banca dati agrofenologica del SAR, nonché a fonti bibliografiche relative ad esperienze condotte nell’isola o in ambienti agroclimaticamente similari.
Di grande ausilio si sono rivelate le informazioni contenute nel database agrofenologico realizzato dalla collaborazione SAR - ERSAT (Ente Regionale di Sviluppo ed Assistenza Tecnica in agricoltura), in cui sono archiviati e gestiti in maniera dettagliata i dati fenologici provenienti dai siti di monitoraggio colturale, distribuiti sull’intero territorio regionale. Le colture monitorate sono: pomodoro, carciofo, vite, olivo, agrumi.
In particolare, si è rivelata utile la determinazione della lunghezza media del ciclo di sviluppo e delle singole fasi fenologiche, necessaria per una corretta applicazione dei coefficienti colturali; a titolo di esempio si consideri il ciclo del pomodoro da industria, che nei nostri ambienti (es. nell’Oristanese) abbraccia sostanzialmente tre mesi, mentre in bibliografia si riscontrano sovente indicazioni relative a periodi colturali di durata ben superiore.
Nel dettaglio sono state considerate le condizioni colturali e la fenologia riportate di seguito:
- Pomodoro: si è considerato uno sviluppo fenologico con trapianto ai primi di maggio, fioritura del primo palco fiorale dalla seconda metà di maggio, inizio invaiatura dei palchi superiori dalla fine di giugno e la maturazione dalla metà di luglio fino ai primi di agosto, per un totale di circa 90 giorni.
- Carciofo: si riferisce ad una coltura forzata con risveglio il 10 luglio, la comparsa del capolino nella prima decade di ottobre e completamento del ciclo alla fine di febbraio; anche in questo caso lo sviluppo fenologico è stato stabilito sulla base delle informazioni relative alle coltivazioni monitorate, inserite nella banca dati.
- Barbabietola: si riferisce ad una coltura con semina autunnale (primi di novembre), raggiungimento della chiusura completa nel mese di marzo, inizio disseccamento delle foglie in giugno e raccolta ai primi di luglio.
- Mais: si è considerato un ibrido che compie un ciclo di circa 130 giorni (es. classe FAO 700), in un periodo compreso tra la terza decade di aprile e la fine di agosto, con la fioritura nella terza decade di luglio.
- Erba medica: si è utilizzato un unico coefficiente colturale medio che considera le variazioni della superficie traspirante che si verificano nella successione dei tagli.
- Prato polifita: analogamente all’erba medica si è utilizzato un coefficiente colturale medio.
- Agrumi: si sono adottati i coefficienti colturali proposti dalla FAO per un agrumeto adulto con le razionali lavorazioni al terreno.
- Vite: si è considerata una forma di allevamento a controspalliera e la fenologia caratterizzata dalla ripresa vegetativa nella prima decade di aprile, inizio fioritura verso la fine di maggio, invaiatura verso la metà di agosto e maturazione dai primi di settembre.
- Olivo: si sono considerati i coefficienti colturali proposti dalla FAO per un oliveto adulto con terreno razionalmente coltivato.
Considerando la lunghezza del ciclo colturale e delle fasi di sviluppo più significative, ed applicando i coefficienti colturali per le diverse fasi, si sono ricavati i valori dei Kc medi mensili, riportati nella tabella 1.
| Tabella 1 - Coefficienti colturali (Kc) medi mensili |
| Mese | Pomodoro | Mais | Carciofo | Barbabietola | Medica | Prato polifita | Vite | Olivo | Agrumi |
| Gennaio | | | 1.00 | 0.65 | | | | 0.50 | 0.75 |
| Febbraio | | | 1.00 | 0.90 | | | | 0.50 | 0.75 |
| Marzo | | | 0.90 | 1.15 | | | | 0.65 | 0.70 |
| Aprile | 0.30 | 0.30 | | 1.20 | 0.95 | 1.00 | 0.40 | 0.60 | 0.70 |
| Maggio | 0.70 | 0.45 | | 1.20 | 0.95 | 1.00 | 0.60 | 0.55 | 0.70 |
| Giugno | 1.10 | 1.00 | | 1.00 | 0.95 | 1.00 | 0.70 | 0.50 | 0.65 |
| Luglio | 1.15 | 1.20 | 0.50 | 0.40 | 0.95 | 1.00 | 0.75 | 0.45 | 0.65 |
| Agosto | 0.69 | 0.85 | 0.57 | | 0.95 | 1.00 | 0.75 | 0.45 | 0.65 |
| Settembre | | | 0.80 | | 0.95 | 1.00 | 0.40 | 0.55 | 0.65 |
| Ottobre | | | 1.00 | | | | | 0.60 | 0.65 |
| Novembre | | | 1.00 | 0.35 | | | | 0.65 | 0.70 |
| Dicembre | | | 1.00 | 0.40 | | | | 0.50 | 0.70 |
Per la quantificazione dei fabbisogni idrici, in generale, si è ristretta l’analisi al semestre aprile-settembre. Nel caso di alcune colture, inoltre, si è impostato il calcolo sul periodo in cui normalmente si ricorre all’irrigazione: per esempio, per la barbabietola da zucchero si è considerato il periodo aprile-giugno, per il carciofo il trimestre luglio-settembre, mentre per la vite il periodo aprile-agosto.
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